Il libro è una grossa metafora, anzi in esso sono comprese tante piccole massime che ognuno di noi dovrebbe imprimere nel cuore e nell'anima. E' ambientato nel XVII secolo ad Amsterdam, una città di mercanti, di monete e di benessere, fervida di apparenze (come in tutti i paesi ancora oggi) ma corrotta all'interno, una corrosione, un marciume che si annusa mille miglia lontano.
Soldi e bellezza si fondono in questo scritto sublime a volte confuso e disarmante ma completamente attraente. Che spinge a leggere oltre e concludere in un batter di ciglia le pagine. Una storia, dentro la storia. Una casa, dentro una casa. La miniaturista ci vede? O è solo ciò che noi vogliamo vedere? Amore negato, amore strano, amore traviato sono gli elementi che si confondono in questa storia. Nessun romanzo d'amore, nessuna dolcezza in questa crudeltà che si parerà dinanzi ai nostri occhi.
Petronella è la protagonista del romanzo, una giovane donna di campagna che va in sposa a un ricco mercante Johannes Brandt di Amsterdam; un uomo fondamentalmente buono ma che purtroppo con altri interessi. Petronella rimane sconvolta al suo arrivo, e vari scenari le si presenteranno dinanzi, tra cui uno stipetto raffigurante la loro casa in miniatura, composta da nove stanze, regalatele dal marito per il loro matrimonio. Un gesto che cambierà le vite di tutti o quasi. Quella di Marin la cognata che non si è mai sposata, quella di Cornelia la domestica impudente e quella di Otto domestico di carnagione scura che susciterà molte ilarità.
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