Sleeping Beauties

Creato il 16 luglio 2014 da Salone Del Lutto @salonedellutto

Negli ultimi anni, al cinema, molte principesse si sono addormentate di un sonno simile alla morte. O sono morte davvero, ma erano talmente belle che sembrava dormissero… Eppure, di tutti questi sonni di Belle Addormentate e Biancanevi varie, solo uno è davvero macabro. E bellissimo.

Da alcune settimane al cinema c’è Maleficent di Robert Stromberg che viene presentato al pubblico come la «vera storia de La bella addormenta nel bosco». A gennaio il primo trailer che annunciava il film (è possibile vederlo qui) mi aveva incuriosita: il tono cupo delle immagini, la versione triste di “Once Upon a Dream” cantata dall’inconfondibile Lana del Rey e soprattutto Angelina Jolie nei panni di Malefica promettevano bene. Invece Maleficent è un film deludente che aggiunge molti dettagli alla fiaba, come il lungo prologo sulla giovinezza della strega, ma ne perde completamente il fascino. È interessante notare che in due anni la figura della principessa condannata a un sonno simile alla morte è stata proposta al cinema quattro volte. Il 2012 è stato l’anno di Biancaneve con ben tre film: Biancaneve (Mirror Mirror di Tarsem Singh), Biancaneve e il cacciatore (Snow White and the Huntsman di Rupert Sanders) e Blancanieves (id. di Pablo Berger). Due anni dopo è la volta di Maleficent, ovvero della bella addormentata per eccellenza, la principessa Aurora.

L’elemento comune è la necessità di andare oltre l’immaginario cinematografico segnato per generazioni dai cartoni animati di Walt Disney che ha portato da un lato a risultati interessanti, come nel caso di Blancanieves, dall’altro a film dispersivi e a tratti decisamente noiosi come nel caso dei tre americani. In questi la fiaba diventa un mero spunto al quale aggiungere deviazioni narrative e scene d’azione, un pretesto per utilizzare effetti speciali già visti e ambientazioni che rimandano al medioevo dei fantasy, nel tentativo di richiamare film di successo come Il signore degli anelli. Così la maledizione della strega o la vendetta della matrigna diventa una delle tante disavventure che capitano alla protagonista, come in Biancaneve e il cacciatore, o viene solo evocata, come nel finale di Biancaneve. Eppure la figura della principessa addormentata è molto interessante e può essere spunto di riflessione su temi come il rapporto tra il sonno e la morte o la necrofilia.

Blancanieves del regista spagnolo Pablo Berger riesce a trattare questi temi senza abbandonare lo spirito della fiaba, anzi si ispira direttamente a una delle sue prime trascrizioni, quella dei fratelli Grimm. Il film è ambientato in Andalusia negli anni Venti ed è muto come era il cinema di quel periodo. In particolare Berger dice di essersi ispirato a Greed di Erich von Stroheim (1924) ma anche alle atmosfere di Freaks di Tod Browning (1932) e in molti momenti si vede l’influenza dell’opera di Buñuel, in particolare dei film dei primi anni Sessanta.

Carmen è figlia di un famoso torero che, rimasto vedovo, si risposa con Encarna, donna malvagia ed egoista, disumana sia verso la bambina sia verso il padre. Cresciuta, la ragazza scappa dalla casa della matrigna e, in seguito a un incidente, perde la memoria. Accolta da sette nani acrobati, inizia con loro una carriera come torero con il nome di Biancaneve ma Encarna la rintraccia e, per liberarsi di lei una volta per tutte, le offre la mela avvelenata. Non sappiamo se Biancaneve muore o no, il bellissimo finale del film lascia aperte diverse interpretazioni. Dal punto di vista narrativo Blancanieves è scandito dalla morte e dai rituali, a volte decisamente macabri, che l’accompagnano, come ad esempio nella sequenza del funerale del padre di Carmen, dove amici e parenti si fanno fotografare con la salma. La necrofilia che nella fiaba è propria del principe (in alcune versioni è così innamorato che vuole portare il corpo della principessa al proprio castello) qui attraversa tutto il film e ha un ruolo di primo piano nel finale: il cadavere di Carmen diventa l’attrazione macabra di uno spettacolo da fiera, molte persone fanno la fila per vederlo e molti uomini tentano di risvegliarla con un bacio.

Se siete stati delusi da Maleficent (continuo a pensare che la Jolie sia una Malefica perfetta e che si sarebbe meritata un film migliore) e dalle altre versioni cinematografiche di Biancaneve vi consiglio questo bellissimo film che racconta la fiaba in chiave drammatica e gotica mettendone in luce gli elementi più tragici e violenti.

di Valentina Rossetto

Maleficent
Usa, 2014, 97′
regia – Robert Stromberg
soggetto – Charles Perrault, Fratelli Grimm
sceneggiatura – Paul Dini, Linda Woolverton, John Lee Hancock
interpreti – Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Copley, Lesley Manville, Imelda Staunton, Juno Temple…
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=_pgmFAOgm5E
Trailer italiano: https://www.youtube.com/watch?v=2XI4ybpu2k0

Blancanieves
Spagna-Francia, 2012, 104′
regia – Pablo Berger
soggetto – Fratelli Grimm
sceneggiatura – Pablo Berger
interpreti – Macarena García, Maribel Verdú, Ángela Molina, Daniel Giménez Cacho, Inma Cuesta
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=HanTDiiZLpg


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