- Pubblicato Venerdì, 31 Ottobre 2014 05:16
- Scritto da Marco Di Lorenzo
L'altroieri, esettamente 2 settimane prima dello storico atterraggio di Philae, Rosetta ha abbandonato la sua orbita ravvicinata attorno al nucleo della Churyumov-Gerasimenko portandosi su un'orbita altamente ellittica che prelude alla traiettoria di rilascio del lander. "La manovra ha avuto successo e la sonda è in buona salute", ha dichiarato lo Spacecraft Operations Manager Sylvain Lodiot. L'accensione dei motori è avvenuta alle 12:59 UTC ed è durata 82 secondi; sulla base dall'analisi iniziale della telemetria, ha prodotto un delta-v (variazione di velocità) pari a 81 mm/s, sufficienti a abbandonare l'orbita ravvicinata COP (Close Observation Phase) a 9.8 km dal centro della cometa. Questa orbita ravvicinata, situata sul piano del terminatore che separa l'emisfero illuminato da quello in ombra nel nucleo cometario, era stata raggiunta lo scorso 15 Ottobre e ha permesso di scattare foto incredibilmente dettagliate della superficie, tra cui le due splendide viste sottostanti, realizzate da Marco Faccin e Elisabetta Bonora a partire dai mosaici Navcam.
La regione attorno al grande masso Cheops, sul lobo principale del nucleo, fotografata il 26 Ottobre da un'altezza di 7.8 km e una risoluzione di 66 cm/pixel - Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44
Altro mosaico scattato il 24 Ottobre, sempre la stessa distanza/risoluzione ma centrato sulla regione del "collo", la più attiva della cometa. - Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44
L'orbita COP è stata importante per riprendere immagini ad alta risoluzione della zona di atterraggio in preparazione della discesa di Philae. La manovra di Martedi, in particolare, segna la transizione all'orbita di pre-rilascio del lander e verrà completata da un altro burn nella giornata di domani. L'orbita finale, leggermente ellittica, sarà a circa 30 km dal nucleo e verrà abbandonata il 12 Novembre due ore prima del rilascio del lander, per impartire a quest'ultimo la giusta traiettoria e velocità.
Nel frattempo lo strumento COSIMA, che a Settembre aveva catturato due grani di polvere cometaria, ha iniziato ad analizzarne uno, chiamato Boris. L'analisi consiste nel bombardare il grano di polvere con ioni di Indio e analizzarne la composizione con uno >spettrometro di massa basato sul tempo di volo degli ioni secondari liberati. Per fare questo, questo vero e proprio gioiello tecnologico è equipaggiato con un microscopio ottico, un robot in grado di spostare i campioni e un "cannone" (PIBS) che spara un fascio di ioni Indio-115 largo 50 μm sul bersaglio. Gli ioni secondari liberati nell'impatto vengono poi accelerati da una differenza di potenziale e contati uno per uno, registrandone i tempi di arrivo con una precisione di 2ns; le varie specie atomiche vengono così discriminate in base alla loro velocità ovvero in base al rapporto tra massa atomica e carica elettrica.
Come si vede nel grafico a lato, questa analisi ha consentito di identificare Sodio e Magnesio nel grano di polvere; in assoluto non si tratta di una grossa sorpresa, dato che il 95% dei minerali noti osservati sulle comete somigliano a olivine e pirosseni (minerali ricchi di Magnesio) e dato che notoriamente la chioma e la coda delle comete contiene Sodio (come mostrato anche nei campioni riportati dalla sonda Stardust che ha incontrato la cometa Wild2). Tuttavia, nel caso della 67P, nessuno dei due elementi era stato osservato in precedenza nei grani della chioma interna della cometa. Adesso le ricerche si concentreranno sulla identificazione delle possibili sorgenti di Sodio all'interno del nucleo cometario.
Fonti:
- http://blogs.esa.int/rosetta/2014/10/28/rosettas-journey-to-pre-delivery-orbit-begins/
- http://blogs.esa.int/rosetta/2014/10/29/cosima-detects-sodium-and-magnesium-in-a-dust-grain-called-boris/
- http://blogs.esa.int/rosetta/2014/09/08/cosima-catches-cosmic-dust/