Ritratto di famiglia

Da Chiarap_79
Di solito la sera il pulcino mangia tra le 18.30 e le 19.00. Questo significa che se sono stata super brava ed organizzata nel preparare la cena e sbrigare gli altri impegni di vita quotidiana - piuttosto se sono stata così pessima da non fare niente (vedi qui) concedendoci un piatto scongelato autoprodotto (vedi anche qui) oppure ordinandoci una pizza a domicilio - dopo la pappa del piccolino e prima della ninna c'è ancora un pò di tempo per concederci qualche tranquilla attività creativa.Questa regola vale in primavera, perché d'inverno ormai il piccolino lo sa, la mamma nonglielapofà!
Detto ciò, quattro statuine di legno acquistate diversi mesi fa con la mia cara amica Sara presso la fiera Hobby Show di Roma sono state il soggetto d'ispirazione per il nostro gioco creativo di una sera.

Statuine di legno, colori acrilici, acqua, pennelli, tempo e voglia di creare.... Avevamo tutto quello che ci occorreva per realizzare il nostro ritratto di famiglia!
Capelli dorati tendenti al rosso. Un sorriso aperto e lo sguardo furbetto. Maglietta verde, perchè verde è da subito stato il suo colore. Un paio di comodi jeans. Ecco che prima di tutti è arrivato il piccolo Daddà!

Pacata e sorridente. I capelli raccolti di lato da un timido fiore. Un vestito rosso fuoco ricamato a mano ed un grande colletto bianco. E' arrivata subito dopo Mamma Chiara.

Camicia stirata come quelle che mi rifiuto di stirare. Pantalone giallo sole come quelli che lui non avrebbe mai il coraggio di indossare. Capelli arancio ed un paio di baffetti che attraggono più di tutti l'attenzione del pulcino. Alla fine è arrivato anche Papà Giacomo.

Ci siamo tutti. Tutti per tutti. Ce li passiamo di mano in mano i nostri pupazzetti che ci fanno simpatia e spesso li utilizziamo a tavola come segna posto.

Ci piacciono perchè sono l'affermazione del nostro essere non come soggetto a sé stante ma come elemento di un insieme. Noi che da soli siamo carini ma siamo belli solo quando ci mettiamo uno vicino all'altro e ci vediamo famiglia!

Bene, in tutto questo io a dipingerci mi sono divertita un mondo! Ma mica potevo lasciare Davide imbambolato a guardarmi lavorare per tutto quel tempo!
1) perché lui fermo un istante non ci sa stare e se non lo coinvolgevo nell'attività non mi avrebbe permesso di fare niente
2) perché siamo nella fase "Lo faccio pure io" e lo spirito di emulazione è altissimo!
3) perché non potevo negare a lui un tale divertimento!

Ed è così che anche Daddà ha avuto il suo pupazzetto da decorare. Tutto concentrato si è messo lì a lavorare accanto a me utilizzando i i suoi colori lavabili.
Ragazze, che devo dirvi... il suo pupazzetto lo trovo bellissimo!
Lui che mi insegna che nell'arte devo imparare a lasciarmi andare, a non pensare alle linee ed ai contorni ma solo alle emozioni che portano il fare.

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