Magazine Cucina

Reginetta di bontà

Da Mammachebuono123

reginette

Questa reginetta potrebbe far impallidire d’invidia un macaron, anzi no: può farlo cadere secco d’amore…certo lei è proprio carina: non alta, ma con tutte le curvette al posto giusto; armonica, elegante nella presenza, una vera reginetta di bellezza, con quel tocco di perenne e delicata abbronzatura tipico di chi fa sport all’aria aperta…

Vi chiedo di perdonarmi la digressione in stile fisiognomico dolciario, ma è per sostenere  un dato di fatto: se, per il macaron, reginetta lo è per via della bellezza, per me lo è per via della sua bontà. Come spesso succede, è una faccenda di punti di vista, divergenti.
Detto questo vi conduco alla gioia del dunque. Oggi qui da me c’è della gioia, e mi piacerebbe vi arrivasse tutta quanta, perché ho realizzato il mio biscotto del ricordo preferito: la reginetta di Omegna.
E’ ancora vivo il pensiero di noi, tutti e sei, attorno al tavolo, mentre scartiamo queste meraviglie venute da lontano-per quei tempi Omegna era lontana- portate da un amico di famiglia. Belle, buone, bella anche la scatola: rigorosamente di metallo smaltato molto resistente, con una bella immagine del lago d’Orta sul coperchio. Dentro i biscottini, dei quali non sapevamo il nome, avvolti a due a due nella carta trasparente, che parevano occhietti vispi, o soldatini in marcia.
Finivano in fretta, troppo in fretta; poi si stava ad aspettare la visita successiva di chi gentilmente ce li regalava e si teneva la scatola per conservare gli oggetti: mia mamma ci teneva gli arnesi per il cucito, per me diventavano gli armadi capienti dei vestiti delle bambole, o teche per le collezioni più impensabili, che lusso!
In verità non è stato semplice trovarne la ricetta, o, per meglio dire, quella che desideravo: ho visto descritte duchesse e duchessine, ma duchesse e regine, che dir si voglia, non sono mai state la stessa cosa. Mentre la cercavo ho scoperto che il biscottino è brevettato dalla pasticceria di Omegna che lo produce a tutt’oggi, quindi mi sono affidata alla memoria,  ad un po’ di pratica  e ad un po’ di grammatica.
Chi lo sa se gli originali avranno ancora la stessa scatola, la medesima presentazione e quel sapore indimenticabile, quella consistenza particolare, sul cui ricordo ho cercato di ricostruire.  In attesa, non della ricetta originale, perché ho molto rispetto dei brevetti, ma di recarmi ad Omegna e testare di persona, pubblico la mia ricostruzione sensoriale e il suo risultato: per me, per la mia famiglia, per voi che mi leggete. Buona preparazione!
Reginette farcite al gianduia

reginette farcite  

per circa 25 biscotti completi di farcitura

Occorrenti: sacca da pasticcere, bocchetta liscia diam. 10 mm., ciotola, spatola, tritatutto, tappetino di silicone o teglia, carta forno
ingredienti: 90 g di nocciole ridotte a farina, 1 uovo+ 1 tuorlo, 75 g di burro morbido, 105 g di zucchero semolato, 100 g di farina, una presa di sale, vaniglia in estratto(facoltativa), 100 g di crema di cioccolato al gianduia per farcire
tempo di preparazione:30 minuti
grado di difficoltà:facile
calorie a biscotto g 10 cad 56

Tostiamo le nocciole in forno a 150°C per 10 minuti, rigirandole spesso. Poi le sfariniamo con movimenti a intermittenza nel mixer. Pesiamo la farina di nocciole, la mettiamo nella ciotola e aggiungiamo l’uovo e il tuorlo, mescolando per uniformare il composto. Aggiungiamo la presa di sale, il burro ammorbidito quasi fuso, lo zucchero e amalgamiamo. Uniamo per ultima la farina  e completiamo il composto che dovrà essere di consistenza semiliquida. Inseriamo il composto nella sac a poche e formiamo sulla teglia foderata con carta forno dei mucchietti un po’ più grandi di una nocciola. Inforniamo a 150° per 10 minuti, poi alziamo la temperatura a 200°C e portiamo i biscotti a doratura completa per altri 5 minuti. La cottura deve avvenire con portello del forno in fessura.
Ammorbidiamo la crema al gianduia e farciamo i biscottini senza esagerare, schiacciandoli tra indice e pollice per accoppiarli. Se chiusi in una scatola di metallo si conservano per molto tempo.
Sono ottimi per accompagnare il caffè del dopo cena.

Un caro saluto.



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog