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Se alle primarie del PDL si candideranno certi politici, il centrodestra si prepari a percentuali da cespuglio

Creato il 25 ottobre 2012 da Iljester

Se alle primarie del PDL si candideranno certi politici, il centrodestra si prepari a percentuali da cespuglioBerlusconi ha dichiarato di non volersi candidare come Premier a Palazzo Chigi. Dopo mesi di tira e molla, silenzi e mezze frasi, l’ex Premier ha deciso di farsi da parte e indire – per il 16 dicembre – le Primarie anche nel PDL.

Una mossa che ha mille significati, potendosi interpretare in diversi modi. Come scelta di lasciare spazio ai giovani, come “scusa” per distaccarsi dal PDL e fondare un suo nuovo partito, come stanchezza e come desiderio di fare il “padre della patria”, lasciando ad altri l’onore e l’onere di decidere le sorti degli italiani, poteri forti e sinistra permettendo.

Se alle primarie del PDL si candideranno certi politici, il centrodestra si prepari a percentuali da cespuglio

La decisione di Berlusconi è stata accolta con una certa soddisfazione sia negli ambienti del PDL, che negli ambienti del centrosinistra. Forse un po’ più nel PDL, perché ora la combriccola del PD-SEL-IDV non avrà più la sua vittima politica su cui concentrare le attenzioni insane dell’opinione pubblica. Non potrà più affermare che se l’Italia va a rotoli è colpa di Berlusconi. E altrettanto non lo potranno fare i voltagabbana Fini e Casini, che se anche oggi gongolano per la rinuncia del Cavaliere, non credo abbiano guadagnato punti nel gradimento degli elettori del centrodestra, che non hanno certo dimenticato il loro comportamento.

Tuttavia, se Primarie saranno e se davvero Berlusconi dovesse confermare la sua decisione (con il Cavaliere l’imprevedibilità è una regola), i candidati che verranno a essere chiamati a confrontarsi per la selezione del candidato premier certo non potranno essere gli “impresentabili” che oggi dominano la scena politica nel partito (ex)berlusconiano; partito che hanno contribuito ad affondare e delegittimare agli occhi degli italiani. Parlo dei vari La Russa, Verdini, Gasparri, Santanchè. Se mai dovessero essere loro coloro i quali si contenderanno il soglio a Palazzo Chigi, allora è chiaro che saremmo punto e a capo. Vorrà dire che la rottamazione non ha avuto il suo risultato utile alla causa. Del resto già un esempio simile lo abbiamo nel centrosinistra, che da anni indice le Primarie, nonostante ai vertici del PD e del SEL ci siano sempre gli stessi.

Il rischio per i moderati è di vedere ridotto a un cespuglio il consenso del centrodestra. Il rinnovamento e l’aggiornamento della classe politica richiede un coraggio doppio rispetto a quello di Berlusconi di farse da parte. Ma se Berlusconi, con questa mossa, si è rivelato (ancora una volta) un politico “di razza”, i suoi subordinati, non facendosi da parte, e anzi riciclandosi con il meccanismo delle Primarie, rischiano di confermare l’opposto: e cioè che nel PDL bazzicano un po’ troppi improvvisati della politica, troppi Cetto La Qualunque e politicanti simili. Personaggi che non hanno mai apportato alcun valore all’area moderata e che anzi, negli anni, hanno contribuito a demolire e a delegittimare.

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Credo sia necessario un passo indietro di tutti. Berlusconi ha dato il La. Ora tocca agli altri seguirlo, per permettere al centrodestra di riprendere vigore con volti nuovi e nuove idee. Soprattutto con un bagaglio morale ed etico, inattaccabile dai benpensanti/politicanti del centrosinistra, i quali ancora oggi – nonostante le porcherie che accadano dalle parti del PD e del SEL – continuano a contrabbandare una verginità etica e morale posticcia. Ne va del futuro dell’Italia, ne va del nostro futuro come cittadini.


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