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Sogno romano 04

Da Villa Telesio

Sogno romano 04

1. A un convegno di psicopatici

si testano macchinari di plastica

per fare sesso virtuale

(tubi da inserire dietro la testa).

C’è “Galak” sul palco

che fuma erba e beve birra

in contenitori di plastica. 

-

2. Io,

seduto sulle ginocchia di uno dei partecipanti

gli chiedo il permesso

di poter entrare nel suo cuore:

ma lui mi manda a fare in culo

e mi rimpicciolisce, umiliandomi.

-

3. Mi ricordo improvvisamente

di essere eterosessuale

e inizio a fotografare il pubblico

con la mia (mia?) Nikon D3000,

riconoscendo seduti in fondo

Daniela, Valerio ed Emanuele

(forse ero con loro prima del raptus omosessuale).

-

4. Esco dalla sala

e ritrovo l’aria gelida

di una città sconosciuta, scandinava:

tre zingare mi lanciano contro

una scatoletta di tonno Rio Mare (di proporzioni enormi);

mi mancano e scappano via

lungo le scale di una fatiscente metropolitana.

Desisto dall’inseguirle

e per farle sapere che le attendo fuori

lascio la scatola di tonno in cima alle scale:

sono convinto

che questo le farà terrorizzare.

-

5. Ritrovo Daniela

e altri suoi amici “di corso”

(di quale corso non so);

chiacchierano di serata da organizzare

di birra

e di università (quale università non so).

-

6. Rispuntano le zingare,

tre serpentelle rom

che stavolta infastidiscono un pakistano:

il problema è che tutti e quattro

stanno dentro un cassonetto

e io li osservo dall’alto,

sbirciandoci dentro.

-

7. Il buio, una passeggiata in periferia (forse con Daniela).

Arriviamo dentro un campo da baseball

dove due napoletani appoggiati all’ingresso di ferro

ci spiegano che il campo è illegale, clandestino.

Il sogno finisce

mentre un giovane in canottiera

finge di essere Joe DiMaggio.


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