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Recensione: "la colonia sommersa"

Da Blake16 @Blake_165
"La colonia sommersa" di Kat Falls:
Ty Towson ha quindici anni, ed è il primo tra i pionieri a essere nato e cresciuto in una delle colonie sommerse. Il suo è un mondo post-apocalittico, quasi totalmente ricoperto dall'acqua. Il genere umano si è in gran parte trasferito negli sconfinati abissi oceanici, dove le case hanno la forma di gigantesche meduse attorno alle quali si estendono grandi coltivazioni sottomarine; gli uomini, la cui pelle emana uno strano bagliore, si nutrono di piccoli pesci luminescenti, hanno riserve di ossigeno liquido per respirare e si spostano a bordo di mantascafi, tra i riverberi color smeraldo emessi dai terribili squali lanterna. Ma in

COVER ORIGINALE

questo universo alla rovescia, è l'incontro con Gemma, una giovane abitante delle terre emerse, a cambiare la vita di Ty. Lei è scesa nelle profondità marine alla ricerca del fratello scomparso, e proprio mentre lui si offre di aiutarla, al ragazzo viene dato l'incarico da parte della Lega delle colonie sommerse di sgominare una banda di pirati che, a bordo del sottomarino Specter, sta mettendo in pericolo il suo mondo. Insieme i due dovranno avventurarsi in città remote, alla scoperta di oscuri segreti che nemmeno il buio dell'oceano riuscirà a tenere nascosti.
Cosa penso:Nel panorama fantasy–distopico ecco che compare un nuovo nome e una nuova saga che stando ai vari rumors dovrebbe essere una duologia – e si spera che sia tale.
Sto parlando di Kat Falls e la sua serie Y.A. distopica – sì lo so… l’ho già detto - Dark Life di cui La colonia sommersa, Dark Life titolo originale, è il primo libro.
Ultimamente il filone distopico è molto gettonato… ne escono fuori libri come funghi dopo una giornata autunnale particolarmente uggiosa.
A volte ne vengono fuori delle storie veramente belle…
Altre volte vengono fuori delle vere e proprie ciofeche…
Altre ancora, storie che non si collocano né nella prima categoria né nella seconda, ma che tendono ad oscillare ora da una, ora dall’altra parte.
Ecco… La colonia sommersa appartiene a quest’ultima categoria.
Credetemi avevo riposto molte aspettative su questo romanzo: una trama davvero, davvero allettante, unica e se volete anche suggestiva; questa cover di un bel blu con questa medusa gigante in primo piano, che altro non è che la dimora dei coloni che hanno deciso di andare a vivere sotto l’oceano dopo che le terre sono state sommerse.
Insomma, le basi c’erano tutte per renderla una storia davvero unica e originale – ok, è originale questo sì, e forse anche unica - ma all’inizio e per circa metà libro ho fatto davvero fatica a leggerlo.
Un tantino noiosetto dovrei dire, e anche ai limiti della sopportazione, entrambi fattori da attribuire al protagonista del romanzo, nonché voce narrante, Ty Towson, un ragazzino di quindici anni, il primo ad essere nato e cresciuto nella colonia sommersa.
È che cavolo se il ragazzino non fa pesare a tutti questo suo status di “primo” per l’intera storia: alla ragazza che incontra, da lui definita con tanta aria di superiorità superna in quanto abitante in superficie, Gemma; ai suoi genitori; alla sua sorellina Zoe; ogni qual volta che costretto a salire in superficie; a tutti quelli che incontra e anche a noi poveri lettori, sì anche a noi, costretti a sorbirci la sua boria, il suo egocentrismo, la sua puerilità e il suo orgoglio se non per l’intero libro, per metà di certo.
Non ho mai voluto picchiare così tanto un personaggio dei vari e stravari di cui ho letto fin’ora come Ty Towson.
Stressante!!!

Per fortuna che a mettere un po’ di pepe nella storia è la coprotagonista Gemma, una superna, un’abitante della superficie, che intraprende un viaggio nell’oceano alla ricerca del fratello maggiore Richard Straid, un tal ricercatore di perle nere… o forse erano rare?
Gemma è tutto quello che non è Ty: simpatica, spigliata, indipendente, forte, o tosta come ama definirsi, che si adatta alle circostanze con molta facilità e ha anche le palle, pensate un po’– metaforiche si intende -, attributi che mancano al nostro protagonista.
E non dimentichiamoci di Zoe, la sorellina di Ty: Zoe, cattura e collezione tutte le razze più strane e uniche di pesci in cui si imbatte…
Ty colleziona coroncine, diademi e scettri che trova nei vari relitti, con un attaccamento morboso verso questi oggetti e non volendoli condividere con nessuno… soprattutto le coroncine.
Ok!!! Secondo me l’autrice si è confusa: ha dato al suo libro un protagonista maschile, ma che a tratti assume comportamenti al quanto… aggraziati.
È come se avesse dimenticato il sesso di Ty, che è un ragazzo.
Ma per fortuna a circa metà della storia arriva lui… Fantasma.
Un bandito dell’oceano che insieme alla sua banda e al suo sottomarino, La Specter, è il terrore degli oceani.
È dalla comparsa di questo personaggio che la storia prende finalmente una piega diversa, diventando piacevole e coinvolgente, e rendendo la lettura più fluida, più spiccia.
Quello che mi ha trasmesso questo romanzo per gran parte della sua durata è stato un senso di claustrofobia, questo muoversi e vivere sotto l’oceano con metri e metri di acqua sopra la testa, e anche un po’ di scotofobia: sempre tutto buio e cupo, unica fonte di luce i generatori elettrici che impostano la luminosità imitando il percorso del Sole…
È vero sì che la maggior parte dei romanzi distopici sono claustrofobici: questo senso di soffocamento dato da un regime che reprime ogni forma di autonomia, di indipendenza, di libertà.
Ma con La colonia sommersa, questo senso di oppressione, di soffocamento, l’ho avvertito doppiamente.
Il libro mi ha delusa un po’.
Secondo me il personaggio principale doveva essere curato un po’ di più e l’autrice non doveva perdere di vista la caratteristica principale di Ty e cioè che è un ragazzo, in modo da evitare comportamenti ambigui e che confondevano spesso il lettore.
Ho dato mezzo punto in più – in questo modo voglio dare fiducia alla serie – grazie alla seconda parte della storia: qui, oltre la presenza di Fantasma *_*, Ty sembra aver preso coscienza di sé – o l’autrice finalmente ha capito che il suo personaggio è un ragazzo - e diventa anche piacevole, mostrando, pensate un po’, anche comportamenti al quanto altruisti.
In conclusione…
Non mi va di bocciare questa lettura; a molti è piaciuta… anzi quasi a tutti è piaciuta.
Il mio è solo un altro punto di vista e, a differenza di altri romanzi che a gran voce ho sconsigliato, La colonia sommersa invece credo che vada letto e poi ognuno da sé tragga le proprie conclusioni.
Nonostante tutto…
CONSIGLIATO!!!
L'ho letto il... 5 Settembre 2012GIUDIZIO: 1/2

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