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Sindrome di Rett e Musicoterapia

Da Psychomer
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Barbara Cortimiglia
settembre 15, 2010Posted in: psicologiaSindrome di Rett e Musicoterapia

La Sindrome di Rett è un Disturbo Generalizzato dello sviluppo, colpisce, nella forma tipica, soltanto il genere femminile, ha un’insorgenza subdola e graduale e, nella maggioranza dei casi, si assiste ad un rallentamento dello sviluppo nell’area motoria o in quella linguistica, con successiva perdita di abilità già acquisite, per poi sfociare nel quadro clinico tipico della patologia, portando ad una totale stagnazione delle abilità motorie e linguistiche.

Il nome Rett viene mutuato da colui che scoprì la patologia circa 35 anni fa, e a cui fu attribuita la paternità solo intorno agli anni Ottanta, in seguito ad una serie di ricerche su soggetti che presentavano sintomi simili, ma non facilmente classificabili dal punto di vista nosografico.

Fino a 6-18 mesi non vi sono segni apprezzabili di alterazioni della sequenza delle tappe evolutive: le bambine iniziano a muovere i primi passi, manipolano oggetti, pronunciano le prime parole.

Dai 18 mesi in poi si assiste ad una perdita del linguaggio espressivo, dell’uso funzionale delle mani e delle abilità comunicative.

Spesso viene confusa con l’Autismo Infantile, poiché le bimbe presentano tratti autistici, ma mentre nei bambini autistici non viene compromessa l’area motoria, nelle bambine con Sindrome di Rett l’area motoria è gravemente compromessa.Una recente scoperta ha messo in evidenza l’alterazione di un gene difettoso (MECP2) sul cromosoma X, responsabile dell’origine della patologia, confermando l’ipotesi eziologia genetica della sindrome.

Quali possono essere i benefici della musica nelle bambine con sindrome di RETT?

La musicoterapica è l’uso strutturato della musica o delle attività musicali sotto il controllo di un musicoterapeuta adeguatamente formato.

La cura con la musica può essere un complemento eccellente rispetto ad altre forme di terapia per le bambine affette dalla Sindrome di Rett. La musica fornisce un senso di percezione e di ritmo del movimento, il terapeuta crea “curve di eccitazione” musicali, chiamando le bambine a rispondere alla musica con le proprie azioni.

La musica ha sempre avuto una forte influenza sul comportamento, offrendo un potente mezzo per esprimere emozioni, pensieri ed esperienze.

Diversi studi hanno messo in evidenza come ascoltare e produrre musica abbia un effetto positivo sul cervello e migliori la circolazione del sangue, del glucosio e dell’ossigeno.

Questi cambiamenti stimolano l’apprendimento, influenzando i modelli di comportamento che portano al raggiungimento delgi obiettivi individuali.

L’intervento della musicoterapia è focalizzato sull’acquisizione di abilità non musicali, come la comunicazione, la socializzazione, la possibilità di compiere scelte e le abilità motorie.

Attraverso la musica si impara a sentire e comprendere tempo e spazio, qualità e quantità e la relazione causa-effetto.

Impartita in un ambiente di fiducia, in un’atmosfera senza costrizioni, la musica può produrre: la stimolazione di una varietà di esperienze musicali come la composizione del suono, lo stato d’animo, l’andatura e l’intensità dello stile musicale; l’opportunità di divertirsi facendo musica spontaneamente, creando suoni con il proprio corpo o con gli oggetti o gli strumenti a percussione; l’esperienza di movimento e di utilizzo di strumenti musicali che possono favorire la conoscenza del corpo ed un uso più intenzionale delle mani; rilassamento indotto dalla musica; stimolazione di un eloquente contatto visivo; opportunità di espressione di sé stessi; miglioramento della propria immagine ed autostima; impulso per lo sviluppo senso-motorio; la facilitazione delle capacità di presa ed afferramento (un’abilità che le bimbe conSindrome di Rett hanno progressivamente perso).

La musicoterapia, dunque, permette lo sviluppo di abilità, partendo da abilità residue, conferendo alle persone con deficit psichici-motori la possibilità di potersi inserire in gruppi scolastici.

Il valore terapeutico delle sensazioni che la musica suscita in ogni individuo è dovuto al fatto che queste trasformazioni si “allargano” nel corpo, la quantità di vibrazioni si decompone nei movimenti e il piacere delle sensazioni diviene ciò che è sempre stato, vibrazione ed equilibrio della tensione nervosa.

La musica provoca in qualsiasi individuo l’emozione del movimento poiché collocata nel tempo e nello spazio; sono le note discendenti e quelle ascendenti, così come la successione dei suoni a differenti velocità e ritmi, che possono dare all’individuo la sensazione del movimento completo.

Durante le sedute di musicoterapia la prima sensazione che si avverte, è proprio quella di movimento, così, allo stesso modo, le prime sensazioni che il bambino percepisce nel ventre della mamma e che rimangono nel vissuto di ognuno di noi per tutta la vita, sono legate al suono.

L’elemento musicale ha una forte influenza sul corpo e la mente dell’uomo, poiché agisce a livello inconscio evocando vissuti e memorie inconsce che possiamo far emergere attraverso esso.

La musica può far rivivere momenti importanti come ad esempio la nascita (facendo ascoltare i suoni del grembo materno: liquido amniotico, battito cardiaco, respiro della madre), conducendo il soggetto lungo il processo di liberazione, ponendoloin relazione con coloro che circondano il proprio ambiente con cui, a causa della malattia, si è chiuso ogni contatto (come nel caso dei soggetti autistici).

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About the Author

Sindrome di Rett e Musicoterapia
Sono uno psicologo in formazione e da sedici anni psicopedagogista, dunque ho due lauree: Pedagogia e Psicologia, una specializzazione in Bioetica e sessuologia e in Igiene mentale dell'adolescenza ; ho lavorato per diversi anni nel recupero della marginalità minorile, consulente psicopedagogico nel recupero domiciliare delle famiglie mutiproblematiche,disturbi dell'apprendimento, esperienze di Musicoterapia nello sviluppo di abilità comunicative in bambini autistici, docente in corsi di formazione per educatori in relazione ai disturbi del comportamento alimentare. In passato anche autrice di vari articoli. Attualmente sono Consulente tecnico d'ufficio C.T.U. ma anche di parte presso il Tribunale di Messina. E-mail: [email protected] Su Facebook: Barbara Cortimiglia

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