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Rumors: il Default Ellenico "tutti in fila per uno" sarebbe stato "accettato" dalla maggioranza

Creato il 08 marzo 2012 da Beatotrader

Rumors: il Default Ellenico "tutti in fila per uno" sarebbe stato "accettato" dalla maggioranza...
bankingnews.gr writes: "Between 77% and 79% participation in the Greek PSI"
Attendiamo conferme ufficiali che dovrebbero arrivare stasera alle 21.Perche funzioni l'accordo sullo swap ellenico, haircut ellenico, default ordinato ellenico, PSI....insomma chiamatelo un po' come vi pare....
sarebbe necessario superare entro stasera alle 21 almeno il 75% di adesioni alla tosatura "volontaria" (si fa per dire...).
Sotto questa soglia si andrebbe verso il Default disordinato.
Sopra questa soglia si dovrebbe andare verso un Default ordinato ed in fila per uno, con PARECCHIE INCOGNITE....come sempre accade nella Telenovelas Ellenica.
Tanto i dati delle adesioni sono stra-taroccati come giustamente spiega Bottarelli....
Swap greco, una “truffa” per evitare il default
.........Aspettiamo anche noi, ansiosi, pur convinti fin d’ora di un dato inoppugnabile: lo swap andrà in porto solo truccando i numeri, perché la percentuale di partecipanti è ben al di sotto del 75%, ma non si può far terminare la sciarada greca con l’epilogo che merita, il default.
No, bisogna andare avanti ancora per un po’, per tutelare le banche, il mercato dei credit default swaps, i derivati in genere, ma soprattutto il mercato obbligazionario sovrano dell’eurozona, ovvero il maledetto debito.............continua
Ma ai Mercati non importa: basta che la farsa funzioni e che tutti credano alla versione ufficiale di BCE, UE, IIF e di Nonna Papera....
Per chi si fosse perso le 2.800 puntate precedenti della Telenovelas Ellenica...
ecco qui un ottimo riassunto delle ultime swap-puntate.......
Questa sera alle 21 scatta l'ora X per la Grecia.
Dopo settimane di trattative, finalmente il Paese ellenico saprà quale destino deve attendersi: il default incontrollato e il probabile ritorno alla dracma, oppure la sopravvivenza forzata e la sottomissione definitiva al verbo di Bruxelles.
Tutto dipende da come andrà il cosiddetto Psi, che si chiude appunto fra poche ore.
L'acronimo sta per "Private sector involvement" e si riferisce al piano che prevede il coinvolgimento dei creditori privati nel salvataggio del Paese.
In sostanza, tutte le banche, le assicurazioni, i fondi di investimento e anche i semplici risparmiatori che hanno in mano titoli di Stato greci sono chiamati ad accettare sulle loro obbligazioni un taglio del valore nominale pari al 53,3%.
Il che vuol dire perdere circa il 75% dei soldi investiti.
L'operazione si compie attraverso lo scambio (swap) dei titoli in portafoglio con altri bond a scadenza più lunga e rendimento più basso.
Se tutto andrà come deve andare, alla fine il debito pubblico greco sarà alleggerito di circa 100 miliardi di euro, tornando perlomeno ad un'ipotesi di sostenibilità in rapporto al Pil.
Ma non è tutto.
La settimana scorsa i leader dell'eurozona hanno subordinato al successo del piano anche l'esborso del nuovo pacchetto d'aiuti internazionali destinato ad Atene (130 miliardi di euro).
Ora, perché il Psi sia davvero efficace è necessario che l'adesione dei creditori privati sia almeno del 90%.
Ieri sera eravamo a quota 58%, dopo il via libera arrivato da ben 32 banche, comprese le italiane Unicredit, Intesa SanPaolo e Banca Generali.
Se il computo finale si fermerà sotto il 75% non ci sarà più nulla da fare: la Grecia (e con lei mezza finanza europea) sarà investita dallo tsunami della bancarotta incontrollata.
Se invece si rimarrà fra il 75 e il 90%, allora la partita si farà davvero complicata.
In questo caso, infatti, Atene potrebbe attivare quelle che si chiamano "clausole di azione collettiva" (Cac), il che significherebbe imporre forzatamente a tutti i creditori privati di aderire allo swap e rimetterci dei soldi.
Sembra un dettaglio, ma non lo è.
Ad oggi lo scambio dei titoli è presentato come "volontario" e da questo aggettivo dipende un particolare decisivo.
L'Isda (l'associazione internazionale su swap e derivati) ha stabilito che lo swap su base volontaria non costituisce un "credit event" e quindi non fa scattare i rimborsi sui Cds.
Questa sigla sta per "credit default swaps" e indica dei titoli derivati che funzionano come assicurazioni sulla vita di altre obbligazioni (in questo caso i titoli di Stato greci).
Se Atene dovesse obbligare i suoi creditori ad accettare delle perdite, senza possibilità di scelta, l'Isda dovrebbe rivedere la propria decisione: l'insolvenza della Grecia sarebbe priva di ogni maschera e il pagamento dei Cds diventerebbe inevitabile.
A quel punto si scatenerebbe un effetto domino che oggi è impossibile quantificare con precisione.
I Cds sono da sempre scambiati su un mercato non regolamentato (in gergo "over the counter"), il che significa che nel tempo si sono create delle interconnessioni finanziarie di cui a posteriori è impossibile ricostruire il quadro completo.
Non si sa nel dettaglio chi dovrebbe pagare chi, né di quali somme si stia parlando.
Ma dopo il disastro di Lehman Brothers (che ha avuto ripercussioni globali proprio seguendo questo schema) non è assurdo ipotizzare conseguenze a livello di sistema, con diversi bilanci a rischio collasso.
E' chiaro che tutto questo castello di carte si regge su una grossa ipocrisia.
Il presupposto fondamentale per evitare il crollo è che lo swap sia "volontario", ma è assolutamente evidente che si tratta di un trucco.
I creditori sanno benissimo che se non accettassero di perdere il 75% del loro investimento probabilmente lo perderebbero per intero.
A scanso di equivoci, l'Agenzia per il debito greca ha fatto sapere che il Paese "non contempla la possibilità di mettere a disposizione risorse per i creditori privati che non aderiranno al Psi".
Una minaccia bella e buona.
Il libero arbitrio degli investitori non c'entra davvero nulla.
No swap? No party.

Mese di Marzo...
SEMAFORO MOTIVAZIONALE ROSSO


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