Smacchiato, sbranato, praticamente ingabbiato

Creato il 04 marzo 2013 da Trame In Divenire @trameindivenire

Bersani-Grillo – adattamento da Spinoza.it

Comunicazione effetto boomerang

Non potendo fare affidamento sul voto di fiducia delle camere, Bersani lancia otto punti per il governo e sfida Grillo ponendolo difronte alle sue responsabilità. Nessun governissimo con il PDL. Otto punti che presenterà al parlamento, “a chi ci sta”.

I punti: “una legge contro la corruzione e contro la mafia; una sul conflitto d’interessi; misure per una politica più sobria e meno cara; una riforma dei partiti; interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti, come quello di cittadinanza e delle coppie omosessuali, sulla scuola e il diritto allo studio”.

Sui difetti di comunicazione del PD e della coalizione Italia Bene Comune (Vendola compreso), durante e dopo la campagna elettorale si sono consumati gli analisti. Non ci sarebbe bisogno d’aggiungere altro. Ma, rispetto ai contenuti attuali proposti da Bersani, ci sarebbero da fare almeno tre appunti:

1) peccato, potrebbe essere troppo tardi, e lo è, essendo tutti contenuti che andavano comunicati in campagna elettorale, essendoci a programma, invece di logorarsi nel parlare, nell’ordine: di Berlusconi (il giaguaro da smacchiare, ma non era un caimano?), Monti  e Grillo. E quindi, a proposito di responsabilità, perché non parlare delle proprie e così prenderne coscienza una buona volta per tutte?

2) manca, ancora una volta, come lo è stato per quasi tutta la campagna elettorale, ogni minimo riferimento alle tematiche del lavoro (es.: disoccupazione, art. 18, peso contributivo, precarietà, esodati, ecc…)

3) quando si renderanno conto nel PD che la comunicazione (e non solo quella politica) non s’improvvisa (smacchiato/sbranato o lavoro/riforme)? Meglio parlare di sé stessi, dei propri contenuti, piuttosto che degli avversari, senza nemmeno costringerli all’angolo sui contenuti.

E dunque, per il PD effetto boomerang: smacchiato, sbranato, praticamente ingabbiato… con le proprie mani.

Alcuni esempi dei non contenuti, o meglio, dei contro contenuti usati dal PD in campagna elettorale.

Su Berlusconi:

«Per me la rimonta non è una sorpresa, stiamo parlando di un partito che era al 35 per cento e di colpo era sceso al 18… Chiaro che c’è tutta una fetta di elettorato di centrodestra deluso che con l’inasprirsi della campagna elettorale e a forza di sentir parlare di comunisti è tornato».  Con questa dichiarazione, di fatto Bersani certifica la rimonta e rende visibilità a Berlusconi. Non servono ulteriori commenti.

Su Monti:

«Noi siamo prontissimi a collaborare con tutte le forze contro il leghismo, contro il berlusconismo, contro il populismo. E quindi certamente anche con il professor Monti» 

“Il governo tecnico ci ha fatto mandare giù dei pilloloni mica da poco e mi piacerebbe fosse riconosciuto”. “Adesso Monti ci trova un difetto al giorno. Ha persino detto che sono infantile, ma non mi sembrava di esserlo quando ho assicurato lealtà al suo governo. Ma forse Monti si è fatto un’idea sbagliata, perché mentre lui governava, noi incontravamo licenziati, aziende in crisi, esodati e lui pensava di viaggiare comodo”.

Due posizioni contrapposte prese nel giro di pochissimi giorni l’una dall’altra. Posizioni che denotano insicurezza se non addirittura schizofrenia politica e inconsistenza della coalizione, in particolare dell’alleanza con SEL/Vendola. A sua volta Vendola è risultato schiacciato sulle posizioni centriste, a tutto discapito del consenso precedentemente conquistato e consolidato su posizioni radicali, antagoniste e libertarie.

Su Grillo: 

“Grillo ha detto che tanto si andrà a votare ancora”, “C’è gente che vuole campare sulle macerie degli altri, perché tanto loro sono dei milionari e di certo non hanno problemi economici. Io questi li chiamo irresponsabili e basta”. 

Effetto boomerang. Si può dare certo del milionario a Grillo e Casaleggio, che però non erano nemmeno candidati, come anche a Berlusconi e forse anche a tanti pidiellini. Un bel po’ troppo forzata l’affermazione se rivolta verso il M5S.

Sindrome autolesionista?

«Sono qui perché, nonostante lo spot “Smacchiamo il giaguaro”, voterò Partito democratico». «C’è un tempo per criticare i propri amici e per quanto mi riguarda dura tutta la vita; e c’è un tempo, da qui a lunedì, per criticare gli avversari politici. Non capisco chi mette sullo stesso piano destra e sinistra». «Questa volta, però, fatela la legge sul conflitto d’interessi».

Quale migliore occasione per l’auto critica… In chiusura di campagna elettorale, dopo essersi fatta soffiare piazza San Giovanni a Roma (gli era proprio sfuggito di prenotarla), e rimediato il piccolo teatro Ambra Jovinelli (che non sembrava nemmeno così tanto affollato),  il PD , come se non fosse bastato, con l’intervento di Nanni Moretti, mostra tutta la sua debolezza di contenuti, di comunicazione e soprattutto di soddisfazione interna al partito. Cosa che si protrae sin dai tempi in cui Moretti ammoniva D’Alema con quel “dì qualcosa di sinistra”. Ciliegina sulla torta. A fare da cassa di risonanza, un organo di stampa di partito: Europa. Bella come immagine da trasmettere, al limite dell’autolesionismo.


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