Sacrificati sull’altare dello Stato,andando a essere deportati in massa in un ideale.
L’ideale dell’industria,del profitto e delle leggi che vanno oltre una logica di tutela dei cittadini,del diritto alla salute.
Una logica che ci vede immersi e catapultati nell’azione della casta che,mirando a salvaguardare il profitto del privato,baipassa leggi e diritti richiesti dalla citta’ intera jonica.Adesso anche Napolitano conferma una regola che e’ di base in Italia:il diritto e’ solo per pochi,e’ solo per chi ha forti agganci politici e potere tra le mani.
Oggi l’Ilva riparte piu’ forte di prima,piu’ impettita contro chi ha in questi mesi lottato e denunciato illegalita’ e contro una logica che anche nella terra del BURUNNNNBBIIEER avrebbe avuto miglior sorte.
Ci sembra una sconfitta,una vergogna e una battaglia inutile.
Nel giudizio del Gip Todisco,si sono avuti sprazzi di legalita’ e speranza,uccisa dalla firma del Presidente della Repubblica che,come altri politici,se n’ e’ fregato di Taranto e dei tarantini.
Sit in ,marce e altro saranno ancora utili in questo paese?
Saranno logiche da portare avanti in un paese dove diritti e regole vengono uccise dal potere?