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Riflessioni "oltre": trascendere in educazione e...un pò di me!

Da Psychomer
Cari lettori, oggi parlerò un pò di me, perchè l'articolo è nato da una riflessione sul mio lavoro. Iniziamo da pochi, ma essenziali elementi: mi chiamo Azzurra e sono iscritta al primo anno di specialistica in scienze pedagogiche. Lavoro per una cooperativa e la maggior parte del tempo la passo in un CAG (Centro di Aggregazione Giovanile) e nell'assistenza educativa scolastica.
Incontro genitori tutti i giorni, parlo con loro e spesso lavoro insieme a loro.
Ma veniamo al dunque: la difficoltà odierna di dare una risposta alle domande esplicite e implicite dei genitori.
Certe volte leggo nei loro occhi domande che non si riescono a formulare. Alcuni di loro sono rassegnati, altri cercano la soluzione per "guarire"....la realtà è che nè io, nè l'Educazione ha una ricetta per mettere tutto a posto come vorremmo (o come la società ha "stabilito")... la realtà è che spesso non ci sono parole. La realtà va oltre il concreto problema quotidiano, la realtà cerca riflessione, silenzio che va "oltre", nel trascendentale. Un oltre che orienta l'agire, che determina il senso della vita e nel silenzio porta risposte (a volte molto scomode).
Voglio avere e dare SPERANZA....la speranza che infonde coraggio a tutti gli attori coinvolti (educatore/educando/genitori...) per agire insieme verso l'unico vero fine universale: il benessere della Persona e il suo diventare, come scrive Maritain "Sempre più Persona".
Vorrei, con questo post, incentivare la riflessione pedagogica su ciò che va oltre, sull'antropologia che fonda la scienza della pedagogia. Questo è l'unico vero modo per combattere il vuoto di risposte, il vuoto dei discorsi e delle parole che spesso si elargiscono per colmare questo sbandamento di relatività. Allontanare la questione non fa parte del nostro e del mio lavoro: educare significa avere un fine ultimo a cui arrivare...da dove prendere questo fine? Dal senso che diamo alla vita e alla Persona che costituisce l'insieme dei concetti dell'Antropologia Pedagogica di riferimento. L'educazione senza fini non è educazione. Devo riflettere, studiare, scegliere e assumere un'antropologia pedagogica.
Trascendere e il riflettere non fanno parte del lavoro degli educatori; è il primo passo!

Da alcune riflessioni "oltre" e di antropologia pedagogica,
in attesa di vostri commenti,
Azzurra

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