Occorre incentivarli all'autonomia, lavorando sulla fiducia e sull'aspettativa: "Le scuole medie sono un'opportunità per crescere. Sono tre anni in cui gettare le basi per il percorso della vita, cerca di capire cosa ti piace di più". Siate disponibili ad aiutare, ma questo aiuto non deve diventare per i ragazzi una scusa per non fare da soli. In questa fase occorre che capiscano l'importanza della responsabilità personale nella vita: man mano che si cresce si è sempre più responsabili di sé, autori delle proprie scelte e dei propri risultati ("La scuola serve a prepararsi alla vita"). Usate sempre parole positive ed evitate le classiche frasi del tipo: "Non imparerai mai, sei un asino, non capirai mai niente ... ": queste parole "uccidono" perché tolgono la speranza e l'aspirazione a migliorare, ma soprattutto danno un alibi, una giustificazione al fallimento. I ragazzi pensano: "Se i miei genitori mi hanno detto che non sarò mai capace, allora è vero ... Dato che loro sono grandi ... le cose le sanno": in tal modo il senso della frustrazione si fissa, e potrebbe spostarsi in altri ambiti della vita: lo sport, le relazioni sociali ed affettive, il lavoro. Anche in questa fase di vita potrebbero manifestarsi dei segnali di disagio:tic, irritazione, nervosismo, scatti d'ira,movimenti ricorrenti, difficoltà a dormire, problemi psicosomatici. In questo caso consiglio di cercare di parlare con il ragazzo/a per capire la causa del disagio, cercate di essere rassicuranti e, soprattuto di non sovrastimare o sottostimare le capacità dei vostri figli. Se i problemi persistono meglio parlarne prima con gli insegnanti ed eventualmente con un esperto, ma in ogni caso cercate di non esasperare la situazione che potrebbe risolversi tranquillamente e, non manifestate ansia e nervosismo davanti ai ragazzi.Cercate di essere dei genitori attenti e disponibili, i ragazzi devono avere la sicurezza che in caso di bisogno voi ci siete, e così riusciranno a crescere e maturare in base alle loro convinzioni e motivazioni interne.
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