Spotting: capire e affrontare le perdite anomale

Creato il 07 gennaio 2013 da Angel121

Il termine spotting deriva dall’inglese “to spot”, che significa “macchiare”. Nel linguaggio medico-ginecologico con il termine spotting ci si riferisce a quelle perdite di sangue vaginali che si presentano tra due mestruazioni. E’ un fenomeno molto diffuso ed è un segnale del fatto che qualcosa non funziona correttamente nell’organismo della donna.

Quante volte vi sarà capitato di spaventarvi nel trovare le mutandine macchiate da qualche gocciolina di sangue pur non avendo – e non aspettando nemmeno – le mestruazioni?

Il fenomeno dello spotting è frequente e può colpire qualunque donna in età fertile. Può presentarsi sia nei giorni che precedono la mestruazione, sia durante l’ovulazione, sia nell’immediato periodo dopo il ciclo ovarico.

Lo spotting, per quanto rappresenti un’anomalia, non sempre è indicatore di patologia e non deve necessariamente spaventare. Al tempo stesso però, essendo un campanello d’allarme non deve essere sottovalutato.  Per questo è importante rivolgersi al ginecologo per verificare le cause e la natura delle perdite.

Ma vediamo nei particolari come si presenta lo spotting.

Diversamente dal ciclo normale, in cui la perdita di sangue è più rossa e il flusso è abbondante, lo spotting rappresenta una perdita ematica scarsa, di colore scuro e più modesta. Il colore più scuro è dovuto all’ossidazione dell’emoglobina.

Le cause

Le cause possono essere diverse e si dividono in due grandi categorie: organiche e disfunzionali.

Tra i principali fattori di natura organica che provocano spotting si hanno:

  • Menopausa precoce
  • Endometriosi, cisti ovariche
  • Forme tumorali (fibroma, carcinoma, polipi)
  • Infiammazioni come vaginite o vaginosi
  • Ectopia del collo dell’utero

Tra le cause di natura disfunzionale:

  • Stress
  • Obesità, anoressia, bulimia, disturbi del comportamento alimentare in genere
  • Diete drastiche, carenze vitaminiche
  • Diabete, ipercolesterolemia
  • Sedentarietà, fumo
  • Periodo post puberale e premenopausale
  • Inserimento inadeguato della spirale contraccettiva

Spotting e contraccezione

In molti casi la causa dello spotting è da ricercarsi nella contraccezione. Si stima che circa il 10% delle donne che utilizzano la pillola anticoncezionale ha problemi di spotting nei primi due o tre mesi di assunzione. Ma anche chi utilizza l’anello vaginale, il cerotto o la spirale presenta problemi di spotting nei primi mesi. Questo perché l’organismo si deve adattare alla nuova terapia contraccettiva. Quindi se assumete la pillola da poco tempo potete stare tranquille…Quasi sicuramente sarà quella la causa delle perdite. Inoltre, nel caso della pillola spesso lo spotting è dovuto al fatto che il dosaggio ormonale non è adatto all’organismo della donna, in genere questo è segno di un dosaggio estro progestinico troppo basso. Altre volte invece la causa può essere un’assunzione della pillola irregolare. Perciò se vi dimenticate una o più pillole in un blister potreste avere delle perdite anomale quindi non vi spaventate e cercate di essere più puntuali il mese dopo! Per quanto riguarda la spirale invece nella maggior parte dei casi la causa dello spotting sembrerebbe essere un inserimento scorretto. In questo caso quindi andate a farla controllare ed eventualmente fatevela reinserire correttamente.

Spotting, infiammazioni e infezioni

Infiammazioni del collo dell’utero, dell’utero o delle tube – come endometriti, cerviciti, e annessiti – possono determinare spotting. Inoltre anche le infezioni vaginali come la clamidia, la candida, o l’herpes genitale causano spotting. Quindi, se avete una vita sessuale promiscua e vi è capitato di avere rapporti sessuali non protetti sarebbe meglio fare il test per le malattie sessualmente trasmissibili.

Spotting e ovulazione

Quando lo spotting si verifica in concomitanza con l’ovulazione potrebbe essere il segnale di uno sfaldamento dell’endometrio. Lo sfaldamento dell’endometrio inoltre provoca un consistente cambiamento nella produzione ormonale che, a sua volta, può causare spotting. Quando la coincidenza di spotting ed ovulazione si ripete in più cicli questo può essere indice della presenza di cisti ovariche. Le cisti ovariche sono una delle cause principali dello spotting. In questo caso sarà un’ecografia pelvica a svelare la presenza di cisti.

Diagnosi

Avete delle perdite anomale? Rivolgetevi al ginecologo per verificarne le cause ma niente panico! Nella maggior parte dei casi lo spotting non è legato a nessun tipo di patologia e rappresenta una condizione innocua. Non per questo però deve essere sottovalutato…sempre meglio rivolgersi al medico e togliersi tutti i dubbi.

Per prima cosa sarete sottoposte ad una visita ginecologica. Se poi il ginecologo riterrà opportuno fare degli accertamenti potrebbe richiedere altri esami come analisi del sangue, ecografia pelvica, ecografia trans vaginale, pap test, colposcopia o biopsia del collo dell’utero. Inoltre per arrivare alla diagnosi il medico vorrà sapere se assumete contraccettivi o altri farmaci, se fumate, se soffrite di patologie metaboliche o endocrinologiche.

Insomma in caso di perdite anomale tra una mestruazione e l’altra non disperate ma non trascurate nemmeno il problema. Ascoltate i segnali del vostro corpo! Lo spotting è segno di qualcosa che non va come dovrebbe nel vostro organismo, ora dovete capire cos’è e perché.


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