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Siete sempre in possesso solo di una mezza verità. Almeno finché non sperimentate il contrario…

Creato il 13 ottobre 2012 da Mente Libera

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“Ogni cosa ha un suo opposto.
Siete sempre in possesso solo di una mezza verità.
Almeno finché non sperimentate il contrario.”

Siete sempre in possesso solo di una mezza verità. Almeno finché non sperimentate il contrario…

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Per trovare la nostra centratura, il modo più semplice ed essenziale che abbiamo è comprendere la dualità… Ci viene donato un corpo fisico auto-guarente, auto-curante, splendido, perfetto nella maggior parte dei casi, e ci viene richiesto di fare esperienza. Questo è quello che veniamo a fare: Esperienza.
L’esperienza non potrebbe esistere senza contrapposizione. Nel gioco della vita non c’è partita senza avversari, giorno senza notte, uomo senza donna, brutto senza bello e bene senza male.
Luce senza Buio. Questa è la dualità delle cose, di tutte le cose e da questo punto di vista iniziamo il nostro viaggio.

Il primo incontro che un essere umano ha con il dualismo è nel respiro: già un neonato sperimenta il concetto pieno/vuoto.  

Il cervello stesso è diviso in due emisferi, destro e sinistro, proprio perché è il mezzo che ci permette di filtrare la dualità della realtà.

“Sai perché la vita è bella?” Perché ci accorda sempre la possibilità di scegliere tra il negativo e il positivo. Siamo solo noi che possiamo decidere se gli eventi e le persone che arrivano nella nostra vita possono farci del male o portare qualcosa di buono. Dolorosi o gioiosi. La mente legge tutto in maniera duale ed è il fluire nella nostra dualità che decide cosa ci capita ogni giorno. Noi decidiamo come leggere un evento, le emozioni fanno il resto. Questo accade sempre, che siate scettici o convinti sperimentatori, questa è LA regola. 

Siamo i creatori delle nostre vite.  
Ecco perché una maggiore osservazione dei pensieri e delle emozioni vissute, porta un maggior potere sulla nostra realtà.
Viviamo in un sistema che divide et impera. La separazione delle masse è quella che ne rende facile il controllo. Siamo educati a “sentirci separati” e gli esempi sono ovunque: la politica (sinistra/destra) il tifo (Roma/Lazio; Milan/Inter ecc.), la televisione (i sondaggi; i bianchi e blu; l’informazione pilotata)
le religioni (il bene/il male; inferno/paradiso) tutto ci chiede di prendere una posizione, di schierarci… ma ancora non riusciamo a renderci conto che identificarci con uno dei due opposti, crea separazione in noi.  
Questo è un “patto di distrazione” che rallenta le scoperte a cui possiamo accedere. È molto più semplice indignarsi per un governo che non fa ciò che ci si aspetta, piuttosto che assumersi la responsabilità del fatto che quel governo è stato creato da noi, proprio come scarico di responsabilità e fuga dalla nostra essenza. Questo meccanismo, rende facile il controllo delle persone poiché le masse sono molto più inclini a farsi distrarre piuttosto che scoprire i veri motivi di vita. Molto più corruttibili nell’ego piuttosto che stando centrati nella dualità.  
Che cosa intendiamo per “centrarci nella dualità”?
Abbiamo elencato degli esempi di opposti, ma questi non sono inconciliabili, o meglio lo sono, ma solo in apparenza. Il legame tra due polarità opposte crea energia (pensiamo all’elettricità): il fluire dell’energia tra un polo e l’altro unifica gli opposti. Li rende UNO. Siamo in un mondo in cui è importante imparare che ogni cosa trova nel suo opposto l’equilibrio. L’oscillazione armonica nella dualità ci regala l’equilibrio di vita. La felicità.

Che cosa vuol dire?
Attraverso l’osservazione della dualità siamo in grado di leggere ogni evento quotidiano, ogni rapporto e ogni situazione da un punto di vista più concreto. Ci possiamo orientare nella dualità considerando l’osservazione come una lettura verticale anziché orizzontale della realtà: ad esempio, rimanendo identificati in un rapporto, in uno schieramento o in un oggetto (automobile, casa, denaro…) rimaniamo nel piano orizzontale della coscienza. Lo spostamento verticale (verso l’alto) della consapevolezza viceversa, ci conduce verso un’osservazione completa della dualità: osserviamo dall’alto, tirandoci fuori dalla corrente. A quel punto il fluire delle emozioni e soprattutto l’accettazione di quello che viviamo, si alleggeriscono di molti pesi, perché non siamo più identificati con questo o quello, con un oggetto o con una persona, ma osserviamo il nostro scorrere vitale.  
“Accettiamo gli eventi e riconosciamone gli opposti.
Evolveremo per il solo fatto di aver compiuto quest’azione su noi stessi.”
L’evoluzione è il risultato di un risveglio della coscienza, che riconosce e sperimenta la dualità senza esserne identificata.
Sembra un lavoro molto difficile, freddo e calcolatore, ma in realtà questo passaggio ci permette di accedere alle vette più alte delle energie che scorrono continuamente su questa terra.
Quando osserviamo la mente, comprendiamo anche i pensieri e quindi le emozioni. Questo trittico (mente, pensieri, emozioni) fa parte del piano fisico: non sono elementi tangibili, ma sono i pennarelli con i quali coloriamo e creiamo la nostra realtà. 


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