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Recensione: "Dogville"

Creato il 03 aprile 2014 da Giuseppe Armellini
(per J.C)
Recensione:
Lars Trier entrò nella città del cane e ne uscì Lars Von Trier.
Lars Trier entrò nella città del cane ma prima di uscirne si fermò.
Alzò un dito e lo puntò su tutto quello che gli stava intorno.
E tutto crollò a terra, sparì.
Lasciando solo delle strisce di gesso per terra.
Dove prima c'erano mura, ora solo strisce di gesso.
Lars Trier entrò nella città del cane, fece sparir tutto muovendo un solo dito, e poi ne uscì Lars Von Trier.
Subito dopo in quella città entrò una cosa che quella città non aveva visto mai, la grazia.
E la grazia entrò sotto forma umana, Grace il suo nome, quale sennò?
E Grace conobbe tutte le brave persone che vivevano nella città del cane, lo stesso cane per primo.
Conobbe Tom dall'animo gentile. Tom che vuole fare lo scrittore.
Conobbe la famiglia Henson con 7 figli e due genitori che non si vogliono troppo bene.
Conobbe Ben e il suo camion, Ben così schivo e buono.
Conobbe Bill e i suoi studi, Bill così schivo e buono.
Conobbe Martha e la sua piccola chiesa da accudire.
Conobbe Jack, i suoi occhi e il suo finto segreto.
Grace fece innamorare Tom, tenne come fossero figli suoi i figli degli Henson, trattò Ben con delicatezza, aiutò Bill a studiare, fece accettare a Jack la sua cecità.
Intanto Lars Trier da fuori della città del cane ci regala la Kidman più bella di sempre, ci regala dei primi piani impressionanti, usa le luci in una maniera così finta ma così perfetta da restarci secchi, e la luce del sole che colpisce i visi, quel sole che è solo uno sfondo bianco abbagliante, e il tramonto dalla finestra del cieco, e l'alba, e le ombre.
Come il mondo di Truman anche questo sembra essere tutto lì, da una parte finisce in un albero che sarà bosco, da un'altra su una roccia che sarà montagna, da un'altra su una strada che sarà il resto del mondo, da un'altra su una panchina che sarà sguardo.
E quel sentiero tra i rovi diventa leggenda.
Ma Grace è una fuggitiva.
E la grazia a Dogville, nella città del cane, nella città dei cani, mica può viver per sempre.
Eppure le campane erano suonate 15 volte quel giorno ma se poi arrivano dei fogli che vengono affissi tutto cambia.
Tutto comunque sarebbe cambiato.
Tom, gli Henson, Ben, Bill, Martha, Jack, Chuck, Vera, tutti cambiano.
Grace era fuggita da dove veniva perchè quel mondo la ripugnava.
E in tutti i modi cerca di credere che Dogville sia un paradiso, sia un posto migliore di quello da cui viene.
Ma inizia a lavorar sempre di più, qualcuno la tocca, qualcuno la minaccia o la ricatta, qualcuno la tradisce, qualcuno la incatena, qualcuno la stupra.
E quel qualcuno è Dogville.
Le sette statuine di porcellana si schiantano a terra, quelle statuine saranno sette bambini poi, e anche loro troveranno la loro distruzione.
E Trier ci regala la sequenza tra le mele nel camion. E noi gli siamo grati per questo.
Poi, poi cade la neve mentre Grace parla, cade la neve perchè mentre lei racconta tutta la sua verità si spera che quella neve insieme alle parole di Grace purifichi Dogville da tutto.
Ma non si purifica un'anima nera.
E Dogville si vendica, Dogville vende Grace.
Ma si sta scavando la fossa da sola.
Arrivano i cattivi, arrivano i gangster, arriva Lui.
Lei entra in macchina.
E noi stiamo 15 minuti con loro, affascinati.
Poi lei esce e ama ancora Dogville, in fondo sono brave persone che le circostanze hanno fatto sbagliare un pò. In fondo la sua vita precedente, quella alla quale può tornare è peggio di questa.
Ma una grossa Luna esce fuori dalle nuvole.
E tutto acquista una luce nuova.
Dogville si mostra per quella che è.
Addio Dogville, ora sono cambiata, ora non mi piaci più, ora non so più cosa sia il perdono e la dolcezza.
Addio Dogville, piccola città che mi ha trasformato.
Brucia Dogville, e distruggete quelle sette statuine davanti a lei.
E poi Grace come prima fece Lars esce dalla città.
E non ci sono più nemmeno quelle strisce di gesso per terra.
La cenere le copre.
E il cane urla.
( voto 9 )

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