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“Ritto in sella” e senza testa

Creato il 31 gennaio 2014 da Robertovitarelli
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Ritratto Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona
(Fonte immagine: wikipedia.it)

Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, nobile abruzzese e Conte di Conversano, fu ucciso mentre cercava di difendere Otranto dall’invasione turca del 1480. I suoi resti umani furono sepolti a Conversano nella Chiesa conventuale di Santa Maria dell’Isola dove, a perpetrarne il ricordo, fu scolpito un monumento sepolcrale, che ancora oggi è possibile vedere.

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Monumento Sepolcrale Santa Maria dell’Isola

(Fonte Foto: http://www.ba.itc.cnr.it/CNV/CNV0018.html)

Dopo aver coraggiosamente tenuto testa ad alcuni cavalieri turchi che lo avevano accerchiato in un’imboscata, fu ferito in volto e decapitato. Secondo un cronista il cui racconto è riportato in Gli umanisti e la guerra otrantina: testi dei secoli XV e XVI, il suo corpo privo del capo rimase “ritto in sella per opera di certe barde” e portato via dal proprio cavallo, cadendo nei pressi di Bagnolo di Lecce.

Gli abitanti della vicina Sternatia, seppellirono il corpo del conte sotto l’altare maggiore della loro principale chiesa cittadina, da dove in seguito, fu portato “con real pompa” “nel monasterio di Santa Maria dell’Isola”.



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