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Servizio pubblico - aspettando Grillò

Creato il 05 aprile 2013 da Funicelli
Il PD, ovvero Bersani, non vuole nessun accordo col PDL: ma Renzi (e dietro lui l'ala cattolica) avverte "stiamo perdendo tempo". O accordo, o voto. Bersani, d'altro canto, non si è ancora messo l'anima in pace: "se serve faccio un passo indietro". Sarebbe servito anche prima. Vista la campagna elettorale da cui siamo arrivati (e di cui tutti si sono già dimenticati).
Ci siamo dimenticati di Monti e del suo governo delle promesse non mantenute.
Il presidente Napolitano, preso atto della situazione, ha deciso di prendere tempo e non decidere. C'è il governo Monti ancora in carica che sta per prendere importanti decisioni.
Ch poi è lo stesso governo da cui oggi tutti stanno prendendo le distanze. Tecnici compresi.
Ma adesso ci sono i tecnici: che poi non è giusto nemmeno chiamarli tecnici, gente chiamata a fare delle proposte in ambito economico istituzionale, con un bel bollino di scadenza.
Gente, come Onida alla Zanzara, che sa benissimo che si sta perdendo tempo.
E Grillo e il suo movimento?
Duri e puri. O forse no. Credo sia il primo caso di partito e di leader che ripudia i propri elettori, "se volevate l'inciucio avete sbagliato a votare".
Avvisate Grillo che in Italia tutte le rivoluzioni sono finite male.
Verissimo che in campagna elettorale del M5S si è detto tutto il male possibile (Letta jr disse, meglio i voti a B.), che Bersani non ha ancora fatto il passo indietro.
Ma, vivaddio, almeno un paio di nomi per il governo potevano farli: pensavano veramente di andare ad un governo (a cinque stelle) così, sulla fiducia?
Prima l'incarico e poi i nomi?
Abbiamo capito che ora tutto passa il presidente della Repubblica. Una donna? Magari oltre alla Bonino abbiamo altre candidate.
E l'attività parlamentare? E le proposte a 5 stelle? Le commissioni?
Aspettiamo.
Di tutto questo si è discusso nella puntata di Servizio pubblico: il paese che aspetta un governo e un Parlamento che dia risposte, e una politica che parla di alleanze, governissimi, candidati, golpe, dietrologie ..
Nell'anteprima, Santoro si è rivolto nuovamente a Grillo: citando una canzone di Jannacci ha chiesto che il fiore (come il fiore nato in miniera) sorto dal voto sia protetto.
Renzi, che dovendo scegliere tra rispondere al paese ha preferito andare in televisione.
Televisione che conta ancora: il giornalista ha risposto alle accuse di Casaleggio, che controlla il sito Cadoinpiedi "Santoro è morto".
Ci sono morti che però fanno ancora ascolti. E quale l'alternativa ai morti? La cosa? "Preferisco la morte" ha risposto Santoro.
Su cui sono piovute le critiche di Repubblica sull'invito a Sgarbi, ma anche quelle per l'invito della santanchè, ieri sera.
Il conduttore ha fatto riferimento al suo spirito liberale, per cui si deve dialogare anche con Berlusconi e col PDL.
"Non ho mai usato la tv come arma politica", e sui social network sottolinea: "Sono diventati terreno di scorribande e di propaganda da parte di forze organizzate. Casaleggio usa la rete come i vecchi politici usavano la tv per criminalizzare i programmi non gradito".
Ho sempre fatto parlare gente che non trovava spazio, ha continuato Santoro, che ha ricordato poi le censure subite da Grillo stesso, da cui si aspettava un atteggiamento meno censorio.
Gli ospiti in studio : Alfio Marchini, candidato sindaco a Roma, Daniela Santanché del PDL, Elisabetta Gualmini, presidente dell’Istituto Cattaneo e Carlo Freccero, direttore Rai 4.
Marchini ha parlato della dicotomia tra i tempi della politica e le urgenze del paese.
Ha poi parlato della possibilità dei motori a cogenerazione, come esempio di idea innovativa in ambito energetico che potrebbe creare sviluppo e far risparmiare le famiglie.
Fermato dai monopoli e dalla burocrazia.
La Gualmini ha criticato la cocciutaggine di Bersani nel voler rincorrere forze politiche apertamente contrarie ad ogni accordo, come il M5S.
Bersani era già pronto ad un accordo con Monti e ora, dopo il voto, rispolvera conflitto di interesse, anticorruzione e quant'altro?
Quello che sta succendendo è una difesa del suo gruppo dirigente, delle tradizioni del suo partito, del suo territorio, della zona rossa. Quando la zona rossa è già stata erosa prima dalla Lega e poi da Grillo.
La Santanché ha ribadito la linea del suo partito: siamo pronti ad una allenza, per il bene del paese.
Quello di Grillo è un voto antisistema, di protesta, e Bersani sta solo perdendo tempo.
C'è stato poi un piccolo dibattito con Travaglio sul taglio dei costi della politica: vorrebbero farli, nel PDL, ma poi manderebbero i loro collaboratori a spasso.
Rimane il fatto che continuare a parlare di taglio di stipendi, di parlamentari, è qualcosa che suona come spot elettorale. Preferisco pagare molto una persona competente e capace, piuttosto che poco un incompetente.
Un parlamentare deve prendere 5000 euro mentre Scaroni e altri manager possono prendere quegli stipendi?
Freccero si è rivolto prima ai grillini "avete voluto la bici e ora pedalate" e poi al povero Bersani e la sua tragedia.
E' stato più liberista dei liberisti, fedelissimo a Monti e ora che torna aria di sinistra, ha perso il treno.
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Berlusconi ama il suo popolo, e il suo popolo lo ama.
Quella di Grillo è una setta (e il PDL che è un partito dove i voti li prende solo Berlusconi cosa è?).
Noi il leader lo abbiamo: alle prossime elezioni il candidato sarà Berlusconi (e dov'è la notizia?).
"Sono i numeri del voto che vengono in soccorso all'idea dell'accordo".
Ecco, ora mi sento meglio.

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