Questi pensieri stavo facendo ieri mattina, mentre andavo verso Piazza Unità d'Italia per partecipare alla manifestazione "Se non ora quando"."Troverò qualcuno? E se sì, quanti saranno? Dieci, venti? Tre secondo la Questura? Maledetta pigrizia: dovevo andare a Roma."E invece, con mio immenso stupore, grandissima gioia e anche un po' d'orgoglio campanilistico, ho trovato tremila persone ad aspettarmi. Cioè, ad aspettare e accogliere donne di tutte le età, fedi politiche e culture. Ovviamente l'età media della piazza si aggirava intorno ai sessant'anni, per forza di cose. Ma che c'entra. Ho trovato invece interessante notare come delle donne così storicamente libere e poco abituate a scandalizzarsi (dimenticavo: qui abbiamo anche il più alto tasso di topless da spiaggia, anche questo, ahimè, a tutte le età), abbiano scelto di scendere in piazza a protestare per la dignità calpestata. Voglio dire, dobbiamo essere proprio mal messe se addirittura le triestine sentono la necessità di mobilitarsi. E mi fa ancora più ridere la Santanchè (che già faccio fatica a seguire seriamente da quando la Cortellesi ha iniziato a imitarla), perché quando parla, assieme a Ferrara, di bacchettone e bigotte, non sa che un capoluogo di Provincia, nell'estremo Nordest, dove c'è il più alto consumo di Viagra del paese, la sta smentendo platealmente. Insomma, questa ennesima, sterile polemica delle donne moraliste che giudicano le escort e il loro diritto a prostituirsi, non sta né in cielo né in terra e né, aggiungo io, su nessun cartellone che ho visto alla manifestazione.Evidentemente, le triestine (e i triestini) hanno sentito la necessità di dire qualcosa, di dimostrare un disagio. E si tratta del disagio che purtroppo anche in questa città le donne vivono spesso. Il disagio di sentirsi chiedere ai colloqui di lavoro se si ha intenzione di avere figli, il disagio di guadagnare di meno rispetto a un uomo a parità di livello e competenze, il disagio di non poter fare carriera, il disagio di non sapere dove portare i figli dalla fine della maternità al terzo anno compiuto del bambino. Sopportare tutto questo è già abbastanza impegnativo, se poi ci aggiungiamo anche il Rubygate, e cioè l'ennesima celebrazione del maschio dominante che si diverte sulla nostra pelle, beh, pure le triestine non ci hanno visto più. E mi pare anche tutte le altre. O meglio, tutte quelle che sono abituate ad affrontare quotidianamente i problemi e le difficoltà reali delle donne, piuttosto che a cazzeggiare con considerazioni politiche fini a se stesse (a destra come a sinistra).Bene. Detto questo, accanto alle anziane signore di Trieste c'ero anch'io. C'erano diverse mie amiche. Molti conoscenti. Il fotografo Massimo Battista, che ringrazio per l'immagine d'apertura di questo post. Qualche politico in campagna elettorale per le prossime amministrative. E una mia cara amica dei tempi dell'Università, che è venuta con l'influenza, perché non voleva mancare. Il marito invece non poteva: doveva farsi la doccia. Giusto. L'igiene prima di tutto.