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Siria - obama si prepara all'attacco dal cielo e dal mare della sicilia

Creato il 08 settembre 2013 da Antonella Di Pietro @Antonella_Di_Pi
SIRIA - OBAMA SI PREPARA ALL'ATTACCO DAL CIELO E DAL MARE DELLA SICILIA
"La pace non è il lavoro di un uomo solo, di un partito, di una Nazione. Non c'è una pace delle nazioni grandi o piccole, la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo". "Il mondo deve impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e lavorare per eliminare il programma nucleare nordcoreano. Nel perseguire questo obiettivo, non dobbiamo mai escludere l'opzione militare." Queste frasi, pronunciate qualche anno fa dal presidente Usa, Barack Obama, non si discostano poi molto dal suo pensiero odierno sulla situazione attuale in Siria giudicando "necessaria" un'azione che possa essere di monito a "Iran, Corea del Nord e altri potenziali aggressori". 
"Noi siamo gli Stati Uniti - ha continuato Obama - non possiamo chiudere gli occhi davanti alle immagini che abbiamo visto". Il presidente, quindi, ha intenzione di andare avanti sulla strada di un intervento in Siria e raccoglie anche l’appoggio dell'ex direttore della Cia, David Petraues che ha affermato: "Se il Congresso non approverà la richiesta del presidente ci saranno conseguenze serie non solo in Medio Oriente ma nel mondo”.  
L'attacco americano prevede interventi dal mare e dal cielo. Secondo diversi media americani, le pesanti bombardieri B-2 e B-52 si potrebbero utilizzare, da basi negli Stati Uniti, in un possibile attacco alla Siria. L'uso di questi velivoli a lungo raggio dovrebbe aggiungere l'uso di missili Tomahawk da navi o sottomarini, e sarebbe un'escalation dei piani militari del Pentagono, secondo gli osservatori. Ciò che era iniziato come un punitiva azione militare "limitata" e "proporzionale" con missili di precisione, è stata scalata all'uso dei sottomarini, armi avanzate, aerei nuovi di zecca e bombardieri pesanti. Quando il Pentagono ha inviato quattro cacciatorpediniere al Mar Mediterraneo, esperti militari hanno parlato del loro possibile uso a poche decine di missili da crociera Tomahawk. 
E la Sicilia si trova in prima linea, essendo una "portaerei" con le sue sedici basi Nato sparse nell'Isola.
Domani, lunedì 9 settembre, il presidente degli Stati Uniti è pronto a spiegare all’America la necessità di un attacco e concederà sei interviste ai principali network americani. Martedì il discorso alla Nazione. Mercoledì l'atteso voto in Senato, anche se è alla Camera che la strada per ottenere il via libera a un attacco militare in Siria sembra più complicato. Secondo il presidente francese Hollande, la prossima settimana arriverà anche il rapporto degli ispettori Onu sull'uso di armi chimiche in Siria. 
Sfuma invece l'ipotesi di un sostegno militare immediato dell'Europa. Bruxelles fa sapere che non interverrà militarmente senza il via libera dell'Onu, pur condannando l'uso di armi chimiche e chiedendo una risposta forte. 
Per il ministro degli Esteri Emma Bonino. ''La situazione che si è determinata dopo il G20 e la riunione informale dei ministri degli Esteri europei probabilmente ci lascia un lasso di tempo prima dell'eventuale azione militare durante cui dobbiamo cercare con forza proposte alternative in grado di coagulare il massimo consenso possibile. Si può ancora trattare''. E prosegue, in un'intervista al Messaggero, ricordando che ''la soluzione politica che l'Italia ha sostenuto è stata già tracciata da Ginevra 1 e prevede una serie di passi come il cessate il fuoco, la formazione di un governo provvisorio e il rientro dei profughi''. Secondo la Bonino, ''Assad prima o poi sarà costretto a lasciare il suo posto. La Storia e il suo popolo lo hanno condannato per sempre''. 
Il presidente Vladimir Putin ha precisato che, in caso di intervento militare contro la Siria, la Russia continuerà ad aiutare Damasco fornendo armi, tramite la cooperazione economica e intensificando quella umanitaria. Putin si è detto anche preoccupato per l’impatto sull'economia mondiale di un intervento militare e ha colto l’occasione per ricordare la condanna alla guerra da parte del Papa.
"La guerra non è mai la via della pace, mentre l'idolo del potere trasforma gli uomini in nuovi Caino che rendono sempre più sottili le ragioni per giustificare la loro violenza". Questa una parte del discorso pronunciate da Papa Francesco alla veglia per la pace di ieri, a cui hanno partecipato 100 mila persone. "In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello". ha detto Bergoglio. 
Intanto, in Siria, i ribelli hanno preso il controllo della città di Maalula, luogo simbolo del cristianesimo orientale alle porte di Damasco, da giorni stretta tra le forze governative fedeli ad Assad e i ribelli. Lo ha annunciato l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), ong con base a Londra. "Nella notte l'esercito è entrato in città ma i ribelli hanno assunto il controllo di Maalula", ha detto Rami Abdel Rahmane, direttore dell'ong. La sua versione è stata confermata da un testimone raggiunto al telefono.
Antonella Di Pietro

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