Sagi Rei: disco music in chiave folk

Creato il 12 marzo 2012 da Postscriptum

Sagi Rei, all’anagrafe Sagi Reitan, è uno di quei musicisti che non dovremmo mai smettere di ringraziare per aver dato ad alcuni brani uno spessore del tutto nuovo, di aver riportato in superficie una bellezza che era nascosta così bene e in profondità che nemmeno l’orecchio del più accanito musicofilo era riuscito a percepire.
Sto parlando di alcune canzonacce di dubbio gusto, pezzi pseudo dance, pseudo pop, pseudo un pò tutto che ci hanno ammorbato l’esistenza in passato costringendoci a cambiare stazione radio ogni 5 minuti ma che riproposti in chiave pop folk dal musicista israeliano acquistano un valore inestimabile.

Di nuovo nel lavoro di Sagi Rei c’è davvero poco, il solo riesumare determinati brani, anzi, sarebbe passibile di ergastolo ma poi quando le note cominciano vieni trasportato in un mondo di suoni creato dagli accordi della sua chitarra folk, musica dance rivisitata in chiave acustica che diventa materia duttile e malleabile per la classe non indifferente dell’artista ed allo stesso tempo melodia gradevole per le nostre povere orecchie.
Un esempio: prendiamo L’amour Tojours di Gigi D’Agostino (fermate un’attimo il cervello, anzi mettetelo in folle che vi spingo io per questo post) e provate a dimenticare il fastidio e a ricacciare in gola il vomito. Fatto? Bene, adesso ascoltatela in chiave folk-acustica

Adesso che ho attirato la vostra attenzione la smetto con le digressioni stilistiche e vi dico che l’album che ha reso famoso Sagi Rei si intitola Emotional Songs (anno 2005) e contiene 12 cover di brani famosissimi, è suonato quasi per intero in voce e chitarra acustica e restituisce alla musica quello che gli autori originali dei brani le avevano tolto: la bellezza.
Come non apprezza la splendida versione di What Is Love (originale di Haddaway)

Ma non finisce mica qui eh! Nel 2007 il nostro Sagi si spara Emotional Songs Part 2 che contiene, tra le altre, una versione che mi piace assai di una canzone che ho odiato con tutto me stesso. Si tratta di Lady di Mojo reinterpretata in questo nuovo sound: Lady by Sagi Rei
L’album annovera tra i suoi brani anche le cover di All That She Wants, Sweet Dream e anche questa

Purtroppo chi troppo in alto sale è destinato a cadere, e più in alto sale più disastrosa sarà la caduta.
Neanche il nostro amico sfugge a questa logica spietata e così, che sia di sua spontanea iniziativa oppure su suggerimento della sua casa discografica, nel 2010 incide un altro album di cover, stavolta tutto incentrato su Michael Jackson, riuscendo a privare i brani di Jacko di tutti i loro tratti distintivi. Un autosgambetto insomma, che mi porta a chiedermi: perché?


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