Sensazione – part. 1

Da Flavialtomonte

Il mare, le acrobazie sull’acqua, i tuffi, gli splash, il rossore sulla pelle, l’abbronzatura tardiva, la doccia gelata, il materassino, la posizione a salamandra sul telo, il sole, e un sorriso istintivo che comunque sia splende i suoi raggi, le sue buone ragioni.
Il ricordo dei tuoi primi braccioli, di paletta e secchiello, di racchette, palloni leggeri e castelli di sabbia essiccati al sole, mescolati tra l’asciutto e il bagnato, andati via con l’età.
Ancora un po’, ancora un po’, e ancora a mollo. Lo sgambettare, il rotolarsi e l’andare giù, immergersi, ascoltare il silenzio del mare e con la paura di perdersi tornare su ad aspettare ancora un po’.

Tra le stagioni più belle, sicuramente l’estate sta in cima allo scoglio dei tuffi, sulla cresta dell’onda, sulla superficie ghiacciata, sulla sabbia bollente, sotto l’ombrellone.
Ancora un altro tuffo ed eccomi qua, decisa. La corrente che spinge più in là, e smarrisce l’orientamento, ma chissene frega del vento, io resto qua.
Un ultimo tuffo ancora, a largo stavolta che da lontano divento un puntino, che lentamente ingrandisce, che vagamente sparisce di nuovo sott’acqua.
Il mare è anestetico. Libera i sensi, e le ragioni. Abbandona i colori e le sensazioni.

Andare giù, giù, giù nel mare, e su su su nel cielo, e giù giù, fino infondo al cuore.” Le canzoni non nascono per caso.
Ogni forma di arte rende sensibili e capaci di tutto.
Provate a immaginare un pittore quante cose riesce a disegnare su una semplice tela. Quante emozioni riesce a trasmettere un cantante e quante sensazioni riesce a smuovere un attore.
Si potrebbe fare di più.
Si potrebbe vivere di sola arte, e vivere a lungo.
Si potrebbe ancora credere, e credere forte.

Ho aperto questo capitolo delle “sensazioni” perché credo siano la salvezza del mondo. Non voglio essere la Sailor-Moon della situazione adesso, e invocare il potere supremo o l’arcobaleno lunare, ma voglio veramente che il mondo ci creda. Creda in sé stesso. E discuta di questo. Si lasci coinvolgere dall’arte.
Protestare per l’arte piuttosto che per le proprie tasche, sarebbe un’idea.
Perché si può vivere di solo pane, se il pane ce lo si è guadagnati con le proprie vere capacità.
Spogliarsi, bisogna spogliarsi dai pensieri distorti, sbagliati, assassini, e provare a buttarsi.
Provare la sensazione di quando ci si sta buttando a mare. Un tuffo, e giù!
C’avete mai pensato al significato dell’estate? Vi guardate quando siete in spiaggia? Un semplice costume addosso, piedi scalzi, capelli sciolti, né computer, né cellulari, né impegni! Liberi, veramente liberi!
Una sensazione bellissima. Forse il vero senso della vita.


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