Stazione metro a San Giovanni: dalla C alla A si cambia passando per la strada

Creato il 18 febbraio 2014 da Carteinregola @carteinregola

Il film della metro C prosegue con continui colpi di scena e nessuno sa come andrà a finire nella migliore tradizione dei film d’azione. A settembre non arrivavano i soldi dal Comune per pagare le imprese della società Metro C, poi non arrivavano i circa 400 milioni dal Governo che avrebbero assicurato la realizzazione dei 700 metri dal Colosseo a piazza Venezia, poi viene  cambiata la posizione dello scambio a croce sui binari per permettere ai convogli di tornare indietro dopo San Giovanni, poi viene  esternata l’intenzione da parte dell’Amministrazione comunale di azzerare i vertici di Roma Metropolitane che è la società interamente partecipata da Roma Capitale, ed infine l’ultima notizia bomba: all’intersezione tra la linea A e la linea C a San Giovanni, bisognerà uscire dalla stazione, passare nel traffico, attraversare semafori, aprire l’ombrello se piove, ridiscendere le scale mobili fino a sprofondare sulla banchina dell’altra metropolitana per proseguire il viaggio. Alzi la mano chi conosce un caso analogo in Europa o nel resto del mondo.

La comunicazione di questa soluzione è stata fornita ufficialmente per lettera a tutti i soggetti istituzionali interessati, dall’ing. Andrea Sciotti, responsabile di Roma Metropolitane (1).

Tra i destinatari della comunicazione c’è anche la Società Metro C a cui il Comune ha affidato la realizzazione della gigantesca opera, Consorzio costituito dalle imprese Astaldi, Ansaldo, Cooperativa muratori e braccianti di Carpi, Vianini del patron Caltagirone proprietario del “Messaggero”.

Anche il Consorzio di imprese ha scritto testualmente che “al fine di rispettare la data di fine costruzione del 30 giugno 2015 le stazioni della linea A e della linea C non siano tra loro collegate direttamente a San Giovanni”.  A questo punto Roma Metropolitane ha dichiarato ufficialmente che “la stazione San Giovanni della linea C non sarà collegata mediante percorsi pedonali sotterranei con l’omonima stazione della linea A”.

Già era stata operata una variante di non poco conto quando si è deciso  che i binari della linea C sarebbero passati 17 metri al di sotto del piano del ferro della linea A esistente. Ma la stazione della linea A era stata  predisposta negli anni ’70 per un collegamento con una stazione di scambio realizzata sopra e non sotto.

Inoltre, a causa di questa radicale variazione lo scambio a croce dei treni della linea C per l’inversione di marcia a San Giovanni è stata trasportata da via La Spezia a via Sannio, cioè dopo la stazione San Giovanni allungando di fatto i tempi di percorrenza.

Infatti si erano accorti  presto che non si poteva scavare a quella profondità a via La Spezia perchè la presenza delle fondazioni dei palazzi rendeva impossibile questa operazione dello scambio a croce che avrebbe un’estensione ed una complessità di scavo ben maggiore di quello della singola galleria che si può scavare con la talpa. Allora si era pensato in effetti di rimandare indietro il treno fino allo scambio di Malatesta, addirittura dopo il Pigneto andando verso sud,  per poi immettersi nel binario di marcia giusto con frequenze di passaggio di 12/13 minuti. Ma la cosa era tanto folle che l’hanno corretta subito (ho avuto notizia diretta in una riunione ufficiale da Roma Metropolitane). Così ora lo scambio si fa a via Sannio nell’area che deve ospitare anche il pozzo di ventilazione da dove inoltre verrà calata ed estratta la talpa. Il fatto è che deve essere pronto per il 2015,  altrimenti la tratta T4 per San Giovanni (programmata appunto per la fine del 2015) si blocca e non va in esercizio. Inoltre i 792 milioni della tratta T3 San Giovanni-Colosseo non prevedevano questa opera ed ora invece sarà pagata proprio a valere su quei 792 milioni perché il pozzo di via Sannio appartiene funzionalmente alla tratta T4 ma finanziariamente è già tratta T3. Dove si prenderanno i fondi mancanti per fare la tratta prevista San Giovanni-Colosseo come da progetto che non prevedeva allora il binario di scambio? Mistero.

Paolo Gelsomini

Progetto Celio/Carteinregola

(1) scarica Prot. RM 0001473 del 05.02.14 (s.Giovanni-linea A)x



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