Responsabilità dello statista Berlusconi

Creato il 01 dicembre 2010 da Laperonza

Lo statista dovrebbe essere colui che pone il bene dello Stato davanti ad ogni altra cosa, che si adopera per esso anche a costo di sacrifici per sé e per il popolo. Eccolo il nostro statista, colui che si definisce tale, colui che regge le sorti del paese Italia da diciassette anni con soltanto qualche breve pausa: vede il Paese costretto nella morsa della peggiore crisi economica e sociale che lo abbia mai investito, vede la sua maggioranza sgretolarsi giorno dopo giorno, si rende conto, o quantomeno dovrebbe, di non avere più modo di compiere alcuna azione di governo efficace. Viene sfiduciato da tutta l’opposizione in toto e da parte del suo governo e lui che fa? Lo statista si dimetterebbe e cercherebbe di trovare una soluzione comune e condivisa. Lui mostra i muscoli e attende il voto di fiducia convinto di ottenerla, convinto di farla franca anche stavolta, convinto che, in un modo o nell’altro, riuscirà a tirare dalla sua quei quattro/cinque venduti disposti a votarlo ancora una volta. Si trincera dietro il fatto di aver vinto le elezioni, di avere la “maggioranza”, dimenticando che ha soltanto la maggioranza relativa ma la vera maggioranza degli Italiani ce l’ha contro. E intanto Fini fa i giochetti: ti voto, non ti voto, non mi dichiaro, faccio la mia mozione di sfiducia personale. Bossi vuole il voto, che comunque vada sarebbe un voto a perdere. E il paese sta a guardare, langue, cede come i muri di Pompei, eppure qualcuno ancora ama quest’uomo. Misteri della mente italica.

Luca Craia


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