Caro
amico ti scrivo ... La copertina di Santoro inizia con le parole
di Dalla.
Il caro amico che non è Travaglio: Santoro ha parlato
di Travaglio e del suo primo libro sulla Fiat e su Moggi. "Un
giornalista di razza", che chiamò a lavorare con lui ma che
poi andò a lavorare poi con Repubblica.
Le
epurazioni dalla Rai e poi il ritorno su Rai2: "Travaglio era il
mio simbolo", ha proseguito. Non c'era più niente di cui non si
potesse parlare nella televione pubblica. Assieme a Travaglio ho
contribuito a toglierci dalla faccia la vergogna il più spudorato
dei conflitti di interesse.
Sono diventato amico di Travaglio,
Montanelli e Luttazzi, di gente diversa da me.
Pensavo che il
paese sarebbe diventato più libero rispettando le opinioni più
diverse: ognuno libero di affrontare una sua avventura, ma non sono
disposto a dire che ho sbagliato.
Caro amico ti scrivo ma non sei
Grillo. Ho rischiato anche con Grillo, a dargli la parola, per
cercare di far rinnovare il sistema prima che crollasse.
Ma il
sistema è crollato ma Grillo si è fatto "stato":
nonostate i 2000 euro per gli alluvionati non ho avuto l'intervista e
non sono disposto a dire che ho sbagliato.
Caro amico che te ne
si andato .. noi non ci spaventiamo se vediamo rosso, se vediamo
l'Isis, la sofferenza, l'Ebola, gente che ha pagato per la nostra
sofferenza.
C'è gente che sta costruendo muri, noi contro loro.
Ma quanto ci costerebbe questa guerra se loro iniziassero a
farla?
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La
chiusura della copertina è stata dedicata ad un tema che poi ha
toccato nel corso della puntata: “sono terrorizzato da queste
periferie dove ci si scanna per un lavoro, e il governo guarda
dall'altra parte”.
Caro amico ti scrivo perché ti voglio re
incontrare, voglio continuare a sperare. L'anno che sta arrivando
passerà. E questa è la novità
In
attesa che passi l'anno, ci tocca assistere ad un deja vu: la crisi
che rinfocola i razzismi, usati come capri espiatori per tutti i mali
del paese.
L'estrema destra in piazza si riunisce attorno alle
bandiere: quella italiana e quella leghista (chi l'avrebbe mai
detto?).
Le facce e anche i modi sono sempre gli stessi.
Romano
La Russa, ex assessore lombardo ed europarlamentare, che prende a
cartellonate un ragazzo che non la pensa come lui.
I leghisti
contro l'ebola e gli immigrati.
La difesa dell'identità, chi non
salta è un clandestino, i fascisti che non sanno esprimersi in
parole, quelli fieri del fascismo. Lega, Forza Nuova e casa pound in
piazza, tutti assieme, con lo slogan "autarchia,
socializzazione, casa pound è la rivoluzione".
In
studio a parlare di lavoro, crisi e immigrazione gli europarlamentari
Bonafè e Borghezio e il sindacalista Landini.
Nel paese si sta
creando una divaricazione tra il blocco moderato (con B. che oggi si
dice favorevole allo ius soli) e una parte del paese che sente un
disagio profondo e si unifica attorno alla parola prima gli italiani.
Un disagio rappresnetato politicamente dalla Lega Lega, che ora dice
prima l'Italia e gli italiani. “Che ce ne facciamo della Padania,
se le fabbriche chiudono”, ha spiegato Maroni.
Landini:
si sta giocando troppo sulla contrapposizione delle persone, quelli
che per vivere devono lavorare. Il problema non è contrapporre
diritti e persone ma mettere al centro la persona e il lavoro. Oggi
le politiche non sono state fatte per crerare lavoro e posti.
E,
sull'immigrazione: gli italiani sono sempre andati in giro per il
mondo, in Italia gli immigrati sono 4 milione, meno di quelli che
sono presenti in Spagna e Germania.
Sono persone che hanno pagato
6 miliardi di Irpef, pagano i contributi quando lavorano, sono venuti
a fare lavori che nessuno vuole fare ora perché meno retribuiti e
anche sfruttati.
Ci sono persone sfruttate col lavoro nero, e
questo grazie a questalegge Bossi Fini, è un quadro che deve
emergere.
Il problema del lavoro non è dovuto agli stranieri, ma
è legato alle politiche fatte: la delocalizzazione, i subappalti, il
lasciar fare al mercato.
I migranti pagano i contribti, ma abbiamo
corruzione ed evasione. 60 miliardi di soldi italiani vanno
all'estero.
La legge sull'autoriciclaggio non si riesce a fare,
non si riesce a ridistribuire la ricchezza e si dice che il problema
è un altra persona che viene qui in Italia a lavorare?
Borghezio:
i sindacati dovrebbero occuparsi dei disoccupati italiani ha risposto
l'europarlamentare, io ho difeso il lavoro a Torino (ma la Lega ai
tempi del referendum di Mirafiori dove era?). Che ha attaccatto anche
quanti sfruttano gli immigrati per farli lavorare in nero.
Santoro
ha ricordato alcune cifre: il 7,5% dei contributi Inps derivano dagli
immigrati, tanto per chiarire. E ricevono dallo Stato lo 0,2%,
oggi.
Bonafè: ci sono paure legittime di chi va in
piazza, per le guerre civili, la crisi, l'ebola, i flussi di
immigrazione che sono aumentati. Ci sono quelli che speculano su
queste paure e chi cerca di risolverle.
Responsabili sono i
politici che non hanno risolto i problemi, una classe politica che ha
lasciato il paese immobile. Ma poi è arrivato questo governo che ha
cercato di fare qualcosa sul lavoro, la giustizia...
Altra
responsabile è l'Europa, come i partiti come quello di
Borghezio.
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E
Juncker le ha rinfacciato il leghista?
Juncker è stato votato
perché ha promesso i 300 miliardi, la flessibilità dei conti ha
risposto la renziana. Peccato che i 300 miliardi non siano soldi
veri, Ma tant'è, la cifra va bene per fare propaganda.
Il
documentario fatto su l'Ebola: per evitare che il pericolo
arrivi qui, dobbiamo aiutarli nel loro paese, dice la Lega. Ma non ci
sono soldi per aiutarli, nel loro paese.
La situazione è dura e
difficile. Ed è difficile anche raccontarla da giornalista.
La
manifestazione a Terni, per il blocco degli impianti della
Thyssen: tutti a casa. I contratti a 15 giorni, non sono stati
rinnovati.
"Questo è smantellamento, portano tutto in
Germania": nessuno ha parlato degli operai che rompono i
coglioni, si parla solo degli imprenditori.
E il sindacato?
Lasciamo stare ..
I trasformatori elettrici ora li fa l'India, la
Cina. I sindacalisti sono stati fischiati e insultati.
Sono
arrivati tardi, non hanno impedito che gli imprenditori si portassero
via il lavoro.
Borghezio: imputata per queste
dismissioni è l'Europa. E Renzi che non ha detto una parola
sull'acciaio di Terni.
Bonafè: rischiamo di perdere un
polo siderurgico importante, un settore trainante per l'economia come
l'acciaio.
Le proposte del governo?
La trattativa la segue il
governo – risposto l'europarlamentare piddina - i proprietari hanno
proposto una buonuscita non accettata dai sindacati. La favoletta, il
refrain è sempre il solito: "noi ci stiamo provando",
con la mole di riforme ... Lavoro, giustizia civile etc etc
Non
so se basterà questo alle 2800 famiglie del ternano che lavorano con
la Thyssen: ascolto la Bonafè e mi sembra di risentire un politico
del pdl in una discussione di anni fa. Quando c'era il governo del
fare da una parte (che attacca magistrati, i sindacati, l'opposizione
..) e l'opposizione dall'altra parte contro il governo e le politiche
fallimentari.
Landini: non sono state fatte scelte
strategoiche industriali. Ilva è commissariata e ora potrebbe
slatare , Piombino è a rischio, Thyssen ha una competenza nel fare
acciaio e rischia di saltare anche lei.
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Il
governo non ha giocato il ruolo che deve giocare: secondo governo e
azienda i lavoratori dovrebbero ridursi lo stipendio, senza
maggiorazioni per le notti e le domeniche, accettando anche i
licenziamenti.
Il governo ha chiesto di accettare queste
condizioni e noi abbiamo detto di no.
All'Elettrolux siamo
arrivati ai contratti di solidarietà, senza licenziamenti. Il
governo ha concesso la riduzione dei contributi all'azienda, ma
questa proposta cui si è arrivati all'Elettrolux non è stata fatta
a Terni. Il governo non l'ha proposto.
Il problema a Terni è
il costo dell'elettricità che costa, più che nel resto
dell'Europa: questo incide sulla produttività e sul fatturato
dell'azienda. Altro che il salario dei lavoratori.
Sono scelte che
deve fare il governo, le polithce energetiche.
I soldi pubblici,
come quelli per l'Irap, li si deve dare alle imprese che investono in
italia e che non licenziano.
Bianchi e gli imprenditori di
Terni: a me serve il lavoro, per andare avanti. Gli sgravi
fiscali, da soli, non riavviano la ripresa.
Bonafè:
il governo sta cercando di far riavviare i consumi con la proposta
sul tfr, con gli 80 euro. Le famiglie più spendono, più si rimette
in moto l'economia.
La lite Bonafè Landini: una volta era
il centro destra a litigare col sindacato. Ora il nuovo corso
renziano, ha cambiato verso al PD.
Il caso Thyssen
raccontata da Gianni Dragoni: zero contributi per chi assume,
dice Renzi, ma le imprese non investono in Italia.
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“La
produttività media delle manifatture italiane è inferiore del 20%
rispetto a quelle tedesche, le aziende medie e grandi, che hanno
l’art. 18, invece, sono più efficienti di quelle teutoniche”
Non
ci sono più grandi gruppi in Italia, come in Germania.
Tra i
giganti in Italia c'è la Thyssen che taglia in italia per proteggere
il lavoro in Germania.
Sono arrivati in Italia con le
privatizzazioni: nei primi 12 anni ha dato utili per 447 ml di euro,
nei primi 12 anni. Alle prime perdite nel 2011, i tedeschi hanno
cercato di vendere.
L'occupazione è diminuita da 4000 a 2800.
Ora
con l'abolizione dell'art 18, si pensa di aumentare la produttività:
rispetto a quella tedesca è inferiore al 20%.
Ma se non si
considera le piccole imprese, il divario diminuisce, per quelle medie
la nostra produttività è più alta.
Proprio le aziende che hanno
l'articolo 18.
Caro Renzi, vuoi vedere che l'art 18 fa bene
alla produttività?
Le bolle che vengono create nelle
periferie dalla desertificazione industriale.
Bertazzoni è
andato a Torpignattara dove la brava gente sfila per le strade
urlando slogan “basta immigrazione, il califfato, l'invasione”.
Prendendosela con gli stranieri per gli scippi, la sporcizia, gli
ubriachi, le mignotte.
Qui il 18 settembre un ragazzo pakistano è
stato ucciso da una ragazzo italiano. Ma nessuno ha visto niente.
Era
ubriaco, ha sputato, l'altro ha reagito ..
“Sti babbuini non
dovrebbero entrare in Italia” dice un signore per strada. A
casa loro ste cose non le fanno.
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Si sta creando una sorta dimuro contro muro tra un moderatismo e
una spina radicale che viene dal basso e che trova anche dei
riferimenti politici.
Per gestire queste situazioni, la Thyssen,
le periferie abbandonate, l'Ebola, l'immigrazione servirebbero soldi.
Ma se poi i soldi non ci sono?
Sono i soldi che vengono usati per
costruire autostrade, per ridurre le tasse a pioggia, regalati in
concessioni (le autostrade, le frequenze TV)
Sono i soldi della
corruzione e dell'evasione. Sono i soldi che anziché rimanere in
Italia per gli investimenti finiscono all'estero.
L'intervento
di Travaglio: l'importanza di chiamarsi Matteo
“E’ vero
che l’altro Matteo ha trovato la ricetta contro i clandestini?
“Sì”,
diranno i 100mila lumbard che han riempito piazza Duomo per sentire
Salvini. Certo, lui parte avvantaggiato: oggi per essere creduti
basta chiamarsi Matteo, andare in tv in maniche di camicia
bianca,aver 40 anni e il doppio mento. Certo,il suo partito ha
governato 11 anni su 20. E lui non è che andava all’asilo: fa
politica da 20 anni, da quando ne aveva 20:consigliere comunale
1993-2012, deputato 3 volte, eurodeputato 3 volte. E la Lega ha
varato una raffica di leggi sull’immigrazione, che però è
continuata come prima più di prima. Le solite gride manzoniane che
restano sulla carta. Come dice Davigo, non è sicurezza: è
rassicurazione. Ci illude di essere sicuri, mentre restiamo insicuri
come prima. Effetto placebo”.
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