Serie A: Napoli spento a S. Siro, è 2-0 Milan

Creato il 15 dicembre 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

Con due marcature sprint in apertura delle frazioni di gioco, il Milan rimedia allo stop di Genova e batte un colpo inaspettato quanto notevole nella corsa, sempre più affollata, al terzo posto, annullando il divario di tre punti rispetto ad un Napoli per lunghi tratti irriconoscibile. La vittoria del girone di Europa League non ha galvanizzato per nulla la squadra presieduta da De Laurentiis, anzi probabilmente non ha nemmeno permesso un’adeguata preparazione al match di stasera, conclusosi in un 2-0 firmato Ménez-Bonaventura.

Milan-Napoli per la prima volta ha significato anche Inzaghi-Benítez, dualità particolarmente ricca di momenti importanti nel passato. Su tutti le due finali di Champions con lo spagnolo sulla panchina del Liverpool e con esiti che si sono equilibrati tra la clamorosa vittoria in rimonta dei Reds ad Istanbul nel 2005 (Inzaghi era però assente per infortunio) e la rivincita di Atene nel 2007, decisa proprio da una doppietta del centravanti piacentino.
Le decisioni di formazione dei due tecnici hanno portato in panchina eventuali protagonisti come El Shaarawy e Hamšík, sostituiti rispettivamente da Bonaventura e da de Guzmán, posizionato sulla trequarti. Il centrocampo milanista viene affidato a Montolivo, a fianco di De Jong e Poli, mentre lo schermo centrale dei partenopei è costituito dalla coppia Jorginho-David López, con Callejón e Mertens a provare ad inventare per se stessi o per il “vero nueve” Higuaín.

La linea offensiva dei rossoneri, costituita dall’ex Atalanta, da Honda e da Ménez, trova sin dai primi minuti una sorprendente sintonia, che viene molto presto concretizzata dal francese, bravo a ricevere dopo sei minuti dallo stesso Bonaventura, a saltare Koulibaly e a battere a rete con un preciso sinistro. L’ottavo gol stagionale di Ménez pone subito a rischio le due strisce positive del Napoli, imbattuto contro i diavoli da sei partite (tre vittorie e tre pareggi) e in generale nelle ultime undici giornate di campionato, seppur con solo cinque successi. Fino al 20esimo prosegue un buon livello di gioco da parte dei ragazzi di Inzaghi, che tuttavia lentamente hanno cominciato a subire la velocità delle ripartenze del Napoli. Dopo un gol annullato ad Higuaín per irregolarità di un compagno su Diego López, lo stesso estremo difensore del Milan si è dovuto opporre ripetutamente, prima in sequenza sull’omonimo David e su Callejón e poi ancora sul numero 7 azzurro. La partita si mantiene vivace e, superate le sfuriate avversarie, i padroni di casa tornano a filare le proprie trame, tra le più convincenti di questi primi mesi del nuovo corso, che culminano al 34esimo con una pregevole iniziativa di Poli a sfiorare il raddoppio con il mancino. La fase finale del primo tempo, tuttavia, vede un altro ribaltamento degli equilibri, dal momento che Mexès rischia di pareggiare involontariamente i conti per anticipare in scivolata de Guzmán su tocco di Higuaín.

Nessun cambio e si riparte dopo l’intervallo con un Napoli più aggressivo, ma non in grado di sfondare, vista anche l’ottima prova di Rami, nuovo pilastro centrale della difesa rossonera. Al contrario, quella napoletana continua preoccupantemente a ballare e al settimo minuto subisce il 2-0 (ottava rete in quattro partite): lo realizza il migliore in campo del momento, Jack Bonaventura, insaccando di testa su cross dalla sinistra di Armero. Ma la palma di MVP se la vuole prendere Ménez, il quale sale in cattedra e fa impazzire la retroguardia di Benítez per due volte in cinque minuti: in prima battuta libera Poli, che però buca lo stop a tu per tu con Rafael, e dopo lascia per strada due avversari grazie ad un gran numero, vedendosi poi deviare il tiro da buona posizione. Benitez, con i buoi già fuggiti dalla stalla, concede la mezz’ora finale ad Hamsik, il cui contributo comunque non è quantificabile né qualificabile; esce poco dopo Rami per problemi fisici, sostituito da Zapata. Entra pure l’altro Zapata, Duván, l’attaccante del Napoli, che rileva Mertens e si affianca ad Higuaín, rendendosi velocemente pericoloso mediante un sinistro, sventato da Armero non senza un brivido per San Siro.
La partita prende allora una direzione ben precisa e definitiva: nonostante venga ancora impegnato un paio di volte Diego López, una su un bolide del pipita, il Milan si chiude e controlla senza eccessivi patemi le ultime manovre dei partenopei, per niente fluide ed osservate dall’esterno da un Benítez avvilito ed imponente.

Un Napoli sottotono, da tre punti nelle ultime quattro di Serie A, perde così nettamente uno dei tanti scontri diretti possibili e potenzialmente validi per i playoff della prossima Champions League, e si fa raggiungere al sesto posto a quota 24 punti dal miglior Milan della stagione, che ha come unica nota negativa Honda, ormai bloccato da un mese a questa parte, e che sembra avere ormai accantonato soggetti misteriosi come Torres e Pazzini, ormai oscurati dalla crescita di Ménez. E sabato prossimo arriva l’impegno in trasferta contro la Roma.
Per i campani, comincia dunque malamente l’intensa sezione conclusiva del 2014: domani il sorteggio dei sedicesimi di EL, giovedì sera al San Paolo l’anticipo contro il Parma ed infine la Supercoppa (a Doha) tra appena otto giorni. Insomma, non il miglior modo per avvicinarcisi.

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