

Se arbitrariamente mi permetto di applicare il criterio sababa, succede che vedendo gli strumenti di lavoro in un angolo e il netturbino in un altro, non penso -ma guarda sto lavativo- ma -poverino, si vede che era molto stanco-. sababa!


E se incontro in pieno centro una casa con giardino stupendo e rigoglioso e proprio proprio accanto una schifezza, invece di rammaricarmi o incazzarmi userò la magica espressione?


Ho certamente dilatato e alterato a modo mio il significato della parola, però ormai il dubbio si è insinuato nei miei pensieri. Non è che tra le potenzialità espressive inespresse e segrete di sababa c'è anche - ma chi se ne frega e andiamo avanti così?
