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Ritrovate a Napoli le armi delle Quattro giornate

Creato il 22 gennaio 2014 da Makinsud

Segnalato a Napoli alla Procura della Repubblica e alla Procura Militare, il ritrovamento nel sottosuolo di un antico ricovero di Via Broggia, a meno di 30 metri dalla superficie, delle armi della Seconda Guerra Mondiale.

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Tra taniche di benzina e muri ricoperti di incisioni, gli speleologi della «Macchina del Tempo» l’associazione guidata con dedizione da Luca Cuttitta per un progetto di controllo, hanno ritrovato le armi messe da parte per essere utilizzate durante la rivolta delle Quattro Giornate di Napoli tra il 27 e il 30 settembre 1943 quando, un’insurrezione popolare, cacciò i tedeschi dalla città. L’avvenimento che valse alla città di Napoli il conferimento della Medaglia d’Oro al valor militare, consentì alle forze alleate di trovare al loro arrivo, una città già libera dall’occupazione.

Infatti, proprio grazie ad una ispezione sotterranea e all’arrivo degli uomini del gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, che hanno seguito gli speleologi nel difficile percorso sotterraneo, è stato rinvenuto un importante reperimento storico, che potrebbe ricostruire un pezzetto di passato e consentire di raccontare quel che accadde in una città sotto assedio, bersaglio dichiarato di tutti gli eserciti.

Un gruppo di esperti chiamati per un semplice controllo, hanno scovato un eccezionale rinvenimento: sono venuti fuori due moschetti M91/38 della seconda guerra, con tanto di baionette e proiettili. Le armi sono malridotte e alcune spezzate, ma il gruppo ha avuto come prima idea quella di poter mettere in mostra tutti gli oggetti ritrovati.

A pochi metri dalle armi, c’è una incisione sul muro «Marmo Felice, artigliere Battaglione 815» e sotto un’altra iscrizione «Sottufficiale scorta convogli Secondigliano».

A partire da questi dati, è stato inviato l’appello da parte di Luca Cuttitta ai familiari dell’artigliere. La famiglia potrebbe raccontarci la sua vicenda e consentirci di aggiungere un tassello importante alla storia di Napoli, dato che per tutto il primo quadriennio di guerra, la città fu sottoposta a durissimi bombardamenti, che causarono ingenti perdite in termini di vite umane anche tra la popolazione civile.

Un tesoro che potrebbe ricostruire un pezzo di storia e rappresentare il simbolo di rivincita per la stessa città.


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