Magazine Politica

Rodotà e il PD a 5 stelle

Creato il 18 aprile 2013 da Chiosaluxemburg @ChiosaLuxemburg

Rodotà e il PD a 5 stelle
Nel Famoso numero dell’Espresso del 14 marzo 2013 in cui c’era l’inchiesta sulle 13 società dell’autista di Grillo in Costarica, qualcuno forse si lasciò sfuggire un’interessantissima intervista di Marco Damilano a Stefano Rodotà. Ne riporto alcuni stralci.
Grillo è un potenziale dittatore prodotto dal web, come teme qualcuno di sinistra? O è l’embrione di una nuova politica?” “ Finora grillo si è mosso da predicatore. Nel fenomeno Grillo ci sono la rete, lo Tsunami tour, i media tradizionali che usa con astuzia. Parla di comunità, parola che può diventare rischiosa se si allude a un’identità chiusa agli altri, un recinto. Ma la rete dovrebbe servire a far saltare le barriere, dovrebbe esserci quasi l’obbligo di andare a vedere le opinioni degli altri, i link ai siti che non la pensano come te”.
Parole sante. Andiamo avanti.
Grillo ha attaccato il divieto di vincolo di mandato per i parlamentari tutelato dalla costituzione: potrà tollerare l’autonomia dei suoi?” “ Ma il lavoro parlamentare non funziona così! O si nega ai parlamentari qualsiasi autonomia, e li si trasforma in una specie di osservatori in parlamento che non votano e non decidono. Oppure si entra nel gioco, come è accaduto in Sicilia”.
E fin qui abbiamo un Rodotà critico nei confronti del M5S o quanto meno scettico nei confronti di Grillo. Andiamo avanti.
Lei ha firmato un appello per il voto alla coalizione PD-Sel. Si può fare un governo guidato da Bersani appoggiato da 5 stelle?” “ Del segretario PD ho apprezzato la polemica contro la personalizzazione della politica, la scelta di non mettere il nome nel simbolo . Il voto ci consegna altre 2 indicazioni: la vittoria del M5S e il netto rifiuto dell’agenda Monti”.
Quindi Bersani non fa proprio così schifo come si dice in giro? Secondo questo signore votato a gran voce dai sostenitori dei 5 stelle sembrerebbe di no. Poi c’è il Rodotà che non ti aspetti e che evidentemente avrà spinto i grillini ad includerlo nella loro lista di nomi alle “quirinarie”.
 “ Il vero dovere del PD è consegnare all’opinione pubblica l’agenda della ricostruzione morale e civile del paese (…) Primo: regole estremamente severe e semplici sulla moralità pubblica (…) non sono nemico del finanziamento pubblico ai partiti, ma bisogna tornare a livelli di accettabilità sociale (…) secondo punto: il reddito di cittadinanza. Grillo ne ha parlato (…) Serve un cambio di passo (…) il mio consiglio al PD è: fate i grillini! ”.
Poi Damilano pone a Rodotà  una domanda che anticipa di un mese abbondante la crisi che il PD sta vivendo in queste ore : “ E se il dialogo PD e 5 stelle si spezza? Tornerà il governassimo PD-PDL- Monti?” La risposta oggi suona profetica: “ Se si torna a quel tipo di soluzione la sinistra si fa del male. È ora di dire basta alle trattative coperte. Il cambiamento deve avvenire sui contenuti, non sulle negoziazioni”.
Insomma, il discorso che fa Rodotà sembra una via di mezzo fra Bersani e Grillo. E allora? E allora Rodotà potrebbe essere l’uomo della provvidenza. Perché il PD continua a nicchiare o forse proprio a “farsi del male”, come dice Rodotà?   Visto che Grillo fa la prima vera mossa propositiva della sua vita, e cioè quella di offrire una lista di nomi per il Quirinale, e poi aggiunge che se il PD accettasse si potrebbe arrivare ad una qualche forma di dialogo (cosa fino a qualche tempo fa impensabile), il PD deve prendere in considerazione questa mossa. Mossa magari irrituale, magari nata attraverso metodi discutibili, e cioè quella rete usata come “recinto” di cui parla proprio Rodotà, ma pur sempre da prendere in considerazione e seriamente, perché alla fin fine o si fa l’inciucio con Berlusconi (morte della sinistra e condanna definitiva per il paese), o si fa l’inciucio con Grillo (salto nel buio, e questa volta sia per la sinistra che per il M5S). L’importante è che si faccia ciò che volgarmente è chiamato inciucio, ma che poi altro non è se non un governo, e cioè la politica, il compromesso, il dialogo.
Ieri, Roberta Lombardi, si è lasciata scappare una dichiarazione conciliante sul nome di Romano Prodi. Del resto anche quello è un nome compreso nella lista dei “papabili” per il Quirinale targati M5S. Vedremo. Indipendentemente dal nome che uscirà per il Quirinale, si apre di nuovo la possibilità di un governo PD- 5 stelle. Stando alla rosa dei nomi che il movimento ha proposto (tutte icone della sinistra o quasi) sembrerebbe che i grillini vogliano essere la cattiva coscienza di un PD che ha perso da troppo la sua identità di sinistra. Per questo parlo di salto nel buio per tutti e due gli schieramenti: il PD potrebbe spaccarsi definitivamente e irrimediabilmente oppure trovare nuova linfa vitale da una collaborazione con Grillo e soci. Grillo invece dovrà scendere a compromessi con un elettorato di 8\9 milioni di persone che non è affatto tutto di sinistra. Anzi, nella protesta ci sono i delusi di ogni provenienza politica, molti provenienti anche dalla destra estrema.
Vediamo un po’ cosa succederà: III repubblica, rivoluzione copernicana o l’elefante che partorisce il topolino? Il rischio della gravidanza isterica c’è. Perché alle prossime elezioni potrebbe imporsi Berlusconi. E allora Prodi o Rodotà o un qualsiasi Presidente che non sia di garanzia per l'arcoriano s'impone inevitabilmente. Si sbrighi il PD ed eviti altre scelte suicide. Ma Anche i 163 parlamentari grillini cerchino di essere flessibili se il nome non dovesse essere per forza Rodotà. Se però il PD dovesse scendere a più miti consigli ( le posizioni di Civati, Puppato e di molti altri parlamentari fanno ben sperare),  per il futuro siano flessibili tutti e due i partiti: cominciassero a deporre le armi. Grillo non chiama più Bersani "Gargamella"? E vabbè, magari si comincia così. Ognuno comincia a modo suo. Anche perchè ad occhio e croce, Gargamella sta per  ritornare nel mondo dei puffi dopo aver fallito l'ennesima pozione. Ma i puffi non esistono. Anche di questo Grillo dovrà tener conto. Se poi il nome di D'Alema dovesse sbucare fuori anche alla quarta chiama e magari anche imporsi, vuol dire che in effetti non sono i puffi ad esistere, ma il demone Pazuzu, e lì non c'è esorcista che tenga.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog