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Rivoluzione pacifica silenziosa

Creato il 20 aprile 2013 da Gabrielepazzaglia @gabrytango

Mentre i politici fanno i loro giochini e inciuci a nostre spese, noi, il popolo dovrebbe scegliere un’altra via. Europa e America sembrano dei castelli di sabbia in balìa della finanza. Le agenzie di rating, di giorno in giorno, stabiliscono quale Paese declassare e quale promuovere, i governi soccombono a questa logica assurda e insensata e i cittadini pagano la crisi economica che ne deriva. Ma qualche cosa di nuovo, però, nel frattempo dobbiamo escogitare: mentre le borse di tutto il mondo mettono in crisi gli Stati e i cittadini pagano con lacrime e sangue la recessione in atto, in Italia noi, il popolo, dovremmo decidere di non accettare l’aumento delle imposte, i tagli ai servizi sociali e la precarizzazione del lavoro, opponendoci alle speculazioni finanziarie di gente senza scrupoli. Un Paese, ma soprattutto un popolo, unito in questa battaglia, al di là delle ideologie e delle distinzioni di classe sociale, compatto e determinato a non essere più un burattino nelle mani di politici e finanzieri “criminali” senza regole. Il nostro sogno più grande: una rivoluzione senza spargimento di sangue, né barricate, ma soltanto imponendo la pacifica volontà di tutti i cittadini, che rivendicano i diritti che ciascuno ha davanti alla legge: paga chi sbaglia, anche se a sbagliare sono i potenti! Dovremmo iniziare una protesta pacifica, e tuttavia determinata, contro il governo, in questo momento di incapacità e fallimento politico, portandolo alle dimissioni e l’arresto dei banchieri che pretendono di far fronte alle loro “ruberie” con i soldi dei contribuenti (abitudine consolidatasi in secoli di crisi economiche, presso quasi tutti i governi del mondo). Dovremmo fare un referendum per rifiutarci di pagare il debito contratto dai politici di fatto cancellandolo. Come? andando a prendere da chi fino ad ora a latrato! Quindi, attraverso il referendum, vengono scelti cittadini, che non ricoprono alcuna carica politica, come candidati per l’elezione di una nuova Assemblea costituente, formata da membri, cui viene affidato il compito di riscrivere la costituzione, secondo le seguenti regole di base: nazionalizzazione delle risorse naturali (non del debito), separazione tra Stato e Chiesa, divisione tra potere esecutivo e legislativo. E anche in campo energetico un mutamento radicale: entro il 2050 una totale eliminazione dei combustibili fossili e l’utilizzo delle sole energie rinnovabili. E pensare che la soluzione dei problemi potrebbe essere così semplice…Cominciamo da lunedì con uno sciopero selvaggio, tutti fermi ad organizzare il referendum! Facciamo la cosa giusta e potremmo dire: Il resto del mondo, intanto, si affanna e arranca dietro a una crisi che in realtà altro non è che la shock economy di cui parla Naomi Klein, imposta dalla finanza agli Stati per poter cancellare quel poco di diritti democratici rimasti alla gente. Gli Usa esportano la democrazia con le guerre, definendole “umanitarie”, l’Europa si assoggetta a questa logica, il resto dell’Occidente si aggroviglia dietro i desideri di un capitalismo inumano e le future generazioni riceveranno in eredità solo inquinamento, guerre, povertà. In Italia, la penisola più bella del mondo, giardino d’europa invece, la generazione odierna potrà un giorno ben dire: “Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”… In Islanda nella piccola isola atlantica è accaduto ciò che quasi mai era successo in precedenza. Quello che sopra vi ho proposto, la rivoluzione pacifica e silenziosa!!!

Per l’articolo ho preso spunto da: (Mariella Arcudi, LucidaMente, anno VI, n. 70, ottobre 2011)

rivoluzione pacifica



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