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Se ti vesti di blù, non ti tirerà più!

Creato il 02 aprile 2011 da Tnepd
Se ti vesti di blù, non ti tirerà più!

Muammar Gheddafi

Gheddafi mi era simpatico

Non fosse che per le sue folkloristiche quanto provocatorie sceneggiate da “matto”, a cominciare proprio dall’ abbigliamento e dal colore eccentrico dei suoi caffetani ( notoriamente il giallo è il colore dei matti ), in quanto unico diplomatico capace, durante le sue visite ufficiali, di ritorcere come un boomerang in faccia a tutto l’ Occidente la sua estrema ipocrisia e fondamentale malafede, il solo che sapeva simbolicamente gridare in pieno consesso ufficiale e pubblico che “il re è nudo” sfruttando proprio l’ ipocrisia dell’ avversario come scudo difensivo, ma al tempo stesso dimostrandola sfacciatamente e mettendo in bella mostra tutto il criminale servilismo e la sostanziale codarda impotenza della diplomazia benpensante. In una parola era il solo capace di sbugiardare pubblicamente l’ Occidente persino in piena sede Onu rinfacciandogli apertamente quel che esso è: un grandissimo ipocrita. E di saperne usare i vizi come un temibile boomerang d’ immagine.

Da manuale, a tale riguardo, il presentarsi in Italia con la divisa da colonnello e le medaglie conquistate sul campo; stupendo sotto molteplici aspetti e denso di significati umani, simbolici ed etnici il suo pretendere di alloggiare in tenda; magistrale il riunire 500 “emancipate” femmine nostrane a cui dar lezione di Islamismo. Grandioso il presentarsi nei congressi internazionali vestendo i costumi tribali, e quei capelli e quella barba sfrontatamente incolti e “non omologati”.

Un uomo insomma, in mezzo ad una pletora di avvoltoi e pantegane in doppiopetto blù,buone solo ad avventarsi sulle carogne delle vittime rese cadaveri per conto terzi ( sa mai che ci si sporchi di sangue, che sul blù stona ed è difficile da mandar via ).  Per dirla con una frase schietta, ( capacità tanto cara ai nostri nonni e che noi indottrinati al “politicamente corretto” abbiamo stupidamente buttato alle ortiche ) era uno coi coglioni, in mezzo ad un sodalizio di eunuchi e gaudenti e sorridenti frocioni.

Non entro quindi in merito nè al suo operato nè alle attuali tristi vicende, e non dirò pertanto che tale “spregevole” dittatore aveva seriamente a cuore il benessere del popolo libico, popolo che vantava un tenore di vita e benefit sociali che qui ci sogniamo, proprio grazie ad un’ equa ripartizione dei proventi del petrolio; popolo che viveva in case di proprietà, che pagava la benzina 10 centesimi, che quasi non conosceva la disoccupazione, che sapeva accogliere i “nostri immigrati” con calore e dignità, che usava gratuitamente la corrente elettrica, che aveva accesso ad Internet senza censure di sorta ( leggi la testimonianza di un italiano ).

Se ti vesti di blù, non ti tirerà più!

Obama e Gheddafi


Non dirò che “il dittatore” spingeva per la nazionalizzazione del petrolio africano ( vedi articolo ), e non dirò che la Banca Centrale Libica era, ovviamente, di proprietà statale (vedi ) … non dirò cose risapute anche dai sassi ( che non si chiudano volutamente occhi ed orecchie ), non dirò che l’ unica colpa di Gheddafi era quella di essere un Uomo Libero, e di perseguire il benessere della popolazione in una Nazione Libera, no …

Voglio aprire una polemica diversa, ed un diverso spunto di riflessione: questo sottile suo modo di denuncia e di invettiva, questo atteggiamento provocatorio condotto sul paradosso logico, sono indice non solo di una persona assolutamente intelligente e “integra”, ma anche sostanzialmente onesta che ha veramente a cuore il benessere ed il progresso popolare, anche se ( o proprio perchè ) si veste con caffetani dorati.
In fondo, non glielo avrà certamente prescritto il medico, ed almeno in ambito ufficiale avrebbe potuto benissimo adeguarsi e “vestirsi di blù anche lui”.  Ma non lo faceva, proprio a volerci indicare che “il nemico” è il Pensiero Unico, è l’ uniformarsi a tutti i costi, è l’ adottare e far nostre astruse teorie economiche architettate nelle stanze di Wall Street, ecc …


Vestendo i panni tribali e regali denunciava il suo status di “capo” ( e non di servo ), e rivendicava fieramente la sua etnia ai pecoroni globali, a queste fighette mondialiste che fanno shopping a Manhattan, a questi stolti servitori di un’ idea folle, perversa e suicida; indicava a tutti il VERO NEMICO, perchè il nemico, come ricordato da questa canzone di Daniele Silvestri, “non ha divisa, ma ama le carte Visa” …

Canzone che vi ripropongo, esortandovi a fare attenzione ad un paio di strofe che così recitano:

“La Dittatura c’è, ma non si sa dove sta
e non si vede da qua, non si vede da qua …”
“Il mio nemico non ha divisa, ama le armi ma non le usa
Nella fondina tiene le Carte Visa, e quando uccide non chiede scusa …”
“Il mio nemico non ha un nome, non ha nemmeno una religione
e il potere non lo logora, il potere non lo logora …”
“E se l’ unica ragione che ti interessa avere è una -Ragione Sociale-,
e se hai qualche maledetta guerra da fare,
non farla nel mio nome, non farla nel mio nome,
che non hai nè mandato nè autorizzazione;
non farla nel mio nome, non farla nel mio nome,
che non hai domandato nemmeno la mia opinione …”

( Daniele Silvestri, “Il mio nemico” )

Se ti vesti di blù, non ti tirerà più!

Casco Blu

Ribaltiamo quindi ora l’ ottica della questione:se la “follia” si veste in doppiopetto blù, e così facendo vien fatta passare per “normalità”, se la follia diventa maggioranza, occorre per questo che tutti ci mettiamo una bella divisa e il cappello con la girandola sulla testa ?
Come dovrà vestirsi la persona che vuole rimanere normale, in una società dove la follia si veste di normalità ?
Non dovremmo forse allora cominciare a vestirci tutti quanti di giallo ? ( guarda caso, il giallo e il blù sono colori opposti anche nello spettro cromatico ! )
E un eventuale medico chiamato a fare una diagnosi del paziente, dovrà sempre e per forza darsi una bella martellata sulla zucca e mettersi lui stesso la camicia di forza ?
Un medico DEVE difendere la vita, ha fatto il giuramento di Ippocrate, ed in difesa della vita dovrà dire la verità …

Vi invito pertanto a leggere con attenzione questo documento, tradotto da Gianluca Freda sul blog “BLOGGHETE !”, di cui riporto qui sotto alcuni passaggi, dove i medici russi di stanza in Libia denunciano il carattere assai poco umanitario dell’ aggressione NATO; il documento, sotto forma di lettera aperta, si appella a Putin e Medvedev perchè … non si mettano in testa una bella girandola blù ( anche se Medvedev mi sembra si sia già trasformato in un puffo … )

LETTERA APERTA DEI MEDICI RUSSI IN LIBIA ALLA FEDERAZIONE RUSSA
( Fonte: Uruknet.info )

” … Il bombardamento di Tripoli e di altre città della Libia non ha per obiettivo soltanto i sistemi di difesa aerea e i velivoli dell’aviazione libica e non è rivolto soltanto contro l’esercito, ma ha preso di mira anche le infrastrutture civili e militari. Oggi, 24 marzo 2011, gli aerei degli USA e della NATO hanno bombardato per tutta la notte e tutta la mattina un quartiere di Tripoli, Tajhura (dove si trova fra l’altro il Centro di Ricerca Nucleare libico). Le difese aeree e i velivoli situati a Tajhura erano già stati distrutti nei primi 2 giorni di attacchi e in città rimanevano altre installazioni militari in attività, ma oggi l’obiettivo dei bombardamenti sono le baracche dell’esercito libico, intorno alle quali vi sono quartieri residenziali densamente popolati; lì vicino si trova anche il più grande centro di cardiologia del paese. I civili e i medici non avrebbero mai potuto immaginare che si sarebbe arrivati a distruggere normali quartieri residenziali, perciò nessuno dei residenti o dei pazienti dell’ospedale era stato evacuato.

Le bombe e i missili hanno colpito le abitazioni civili e sono caduti vicino all’ospedale. I vetri del centro cardiologico sono andati in frantumi e nell’edificio riservato alle partorienti con problemi cardiaci sono crollati un muro e parte del tetto. Ciò ha provocato dieci aborti, la morte dei neonati e il ricovero delle madri nel reparto di cura intensiva; i medici stanno lottando per salvare loro la vita. Noi e i nostri colleghi stiamo lavorando sette giorni alla settimana nella speranza di salvare qualcuno. E tutto questo è la diretta conseguenza del lancio di bombe e di missili contro edifici residenziali, che hanno provocato dozzine di morti e di feriti che il nostro personale cerca di operare e visitare. Un numero così enorme di morti e di feriti, come quello registrato oggi, non si era avuto durante l’intera durata delle insurrezioni in Libia. E questo lo chiamano “proteggere la popolazione civile”?
Con la piena responsabilità di testimoni e di persone partecipi di quanto sta accadendo, noi dichiariamo che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno perpetrando un genocidio contro il popolo libico, come già avvenuto in Yugoslavia, Afghanistan e Iraq. I crimini contro l’umanità compiuti dalle forze della coalizione ricordano quelli commessi in Germania, dove pure i civili venivano fatti a pezzi allo scopo di suscitare orrore e di spezzare la resistenza del popolo (la Germania lo ricorda e per questo ha deciso di non partecipare a questo nuovo massacro). Oggi essi mirano, con metodi simili, a far sì che il popolo libico rinunci al proprio capo e al proprio legittimo governo e ceda senza fiatare la propria ricchezza nazionale alle forze della coalizione.

… Noi siamo ucraini, russi e bielorussi, persone di diverse professioni (soprattutto medici) che lavorano in Libia da oltre un anno (da 2 a 20 anni). In tutto questo tempo abbiamo imparato a conoscere il modello di vita del popolo libico e dichiariamo che pochi cittadini, in altre nazioni del mondo, possiedono le comodità di cui possono godere i libici. Tutti hanno diritto a cure gratuite e i loro ospedali sono dotati del miglior equipaggiamento medico del mondo. In Libia l’istruzione è gratuita e le persone capaci hanno la possibilità di studiare all’estero a spese del governo. Ogni coppia che si sposa, riceve 60.000 dinari libici (circa 50.000 dollari USA) come assistenza economica. Lo stato concede prestiti senza interesse e spesso senza scadenza fissa. Grazie ai sussidi governativi, il prezzo delle automobili è molto più basso che in Europa e ogni famiglia può permettersi di acquistarle. Benzina e pane costano pochi centesimi, gli agricoltori non pagano tasse. Il popolo libico è tranquillo e pacifico, poco incline all’alcool e molto religioso.

… Se gli USA e l’UE non hanno nulla da fare, che rivolgano la loro attenzione all’emergenza in Giappone, ai bombardamenti israeliani sulla Palestina, alla sfrontatezza e all’impunità dei pirati somali o alle condizioni degli immigrati arabi in Francia e lascino che siano gli stessi cittadini libici a risolvere i propri problemi interni. Oggi noi vediamo che vogliono trasformare la Libia in un nuovo Iraq. Perpetrare il genocidio di un intero popolo e di coloro che ad esso sono legati. Noi abbiamo prestato il GIURAMENTO MEDICO e non possiamo abbandonare i libici al loro destino, lasciandoli distruggere dalle forze della coalizione; inoltre, sappiamo che quando tutti gli stranieri se ne saranno andati e non sarà rimasto più nessuno a raccontare la verità (il piccolo staff delle missioni diplomatiche è stato ridotto al silenzio già da tempo), gli americani faranno qui una carneficina.

Comprendiamo bene che appellarsi alla “comunità internazionale” per salvare il popolo della Libia e tutti coloro che vivono in Libia sarebbe perfettamente inutile. La nostra sola speranza è la Russia, che possiede diritto di veto all’ONU, e in particolare i suoi capi, il Presidente e il Primo Ministro” ….


http://mon-dart.blogspot.com/2011/04/se-ti-vesti-di-blu-non-ti-tira-piu.html


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