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[Recensione] Il precario equilibrio della vita di Giorgio Marconi

Creato il 26 maggio 2012 da Queenseptienna @queenseptienna

[Recensione] Il precario equilibrio della vita di Giorgio MarconiTitolo: Il precario equilibrio della vita
Autore: Giorgio Marconi
Editore: Montag
ISBN: 9788896793831
Numero pagine: 111
Prezzo: € 18,00
Voto: [Recensione] Il precario equilibrio della vita di Giorgio Marconi

Trama:
Giulio Matreschi, pittore, ricoverato in una casa di riposto, racconta la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquant’anni. È la lettera di Clara, l’unica donna che il pittore abbia mai amato e che, se ricevuta nel 1939, avrebbe potuto cambiare la sua vita. Alla vicenda si intreccia la simpatia che nasce tra Goffredo e Yvonne, infermiera della casa di riposo. Le storie dei tre protagonisti si legano nella cognizione che l’amore non è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze, in bilico e sempre alla ricerca di un equilibrio pur nella consapevolezza della sua inconfutabile precarietà.

Recensione:
I toni malinconici e sereni che percorrono tutto il romanzo sono l’espressione di una vecchiaia vissuta tra rassegnazioni e dolci rimpianti e fatta di frasi lasciate in sospeso e occasioni sfumate. L’anziano protagonista che racconta la sua vita di fronte a uno sconosciuto che solo nelle ultime pagine rivelerà una toccante e inaspettata identità usa tinte delicate per tratteggiare i flashback che descrive, unite a un linguaggio semplice e dimesso che coinvolge: è come essere seduti ad ascoltare le storie dei nonni, rivivendo attraverso le loro rughe emozioni che possono ancora strappare un brivido o una lacrima.
Fino oltre la metà, il libro sembrerebbe assumere anche una patina un po’ noiosa, proprio per l’estrema tranquillità espositiva che caratterizza però parecchi anziani quando si perdono nelle memorie. È più avanti che quella che a prima vista sembrerebbe una banale storiella senza pretese impenna verso un coinvolgimento sempre più serrato, quando ci si rende conto che tante informazioni apparentemente inutili si stanno intrecciando in una storia triste e romantica, commovente ma a fondo amaro, ben architettata e colma di speranze e illusioni.
Per me non è stato difficile immedesimarmi via via nei tre protagonisti, ciascuno con alle spalle i suoi amori falliti e diverse forme di solitudine. A volte il destino, con un piccolo particolare, può cambiare intere vite e decretare tutto il futuro di una persona, perennemente in bilico come è detto anche nella frase che dà il titolo al romanzo: «Siamo tutti equilibristi in bilico sulla fune delle nostre esistenze. Cerchiamo di rimanere in piedi nonostante il precario equilibrio della vita».
Non sono un amante del lieto fine, per nulla, e avrei trovato stucchevole un “e vissero tutti felici e contenti” per quanto possa essere romantico incontrare dopo decenni l’amore della propria vita tanto rimpianto; per cui ho particolarmente apprezzato la nota dolceamara con cui il libro si chiude: una risoluzione, ma quando ormai è troppo tardi.
È stato veramente un peccato per l’editing e l’impaginazione, che hanno abbattuto la piacevolezza della lettura: il blog dell’autore è linkato in fondo a ogni pagina e distrae dalla lettura, non si contano le imperfezioni di battitura, e spesso addirittura si arriva a veri e propri errori grammaticali, ortografici e sintattici. Una maggior cura dell’opera avrebbe sicuramente contribuito a una valutazione più alta.


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