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Riscaldare casa low cost: l' E-cat riscalderà casa green a 15 euro l'anno.

Da Squid

Ci sono riusciti!

Li tenevamo d'occhio da tempo qui su NeverSleep. Rossi e Focardi, nel tentativo di creare una fusione nucleare fredda si sono imbattuti in una differente potenziale applicazione pratica e commerciale della loro idea. Se tutto dovesse filare liscio infatti, vi potreste trovare un add-on al vostro riscaldamento centralizzato o indipendente, che riscalderà l'acqua del circuito tubi senza i costi dell'attuale fornitura nazionale di gas.

Come? Collegando l'E-cat, un marchingegno del costo stimato di 400 euro alla rete dei termosifoni, e ricaricandolo annualmente con una bombola riciclabile (cartuccia) contenente polvere di nickel, con un costo di ricarica inferiore ai 15 euro annui.

Il dispositivo ha le dimensioni di una valigetta per il trasporto di un pc portatile, con un processore delle dimensioni di un telecomando. Gli inventori lo hanno già dichiarato estremamente sicuro (sicurezza totale), considerando che il sistema sviluppa quella che viene chiamata una "reazione nucleare a bassa energia, che non emette radiazioni. Questo assicura il Prof. Focardi, dell'Università di Bologna.

Il sistema si appresta a diventare estremamente rivoluzionario, sia perché il nickel sulla Terra è ampiamente disponibile, sia perché il costo sarà decisamente abbordabile per ogni famiglia, considerando il risparmio energetico che produrrà.


La fusione fredda dell'e-cat, di Rossi e Focardi.

Il valore commerciale dell'apparato era stimato inizialmente intorno ai 4.000 dollari, circa 3200 euro. Grazie però alla scelta commerciale del suo progettista (Ing. Andrea Rossi di classe 1950) e della National Instruments (società americana che si occuperò della produzione), sono stati operati investimenti ingenti per un elevatissimo automatismo della produzione per ridurre il prezzo e portarlo a 400 dollari circa per singola unità.

Questa scelta si dimostrerà funzionale ad evitare il reverse engineering dell'oggetto (ingegneria a ritroso per capirne il funzionamento), e scoraggerà altre aziende ad entrare sullo stesso mercato visti gli alti costi di investimento per arrivare a produrre il singolo pezzo con il prezzo con cui sarà distribuito l'E-cat.

L'obiettivo è quello di distribuire il milione di unità entro un anno.

 

Come funziona l'e-cat

Il nickel è un materiale estremamente abbondante, che non richiede costi di estrazione alti, anche se per contro ha un'elevata tossicità nella sua versione di polvere di nick
el.

Il trattamento quindi per la riduzione in polvere richiede misure di sicurezza elevate e qualità negli standard produttivi per fornire le bombole di ricarica senza rischi alla popolazione.

Il nickel trattato può sviluppare circa 23.400 megawatt/ora per un singolo grammo di polvere.

Il sistema interno dell'E-cat processa la polvere di nickel, unitamente a una bassissima parte di idrogeno e ad uno o più catalizzatori (la parte centrale della ricerca degli ultimi anni). L'accensione della macchina richiede un consumo di circa 3000 watt per la durata di un'ora circa (tempo necessario all'accensione). Una volta partito, il sistema procede da solo con un consumo simile a quello di un tablet, producendo una quantità elevatissima di energia termica (calore) che può essere utilizzata per il riscaldamento dell'acqua del circuito di riscaldamento ad una temperatura stabile di 120 gradi celsius. L'arresto del terminale avviene in 30 minuti dallo spegnimento.

Il passo successivo di questa tecnologia, affermano gli ideatori, è quello di portare l'E-cat a produrre energia elettrica, per cui si dovrà riuscire a portare il dispositivo a 400 gradi e non 120.

Fonte originale: Informazione e news.


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