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Sigaretta elettronica: storia e rischi

Creato il 08 settembre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Anche a voi sarà capitato, sicuramente: state camminando per strada e notate un individuo che sbuffa in modo concitato nuvolette di fumo azzurrognolo. Tutto nella norma: l 'ennesimo fumatore. Passandogli a fianco vi aspettate di percepire il consueto odore di tabacco bruciato. E invece no, dalla sua bocca esce un vapore inodore (o addirittura profumato). Se fate attenzione potete notare che stringe tra le dita un oggetto simile a una penna, dalla quale aspira un vapore simile a fumo. Lo osservate stupiti, o forse nemmeno molto, visto che il fenomeno ha avuto larga diffusione.

Stiamo parlando della famigerata " sigaretta elettronica " o piu tecnicamente "vaporizzatore personale".

IL FENOMENO

La sigaretta lettronica nasce in Cina (ebbene sì, chi l'avrebbe mai detto) come alternativa al consumo di tabacchi lavorati.

Il primo vero brevetto risale al 1965, depositato dall'americano Herbert A. Gilbert, ma il primo prodotto commerciale viene venduto in Cina, a Pechino, nel 2003 sfruttando una tecnologia ad ultrasuoni da Hon Lik, un farmacista cinese. Distribuite in Cina da parte del Gruppo Golden Dragon (Holdings)", un'industria farmaceutica cinese di Hong Kong, le sigarette elettroniche sono state brevettate con l'appellativo "Ruyan", che significa "quasi come il fumo".

Successivamente, il prodotto si è diffuso con la nascita di molte attività commerciali piu o meno "fortunate "nelle maggiori città italiane.

Ma cosa è veramente una "sigaretta elettronica"? Come funziona? Quali sono i rischi per la salute?

COME FUNZIONA?

Il funzionamento è presto spiegato:è un dispositivo elettronico che prevede l'inalazione di una soluzione a base di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o assente) vaporizzata da un atomizzatore, un dispositivo (solitamente una resistenza) alimentato da una batteria ricaricabile.

Si è recentemente sviluppato un universo di appassionati che addirittura ne ha definito le qualità aromatiche e sensoriali specifiche secondo determinate categorie, come farebbe qualsiasi appassionato di tabacco (dagli estimatori di pipe a quelli di sigari di qualità):

  • Resa aromatica: ovvero l'integrità e la corposità dell'aroma del liquido una volta vaporizzato e aspirato;
  • Hit (o colpo in gola): la percezione del vapore che passa nella laringe durante l'inspirazione. L'hit dipende anche dalla quantità di nicotina diluita nel liquido;
  • Fumosità: la quantità e la densità di vapore generato dalla vaporizzazione del liquido. La fumosità dipende, oltre che dall'efficienza dell'atomizzatore, anche dalla percentuale di glicerolo del liquido;
  • Calore, la temperatura del vapore inalato.

Addirittura si è sviluppato un enorme mercato di liquidi particolari, con rese aromatiche differenti, e aromi dalle caratteristiche piu o meno insolite, catalogabili sostanzialmente in :

  • Tabaccosi: tutti quei liquidi già preparati che richiamano una tipologia di tabacco.
  • Fruttati: tutti quei liquidi già preparati che hanno un gusto fruttato.

Fin qui sembrerebbe finalmente la soluzione per chiunque voglia effettivamente "fumare" (o svapare come lo definiscono gli esperti del settore) senza bruciare tabacco: ma quali sono i risvolti sulla salute?

IMPATTO SULLA SALUTE

Al momento,per essere franchi, vista la relativamente recente affermazione sul mercato di questo prodotto, non esistono grossi studi sulla tossicità o meno derivante dall'inalazione delle sostanza contenute nelle sigarette elettroniche (il glicol propilenico, che ha sostituito il più tossico glicol dietilenico, usato anche come addittivo alimentare con la sigla E1520, le nitrosammine e ovviamente la nicotina, contenuta anche nelle sigarette tradizionali).

Sicuramente rispetto ai prodotti "da fumo" tradizionali, un enorme vantaggio è rappresentato dal fatto che non vi sia combustione: non essendoci combustione non si inalano tutte le sostanze dannose che ne derivano (catrame, benzene e idrocarburi policiclici aromatici), identificate come le principali responsabili di molte patologie oncologiche.

I dubbi sulla sicurezza di questi prodotti derivano dalla presenza o meno di nicotina. Tale sostanza pur non essendo cancerogena è nota per essere causa di una forte dipendenza psichica nella maggior parte dei soggetti esposti. In alcuni studi si è discusso di un suo possibile ruolo nella genesi di patologie oncologiche, quando associata ai composti cancerogeni della combustione, stabilendo comunque in modo conclusivo, con studi precedenti negli animali da laboratorio, che la nicotina non è un cancerogeno, co-cancerogeno, promotore tumorale, o inibitore della cancerogenesi NNK.

La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l'Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle sigarette elettroniche. I risultati ottenuti sono positivi, infatti le sigarette elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi in corso dimostrano che rappresenterebbero un valido aiuto per diminuire il numero di sigarette e per chi vuole smettere di fumare.

LIMITAZIONI DELL'UTILIZZO

Via libera allo "svapo" quindi? Non proprio. O meglio, non più. Sì, perché agli albori del fenomeno non vi era una regolamentazione precisa sull'utilizzo dei vaporizzatori in luoghi in cui è vietato fumare, mentre ora ci sono stati dei segnali decisivi volti a "regolarlo": attualmente il "fumo elettronico" con o senza nicotina è equiparato a quello tradizionale, pertanto non è possibile "svapare " nei luoghi "smoke free".

Con il DL 76/2013 (Lavoro - IVA), convertito nella Legge 99/2013 l'8 agosto 2013, le sigarette elettroniche sono state equiparate ai tabacchi lavorati ed è stato imposta una tassa di consumo del 58,5% che sarebbe dovuta partire dal 1 gennaio 2014. La norma e il regime fiscale sono stati sospesi con sentenza del TAR Lazio del 2 aprile 2014, che ha stabilito il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. La sospensiva è stata poi confermata dal Consiglio di Stato. Con il Dlgs 188/2014l'imposta di consumo è stata prevista sui soli "liquidi da inalazione" in misura pari alcinquanta per cento dell'accisa gravante sull'equivalente quantitativo di sigarette e alla equivalenza di consumo convenzionale determinata sulla base di apposite procedure tecniche, definite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che per il 2015 ha stabilito un'imposta di €3,73 per 10ml di liquido da inalazione.

Come da tradizione nazionale, tuttavia, la legislazione in merito non è ancora chiara né definitiva.

Insomma, se è assolutamente sconsigliato fumare, rimane sconsigliato (e altrettanto scomodo) anche svapare. Tra le due opzioni, si può arguire che sia la meno peggio, ma lasciamo ad un luminare come il prof. Umberto Veronesi la conclusione della nostra riflessione: " Considerati i milioni di cittadini che moriranno per fumo nel prossimo futuro, che senso ha sprecare anni per scoprire i possibili rischi collaterali del vapore della sigaretta elettronica, che sono sicuramente meno gravi del rischio certo del fumo della sigaretta tradizionale, invece di sperimentare subito quella che si prospetta come soluzione ad uno dei più gravi problemi della salute pubblica mondiale? [...] La sigaretta elettronica è uno strumento efficace per contrastare la gravissima tragedia del cancro del polmone. Se per ipotesi tutti i fumatori di sigarette tradizionali passassero alla sigaretta senza tabacco si otterrebbe a breve una riduzione drastica del cancro polmonare, che nel tempo diventerebbe una malattia rara. Il legame causa-effetto fra sigaretta tradizionale e cancro (oltre che malattie cardiovascolari) è infatti una certezza solida dell'oncologia."

Sigaretta elettronica: storia rischi

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