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Saviano, Fazio e la Clerici

Creato il 20 ottobre 2010 da Laperonza

saviano1.jpgSe la sospensione di Santoro e il suo Annozero è un fatto estremamente grave la questione di “Vieni via con me”, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, mai andato in onda fin’ora e che rischia di non andarci mai perché evidentemente sgradito al “Nanomorale” e alla sua folta schiera di lecchini che ha lottizzato la televisione italiana, assume toni a dir poco sconcertanti. Infatti, se Santoro almeno lo abbiamo visto e sappiamo cosa propone della trasmissione di Fazio e Saviano sappiamo solo quanto è stato dichiarato dagli autori. Se, quindi, nel caso di Annozero possiamo tranquillamente parlare di censura su dati di fatto, per quanto riguarda Vieni via con me siamo di fronte ad un caso di censura preventiva, già sperimentata da Ghedini con la Gabinelli e ora portata avanti a spada tratta dal sommo lecchino professionista e direttore generale della RAI Masi. Ed i pretesti ad oggi avanzati per boicottare il programma, come gli elevati cachet di Benigni, sono a dir poco ridicoli, basti pensare a quanto ci costa gente come la Clerici. Se vogliamo considerare la RAI come un’azienda dobbiamo considerarla tale sempre e non soltanto quando è comodo per chi comanda. Quindi un’azienda che sia in procinto di lanciare un prodotto quantomeno deve fare valutazioni di mercato serie per stabilire se la produzione possa essere conveniente o no, considerando anche i costi di produzione che, in questo caso, possono essere anche i compensi per gli ospiti. Masi e i suoi, invece, non fanno valutazioni di ordine pratico ma, a quanto pare, morale. Questo potrebbe essere condivisibile se il principio valesse per tutte le trasmissioni RAI, compresa, appunto, la Clerici, Sanremo e porcherie varie. Ma sappiamo tutti benissimo che il problema è un altro, e bene fa Saviano a ribadire che “oggi non ci sono le condizioni per andare in onda serenamente, perché non si sta lavorando serenamente”. Una trasmissione che parta con la spada di Damocle della censura ad ogni piè sospinto, visti anche i temi a dir poco scottanti che si propone di trattare, non può avere un futuro tranquillo e sereno – Santoro docet. Sarebbe una grave perdita per la democrazia e l’informazione la non messa in onda di Vieni via con me. Ma sarebbe soltanto un'altra tessera di un mosaico da fine regime che vede nell’inasprirsi delle contromisure lo strumento primo di sopravvivenza.


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