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Salvatore Scalisi, 3 romanzi

Creato il 04 maggio 2010 da Paolo Franchini


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 L’UOMO DEI PICCIONI
(Grazia Calanna) – L’universo iridescente dei clochard, figure che si muovono controsenso, sommerse da una “dimensione incantata e poetica”. Uomini che, lungo il cammino dell’esistenza, si lasciano condurre, con apparente leggerezza, da una scelta fuori dall’ordinario dettata, il più delle volte, da una moltitudine di sintomatiche coincidenze. Parliamo del romanzo “L’uomo dei piccioni” di Salvatore Scalisi (Prospettiva Editrice), prefato da Maria Carmela Benfatto. Il protagonista è Stefano, quarantaduenne ebanista con la passione per la scrittura, il quale, “in preda a convulsioni mentali, in un continuo aggrovigliarsi di pensieri”, decide di allontanarsi dai propri cari, “lasciando alle spalle due anime”, la moglie e il figlio, e “un mondo che non è riuscito ad amare come avrebbe voluto”. L’autore, predilige dialoghi intimistici dal ritmo serrato. Narra di personaggi i quali, pur vivendo in condizioni di assoluta indigenza, conservano intatta dignità e compostezza. Biasima l’imperturbabilità coeva di quanti, dall’alto della loro alterigia, tengono le distanze, declinando clemenza.

RELAZIONE DI SANGUE
(Grazia Calanna) – Due nuclei familiari, le cui vite, fatalmente, si intrecciano, al ritmo accattivante della suspense, sono i protagonisti di “Relazione di sangue”, nuovo romanzo dello scrittore catanese Salvatore Scalisi, edito da “Zona”. L’autore che, a quelle descrittive, predilige successioni dinamiche, giovevoli, nel caso specifico, alla scorrevolezza del testo, ci consegna una storia integralmente adattata sui dialoghi. Agili colloqui, strutturati così da concedere al lettore di muoversi alla ricerca dell’impenetrabile verità, corroborati da personaggi che popolano la vicenda imperniata sulla figura di un efferato serial killer. Quest’ultimo, da lungo tempo, impunemente, continua a mietere vittime tra gli agenti di polizia. Scalisi, narra di un universo bieco, enigmatico, debordante di insidie. Un cosmo “capace di produrre squilibri psicologici, a volte irreversibili” dal quale, seppur temporaneamente, è necessario allontanarsi con l’auspicio di ritornarvi “più forti e rinfrancati, per affrontare le dure battaglie della vita”.

 L’ISPIRATRICE
(Redazione La Recherche) – Cosa si nasconde dietro il quadro di un noto pittore? Chi è la donna che vi è raffigurata? Per rispondere a queste domande Scalisi porta l’autore del quadro al capezzale del padre morente per fargli rivivere, attraverso ricordi e mezze confessioni, l’arco della sua esistenza dalla fanciullezza sino al fatidico giorno in cui, pennello alla mano, creò la misteriosa donna, “ispiratrice” di quella e di tante opere. Il quadro emerge dai racconti dei due uomini, a cui spesso si aggiunge la voce di Aldo, ambiguo amico da tutta la vita del più anziano, che trascina il lettore con il suo non-detto o accennato e poi ritirato, sino alle ultime pagine in cui la sua inclinazione acquisterà diritto di cittadinanza e smetterà di essere un sospetto. Oltre ai misteri legati ai gusti di Aldo, ne covano di ben più incandescenti sotto la cenere del focolare domestico che con la vita del patriarca va spegnendosi, il libro infatti non tarda a rivelarsi come uno scottante spaccato di una famiglia il cui motto potrebbe essere benissimo “vizi privati, pubbliche virtù”, con un intrecciarsi di adulteri trans-generazionali, e con un sospetto di relazioni inconfessabili che sempre aleggia tra le pagine e si insinua nelle vite apparentemente felici della famiglia Camerini. Tratteggiare maggiormente tali relazioni significherebbe togliere molto del gusto alla lettura del libro, che invece merita tutta l’attenzione del lettore.


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