Sei bravo in matematica? Puoi usare la calcolatrice

Da Simonetta Frongia
Uno studio americano sdogana l’uso della calcolatrice nelle scuole elementari: pare che aiuti l’apprendimento della matematica, ma solo di chi conosce bene le regole di base.
L’uso della calcolatrice sui banchi di scuola non fa male e non rallenta l’apprendimento della matematica. Questa scoperta, che contraddice almeno in parte un radicato luogo comune, viene dagli Stati Uniti. Bethany Rittle Johnosn, psicologa del Pabody College di Vanderbilt, ha condotto uno studio sui bambini delle scuole elementari e ha constatato come la calcolatrice aiuti le capacità matematiche nei piccoli che hanno già solide basi in questa disciplina.
6x6 fa 36? «Se un bambino non sa fare le moltiplicazioni, deve esercitarsi e arrivare da solo al risultato, ma se è già capace, l’uso della calcolatrice non influisce in alcun modo sulle competenze acquisite». Insomma, se si conosce la matematica l’uso della calcolatrice non la farà dimenticare, ma se si hanno problemi con le tabelline... be', allora è meglio colmare le lacune perché in quel caso l’elettronica può davvero far male e limitare l’apprendimento. Secondo la Johnson, l’uso della calcolatrice permetterebbe ai bambini di più bravi di risolvere un maggior numero di problemi e con meno errori: i piccoli imparano più in fretta se possono avere un feedback immediato su ciò che hanno fatto, e in questo la calcolatrice è imbattibile.
Che stress ‘sta scuola! Ma non è solo la matematica a dare problemi ai piccoli studenti. Un’indagine condotta in Inghilterra ha rivelato che il primo giorno di scuola è per i bambini una fonte di stress, e per abituarsi ai nuovi ritmi sveglia-scuola-compiti possono essere necessari anche sei mesi. Secondo Julie Turner Cobb, responsabile dello studio, la colpa è dei genitori: «Mamme e papà sono i primi ad essere stressati per l'ingresso a scuola del loro figlio, e gli trasmettono il disagio, mentre dovrebbero cercare di diminuire il suo livello di ansietà». Ma è inutile allarmarsi: secondo i ricercatori questo stress temporaneo aiuta il bambino a imparare ad affrontare meglio le situazioni di emergenza.

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