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Romance in libreria? si', grazie!

Creato il 30 agosto 2010 da Francy
ROMANCE IN LIBRERIA? SI', GRAZIE!
Visto in Canada. Dai miei occhietti.

Toccato in Canada. Dalle mie manine.

Cosa?

Romance.

Scaffali e scaffali di romance, in bell’ordine, colorati, invitanti.
Roba che qui, in Italia, con il fatto della distribuzione in edicola della quasi maggioranza dei titoli, non ci immaginiamo neppure. Se da una parte stare a bocca aperta davanti a tanto ben di Dio mi ha dato una bella emozione, dall’altra mi ha portato ad interrogarmi sul nostro sistema distributivo che avrà i suoi
perché, ma anche i suoi ma e i suoi ma! L’argomento è serio, poiché

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coinvolge un’industria, quella dell’editoria, con tutto il suo indotto e la sua filiera, dall’acquisto della carta alla distribuzione finale. Perché coinvolge un paese –il nostro- che legge poco e poco va in libreria. Non a caso le librerie indipendenti stanno scomparendo un po’ dappertutto, o sono già sparite, sostituite dai supermarket o da colossi come Mondadori o Feltrinelli: belli e grandi sì, ma alla fine empori un po' anonimi. Vi ricordate il film “C’è posta per te”, con Meg Ryan e Tom Hanks? Sta accadendo, o meglio è già accaduto, esattamente come in quel romantico film.

L’argomento, dicevo, è serio, e certo andrebbe affrontato con dati statistici alla mano e l’opinione di esperti del settore. Ma onestamente, adesso, non mi va di farlo. Mi va solo di parlarvi di scaffali e scaffali di romance, in bell’ordine, colorati, invitanti. Quelli che ho visto quest’estate da Chapters (una grande catena di bookselling canadese) e presso altri booksellers al di là dell’Atlantico.

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Non mi sembrava vero. Pensavo: allora qui, in Canada, il romance non è un genere reietto, può stare alla pari di thriller e fantascienza, di fantasy e vampiretti vari.

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Come negli USA. Ha una sua dignità, anche se in formato paperback.

Ho sospirato, guardando tutti quegli scaffali colorati, e ho accarezzato amorevolmente la costa dei libri. Ho scoperto autrici nuove, copertine ricche e dignitose, serie sconosciute. Ho comprato qualche libro (pochi, visto che le valigie erano già in soprappeso, come me) e mi sono segnata titoli che ordinerò on line. Ma soprattutto, mi sono rifatta gli occhi. Una vera festa.

L’autrice più presente sugli scaffali– ed è ovvio il motivo – è sempre Nora Roberts, seguita dalla Macomber. Ma cospicuo è in genere anche il reparto dedicato alla Balogh,

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con in bella vista il quinto e ultimo romanzo della serie degli Huxtables – A secret ROMANCE IN LIBRERIA? SI', GRAZIE!affair, ancora in hardback-, quello con la storia del mio adorato Constantine, romanzo che non vedo l’ora di leggere (madi cui aspetto l’edizione in paperback, a gennaio).Non manca nessuna autrice all’appello, almeno di quelle che io conosco. C’è il corner della Kleypas e quello della Dare,quello dei Trubleshooters di Suzanne Brockmann (dal primo all’ultimo titolo), e deiwestern dellaMiller. Quello della Cindy Gerard e quello della Guhrke. Per non parlare della Quinn.

Poi, separati, ma contingui, ci sono gli scaffali di romanzi ROMANCE IN LIBRERIA? SI', GRAZIE!Erotika, per le estimatrici del genere.
Qualcosa, davanti a tanta abbondanza, ho dovuto comprare, valigie piene o no. L’ultimo della Chase, Last night’s scandal, che attendevo con ansia dai tempi di Lord Perfect ( di cui è lo spin off), e l’ultimo della
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Brockmann, Infamous, non solo perché sono una sua fedelissima, ma per la copertina più che interessante. E ne ho comprato uno di un’autrice che ancora non conosco, un romantic suspense, perché mi andava la trama: Homecoming, di JoAnn Ross, con un eroe, ex navy seal, tormentato al punto giusto, o forse anche di più. Ah! Potenza del romance.

Io credo che un libro, come le ciliegie, tiri l’altro. E credo anche che se le lettrici di romance trovassero in Italia i loro romanzi preferiti negli scaffali delle librerie (discorsi sull’editoria a parte) sarebberopiù invogliate a comprare.

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Sarebbero più invogliate a cercare tra i titoli, con meno affanno e con più piacere, cosa che, purtroppo, non si può sempre fare in edicola. Va bene, direte, ma ormai c’è internet che ci permette di avere tutte le informazioni che vogliamo su tutti i libri che vogliamo. E’ verissimo, sono la prima a fare un uso addirittura eccessivo della rete. Ma tenere un libro in mano, sfogliarlo e sentirne il profumo, prima di decidere se comprarlo o no, è tutta un’altra cosa. E’ un’emozione che anche le nostre autrici italiane si meriterebbero di darci.

ROMANCE IN LIBRERIA? SI', GRAZIE!

Vivienne

P.S.: questa sotto sono io, con una copia di Last Night's Scandal in mano. La foto - un po' sfocata e poco gentile nei miei confronti - l'ha fatta il mio figliolo adolescente, sbuffando perché, invece di perlustrare con lui il settore fantascienza, perdevo il mio tempo tra quegli stupidi libri d'amore. Ah!

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