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[Recensione] Quando ho aperto gli occhi di Nicholas Sparks

Creato il 22 dicembre 2012 da Queenseptienna @queenseptienna

[Recensione] Quando ho aperto gli occhi di Nicholas SparksTitolo: Quando ho aperto gli occhi
Autore: Nicholas Sparks
Editore: Sperling Paperback
Prezzo: 12 €
Pagine: 461
ISBN: 978-88-6061-592-3
Voto: [Recensione] Quando ho aperto gli occhi di Nicholas Sparks

Trama: 
Julie Barenson, a quattro anni dalla morte del marito Jim, ha deciso finalmente di ricominciare a vivere e accettare al suo fianco un altro che possa renderla felice. Così, dopo incontri con uomini palesemente sbagliati, si prospetta la nascita di una relazione col misterioso Richard. Il suo cuore tuttavia è rivolto anche verso Mike, amico d’infanzia di Jim, da sempre supporto di Julie: la loro amicizia potrebbe benissimo diventare qualcosa di più.
Julie si ritrova a dover fare una scelta, sperando che non sia quella pericolosamente sbagliata:

Richard Franklin, infatti, non è colui che afferma di essere. In realtà egli è Robert Bonham: un uomo dalla personalità deviata dalle violenze subite durante l’infanzia, alla ricerca morbosa dell’affetto femminile, con fare maniacale. Egli ha già ucciso parecchie persone, tra cui Jessica, la moglie che ha cercato di sfuggirgli esasperata… che assomiglia sorprendentemente a Julie.
Robert comincerà presto la sua caccia, in cui coloro che le saranno più vicini resteranno profondamente coinvolti. Riusciranno gli agenti Gandy e Romanello a fermarlo?!

Recensione:
Non ho voluto svelare esattamente tutto, perché direi che anche allo spoiler c’è un limite.
Quando leggo una storia, ancor prima leggo lo scrittore che si cela dietro le pagine; il sentimento, la ragione, l’idea, la sensibilità che ha dato il via al tutto. Quando ci si accosta a un autore che si conosce solo per sentito dire, è come assaggiare un nuovo cibo per sapere che gusto ha. C’è chi scrive per rabbia, chi per passione, chi semplicemente per narrare.
Da qui veniamo al caso Sparks. Le prime volte che ho sentito parlare di lui è stato in parole povere “all’improvviso e dappertutto”; il primo pensiero è stato “ecco un nuovo fenomeno letterario pubblicizzato a morte ovunque”. Non a caso è l’autore dei grandi numeri, in libreria ci sono fascette che recitano “ha venduto milioni di copie, dalla Bonglovandia alla Sterzovina” (ovviamente non è l’esatta dicitura). Nome che fa sbiancare un esordiente già solo a sentire i suoi incassi. Quando cerchi di capire come ci è riuscito, finisci per dirti “sarà il solito che con due scemenze ha fatto un mucchio di soldi”, però intanto aveva suscitato la mia curiosità.
Poi un bel giorno vidi il film de “I passi dell’amore”, e pensai “caspita, tosto. Vorrei proprio leggerlo un libro dei suoi”. Così eccomi qua.
Comincio col dire che a fine libro lui afferma che ci son state parecchie  revisioni del romanzo, per si che la parte thriller non prevaricasse la storia d’amore, che doveva restare in primo piano. Tentativo riuscito: stile diretto, buona tecnica narrativa, semplice e lineare, che non s’inceppa. Effettivamente è stato diverso da come mi aspettavo: avendo notato molti dei suoi aforismi in giro per il web, ero convinta di dover scovare qualcosa di altisonante, una frase ad effetto che spiccasse all’interno del proprio contesto. Invece, in questo caso (non escludo che gli altri suoi lavori possano essere differenti), ho trovato il tutto molto legato, seppur non omogeneo.
Per rispondere all’interrogativo “ma perchè Sparks piace tanto?!” ho concluso sostenendo che, a tenerlo sulla cresta dell’onda sia l’ipersensibilità rispetto alle variazioni dello spettro delle emozioni umane. Mi spiego: di solito, quasi tutti tendono ad essere monocorde, piegando la narrazione alla propria visione del mondo; in alcuni manca gioia, in altri è tutto troppo spensierato e felice. Qui è reale. Il lettore è colpito dalla disarmante normalità. In essa tutto è mutevole: si passa da tratti spassosi e divertenti, a veri e propri picchi di tensione, paura. Vi riporto pochi stralci, in cui si nota il kaleidoscopio di stati d’animo percorsi durante il romanzo dai vari personaggi.

Aveva solo venticinque anni ed era già diventata vedova, una parola che odiava in tutte le sue implicazioni. Evitava accuratamente di pronunciarla e, quando la gente le chiedeva come stava, scrollava le spalle in silenzio. Anche se a volte provava l’impulso di rispondere in tono aspro. Volete davvero sapere come mi sento da quando un tumore al cervello mi ha tolto mio marito?

_______

Julie si scostò dalla pelle la maglietta bagnata e lo guardò.
<<Ti senti bene?>> chiese
Mike si mise a rovistare alla ricerca della chiave da idraulico… un attrezzo lungo, fatto apposta per svitare i bulloni, si disse.
<<Sto bene, perchè?>>
<<Ti comporti in modo strano.
<<Non è vero.>>
<<Non mi guardi nemmeno.>>
<<Non voglio fissarti.>>
<<E’ quello che ho appena detto.>>
<<Oh.>>
<<Mike?>>
<<Eccola!>> esclamò lui, ringraziando il cielo di avere la possibilità di cambiare argomento. <<Sapevo di averla messa qui dentro.>>
Julie continuava a guardarlo, perplessa. <<Andrò a cambiarmi>>, disse infine.
<<Sarà meglio>>, borbottò Mike.

_______

E poi, considerò Andrea, la storia di Mike era assolutamente ridicola. Mike o Richard? Ma dai, si disse. la scelta era semplice, anche per una deficiente. Mike era carino, ma neanche da paragonarsi a Richard, che trasudava fascino. E il piccolo Mike? Dov’era il suo sex appeal? Certo che Julie era proprio cieca come una talpa, quando si trattava di uomini.

Proprio la sua minuziosità nella caratterizzazione di pensieri, personaggi ed emozioni, è ciò che lo porta così vicino alle persone da commuoverle, divertirle, entusiasmarle e, in questo caso anche incalzarle e incuriosirle, visto che questa storia è considerata un’anomalia, in quanto i romanzi di Sparks non contengono spesso elementi di un giallo. Così facendo è uscito fuori dai suoi soliti schemi, venendo incontro anche a un altro tipo di lettori non direttamente interessati alle storie d’amore.


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