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SPENDING REVIEW/ Sapelli: ecco gli errori che porteranno l’Italia a un altro ’29

Creato il 09 luglio 2012 da Artigianauta
SPENDING REVIEW/ Sapelli: ecco gli errori che porteranno l’Italia a un altro ’29:
Chi vorrà credere agli alleati? Gli aiuti che ci hanno promessi, come nelle condotte l’acqua, mancano. E poi nei vasti tuoi stati, Signore, a chi è passata la proprietà? Dove vai, un nuovo ricco tiene casa: lui vuole vivere indipendente e ci tocca vedere come giostra. Tanti diritti s’è dovuto cedere che non ci resta un diritto su niente. Anche ai partiti, come che si chiamino, non si può più dare fiducia, al giorno d’oggi: che protestino o che lodino, diventano, amore e odio, indifferenti. I Ghibellini come i Guelfi stanno nascosti a riposare. Ma chi darebbe un aiuto al vicino? Ha da pensare ciascuno per sé. Sono sbarrate le porte dell’oro; gettano tutti, raspano, ammassano. E vuote restano le nostre casse” (J.W. Goethe, Faust, introduzione e traduzione di Franco Fortini, Milano, Mondadori, 2009, pp. 445-447, versi 4831-4851).L’ora della verità è giunta. Il nodo gordiano è stato tagliato dalla spada dei tecnici dei tecnici, ossia da dei personaggi in cerca d’autore. Come definire altrimenti Bondi, Giavazzi e Amato, chiamati da un governo di tecnici per svolgere un compito tecnico? Lasciamo perdere Amato, la cui configurazione idealtipica avrebbe affascinato i darwinisti (politico? Tecnico? Centauro? Camaleonte? Pontiere? Acquisitivo? Distributivo? Annichilente? Intelligente!). E veniamo a Giavazzi (semplicemente scomparso) e a Bondi, salvatore di imprese che non esistono più o che sono state divorate o che sono state devitalizzate, prodotto di Mediobanca che per decenni ha socializzato perdite e privatizzato profitti, e portato alla rovina oligopolistica l’Italia.Questi metatecnici, figure alla Greimas e alla Barthes, hanno compiuto la solita marcetta trionfale che segna il mood mondiale del fare ciò di cui non c’è bisogno quando c’è la recessione: tagliare l’occupazione, diminuire i consumi, scoraggiare gli investimenti, far piombare l’umanità nella disperazione e nell’anomia. Il tutto infilato nel forno da carnefice dell’aumento delle tasse, affinché la pozione avvelenata venga cotta a puntino.Tecnici e supertecnici tutti subalterni al mainstream accademico, a riprova che solo le idee cattive vincono nel mondo alla breve (ché nel lungo vincono quelle della santità e del lavoro). Eccoci allora alla spending review che alla breve farà sprofondare l’Italia dalla recessione alla depressione più profonda dopo il 1929. Certo, c’è anche qualcosa di buono. Anche il Maligno è sempre accompagnato dall’Angelo Salvatore. Ma si tratta di ben poco. Vediamolo: per le imprese l’aumento dell’aliquota Iva è rimandato al 1° luglio 2013, limitando il calo degli affari per l’aumento delle imposte; e poi il regime fiscale di favore per le società quotate di investimento immobiliare pare sarà adottato anche per quelle di cessione e di valorizzazione degli immobili pubblici, forse consentendo di meglio venderli (ammesso che si vorrà fare un giorno o l’altro il famoso fondo per cercare in questo modo - un modo che non ottunde la crescita - di diminuire il debito pubblico); e infine le imprese potranno recuperare l’importo dei crediti verso la Pubblica amministrazione attraverso un meccanismo di compensazione agevolante l’impresa.........................................................

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