Cos'hanno in comune Papa Bergoglio e Giovanni di Pietro Bernardone? Giovanni di Pietro Bernardone nasce ad Assisi il 26 settembre 1182, Jorge Mario Bergoglio nasce a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936. Epoche e luoghi lontani fra loro, ma destini comuni. Infatti, Giovanni di Pietro Bernardone, altri non è che San Francesco d'Assisi, rinominato per il suo totale rifiuto alle ricchezze terrene e ai beni matieriali come: "Il poverello d'Assisi". Figlio di un mercante di stoffe che, avendo fatto fortuna in Francia aveva rinominato il figlio Francesco, faceva parte del ceto borghese e dopo gli studi, verso i 14 anni, seguì le orme del padre entrando nel mondo del commercio tessile. Fu durante la guerra tra la città di Assisi e di Perugia del 1154 che Francesco si indirizzò verso quello che sarebbe stato il suo destino. Dopo numerosi scontri venne fatto prigioniero e, durante l'anno di prigionia il giovani si ammalò, ma venne liberato grazie al facoltoso padre che pagò il riscatto. Proprio durante la sua convalescenza il giovane Francesco si avvicinò a Dio e al suo creato, cioè tutto quello che la pura e semplice natura aveva da offrirgli. Dopo essersi rimesso dalla malattia Francesco fu protagonista di alcune vicende bizzarre. Tra le più famose vi è il dialogo avuto direttamente con il crocefisso nella chiesa di San Damiano, dove era solito andare a pregare il giovane. "Francesco và e ripara la mia casa, che, come puoi vedere è tutta rovinata". Francesco non si fece pregare. Il futuro santo approfittò della redditizia attività di famiglia e si recò a Foligno, ancora oggi il centro commerciale ed industriale più ricco della regione, per vendere le stoffe pregiate, da cui ricavò i soldi per "restaurare" la chiesa di San Damiano. L'improvvisa generosità venne scambiata come pazzia dal padre di Francesco, soprattutto quando il figlio, nel 1206, si tolse i vestiti e glieli restituì dicendogli: "Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d'ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro che sei nei cieli, perché in lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza" Il padre chiese aiuto all'allora vescovo Guido, il quale vedendo il giovane svestito lo coprì, e così facendo diede simbolicamente il benvenuto a Francesco nella Chiesa. San Francesco è ancora oggi simbolo di autentica devozione all'idea di assoluta rinuncia ai beni terreni e materiali predicati da Gesù.Dopo la rinuncia ai suoi abiti da borghese il giovane Santo si vestì con una semplice tonaca marrone, un tipo di saio che ancora oggi viene utilizzato come abito da, per l'appunto, l'ordine religioso dei Francescani. L'ultimo censimento del 2011 ha rivelato che i frati della Famiglia Francescana sono 28.719. Molte le analogie che sono state notate tra il Santo di allora e il Papa di oggi. Appena eletto infatti in molti cercarono di dargli consigli sul nome da scegliere. Qualcuno propose Clemente XIV, altri suggerirono"Adriano", il primo vero "riformatore", ma Bergoglio trovò la vera ispirazione dalla frase che gli sussurrò Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo: "Non ti dimenticare dei poveri". Questa frase piaque molto al neo Papa, che pensò immediatamente al Santo di Assisi e ripromettendosi di creare quella che lui stesso ha definito: "Una chiesa povera tra i poveri", scelse il nome Francesco. Un nome che si è rivelato adatto, date le numerose opere che il Papa argentino ha fatto e continua a fare. Dall'accogliere i senza tetto offrendo pasti caldi e barbiere,alle visite nelle carceri minorili e non, Francesco si dedica agli ultimi in molteplici occasioni. Ma anche l'amore per la natura lo avvicina al Poverello di Assisi, un Papa preoccupato non solo per la povertà, ma anche per l'ambiente. Non si preoccupa a lavare i piedi, a visitare i poveri, i disagiati o i carcerati, è un Papa che pensa agli ultimi. Come San Francesco, anche Bergoglio è amato sia dai credenti che dagli atei, ed apprezzato come uomo dalle altre confessioni religiose. In molte occasione Bergoglio ha citato e continua a citare San Francesco, ripercorrendone la storia e le azioni del poverello rimanendo fedele alla sua natura e alla sua semplicità.
