
Potevamo limitarci a segnalarvi l'articolo? Ma ovviamente no! Io e Annie (admin di "Reading at Tiffany's", il nostro blog gemellato) ci siamo per così dire intrufolate nel backstage, strappando a Virginia una breve intervista e corredando il tutto con alcune foto inedite (messe gentilmente a disposizione da Esther de Winter)! Mica male, eh?
INTERVISTA "VOGUE BACKSTAGE"
Ciao Virginia, benvenuta a "Vogue backstage", l'intervista organizzata dai blog "Sfogliando" e "Reading at Tiffany's" che punta a scoprire i retroscena dell'articolo comparso sulla nota rivista di moda. Grazie per la disponibilità, cara, sei come sempre gentilissima! Prima di passare alle domande, un saluto ai tuoi lettori?
Ciao fanciulle e fanciulli, nipoteh, neuroneh e tutte le persone che hanno la pazienza di sopportarmi Lau e Annie sante subito!

Mah. Qualcosa del tipo "Certo, e poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...." penso che non mi sarei nemmeno presa il disturbo di ridere.
Giugno 2011: "Vogue" dedica pagina 27 a Virginia de Winter. Ora che ci dici? Come hai vissuto questa esperienza?
Non c'è stato quasi tempo per ralizzare. Paola mi aveva ventilato la cosa, ma io l'avevo archiviata come una delle mille da fare sostanzialmente perché non mi sembrava probabile. Così quando mi hanno chiesto qualche scatto di prova li ho fatti realizzare nel giro di poche ore piazzandole tra un'uscita con un'amica e una cena. Ti
ripeto: la cosa mi sembrava anche così remota che non le ho dato un peso eccessivo. Poi è successo tutto di colpo: mi telefonano dicendo di visionare le foto scelte e di tenermi pronta per l'intervista.

Il profumo. Sono davvero fissata coi profumi, non c'è davvero altro che posso dire. Quando ho cominciato a scrivere Black Friars ero solita indossare qualche goccia di Dreamer di Versace (mi piacciono molto i profumi maschili), quindi ogni volta che, per caso, sento questo profumo torno a quella gradevolissima primavera.

Mai dire mai sicuramente, ma è uno strappo alla regola più dettato dalle circostanze che altro. Ci tengo a mantenere, per quanto più possibile, la mia vita tranquilla e intatta. Sono un'abitudinaria, fondamentalmente, mi serve tempo per adeguarmi a un certo tipo di cambiamenti e quando posso tenerli lontani... ben venga. Magari qualche altro scatto spiritoso come questi, che mostri qualche particolare bizzarro senza dover sopportare il trauma della mia faccia che mi guarda dallo schermo di un computer. Non dimenticare che queste fotografie le ha fatte la mia sorellina.
Cito l'articolo: "Lo stile personale di Virginia, come la sua scrittura, è nostalgico e fantasioso". Un paragone davvero interessante, che mi porta inevitabilmente a chiederti...Se dovessi associare Black Friars a un capo d'abbigliamento, quale sceglieresti e come sarebbe fatto?
Non ci avevo mai pensato. Queste parole di Federico Chiara (simpaticissimo, gentile, caloroso, ci tengo a ringraziarlo ancora anche dai vostri spazi) mi hanno fatto riflettere. In fondo avrei dovuto capirlo: la personalità di tutti noi si esprime in vari ambiti e in tutti con una coerenza di fondo. Romantica, nostalgica e fantasiosa, sicuramente ha ragione ed è indubbio che le caratteristiche che improntano le mie storie finiscano per determinare anche il mio stile che, in realtà, è più mio che eccezionale e preferisco così. Black Friars sarebbe un lungo, avvolgente scialle con pizzi e merletti.
Sorpresa, sorpresa... L'intervista non finisce qui! Continua sul nostro blog gemellato, Reading at Tiffany's, dove vi aspettano altre due chiacchiere con la nostra cara Virginia! Buona lettura!