Stiglitz, Fitoussi, Krugman, Bagnai, Gallegati: "Grillo chi???"

Creato il 11 marzo 2013 da Tafanus
Vorrei mettere insieme ciò che ha scritto ieri Cecchino Antonini su globalist.it sui c.d. "grandi economisti" che Grillo si è intestati come padri putativi delle sue minchionerie economiche (Stiglitz, Krugman, Fitoussi) con quanto richiamato da noi - sempre ieri - sui Professori Gallegati e Bagnai, chiamati in soccorso da altri frillini di complemento. Un fiume di smentite e di cacca a 5 stelle ha sommerso gli inventori di queste sponsorizzazioni. Iniziamo dall'articolo del "Globalist": I famosi economisti smentiscono ogni rapporto con l'ex comico e sul programma
La rete ha fabbricato Grillo ma in rete circola anche l'antidoto a certe leggende metropolitane che, dilatandosi, hanno contribuito all'affermazione del logo a 5 stelle. Una di queste è la sintonia, se non la collaborazione diretta, del "moVimento" con alcuni famosissimi economisti controcorrennte. Ha detto Grillo dai palchi della campagna elettorale che: «Noi abbiamo tutto un piano preciso, perché è un piano fatto da migliaia di persone nel mondo. Il nostro piano economico l'ha fatto Stiglitz, che è premio Nobel per l'economia» (Beppe Grillo, 20/02/2013). L'8 marzo 2013, Grillo sul suo blog ha postato un articolo del quotidiano tedesco Der Spiegel: «Grillo sarà supportato da economisti rispettati. Il Nobel Paul Krugman ha già dialogato in video con Grillo. Il premio Nobel Joseph Stiglitz lo consiglia sui temi economici insieme all'economista francese Jean Paul Fitoussi».


Un attivista di Sel del modenese, Fabio Nacchio, ha scartabellato sul web per trovare le risposte dei diretti interessati, almeno tre sonore smentite alle ambizioni grilline e le ha pubblicate nella sua bacheca fb: «Stiglitz non sta fornendo nessuna consulenza economica a Beppe Grillo» (Eamon Kircher-Allen, Collaboratore di Joseph Stiglitz alla Columbia University, 9/3/2013 ).
«Apprendo con sorpresa dai giornali italiani che starei lavorando sul programma di Beppe Grillo. Ma quando mai? Non lo conosco, non l'ho mai incontrato e non sarò mai il suo consigliere. Per quanto mi riguarda, il suo movimento è espressione di una forma di regressione democratica» (Jean Paul Fitoussi, 6 marzo).
«Gli osservatori stranieri sono terrificati dalle elezioni italiane, e giustamente: anche se l'incubo del ritorno di Berlusconi non si è materializzato, lo stesso Berlusconi, Grillo o i due insieme potrebbero destabilizzare non solo l'Italia, ma l'intera Europa. Il M5S? Ha una piattaforma economica incoerente» (Paul Krugman, 7 marzo).
Il profilo facebook di un attivista del Prc abruzzese, Carmine Tomeo, invece, riporta in un grafico che pubblichiamo le singolari coincidenze tra il pensiero dell'estensore del programma economico di Grillo e quello di Ichino e della Fornero, due personaggi che dovrebbero turbare i sonni e le veglie di chi ha cercato nella lista del milionario genovese un'alternativa alle catastrofi della crisi.


Vicinanze ideologiche: Grillo, Ichino, Fornero

«Da mesi i commentatori si dividono tra chi considera il Movimento 5 stelle una «costola della sinistra» e chi lo considera un'organizzazione populista, prevalentemente di destra, in certi casi tendenzialmente fascista. Sono vere entrambe le cose», ha scritto sul manifesto il sociologo Loris Caruso, studioso di movimenti sociali ricordando l'ambiguità della relazione tra cinquestelle e movimenti sociali, l'apparente iperdemocrazia, i richiami alla spoliticizzazione tecnocratica, l'analogia tra la forma della lista e quella dell'economia della rete: «una vasta partecipazione dal basso (di utenti, consumatori, mediattivisti, ecc.) e da una restrizione piramidale in alto, cioè dal ruolo oligopolistico di poche grandissime imprese». L'aspirazione ad esere totalità è una delle chiavi del suo successo (oltre alle ragioni fornite dalla materialità della disperazione sociale) assieme, appunto, alla capacità di sfruttare ogni opportunità della rete, compresa quella della superfetazione di leggende metropoltane. Da questo punto di vista la vantata collaborazione con gli economisti si va ad aggiungere al fornito catalogo di bufale rifilare dall'ex comico al suo gentile pubblico (dalla cura Di Bella alla biowashball, solo per citare le più famose).
Ansa da Parigi del 5 marzo, ore 19,05 - ''Apprendo con sorpresa dai giornali che starei lavorando sul programma di Beppe Grillo. Non conosco Beppe Grillo, non l'ho mai incontrato e non sono ne' saro' il suo consigliere'': lo scrive in una nota diffusa all'ANSA a Parigi, l'economista francese, Jean-Paul Fitoussi.
Agi del 9 marzo, ore 10 - Non c'e' alcuna collaborazione da parte di Joseph Stiglitz nella stesura del programma economico del Movimento Cinque Stelle. Lo dice all'AGI un membro dello staff dell'economista Usa. Alla richiesta di commentare le notizie secondo cui Stiglitz avrebbe partecipato alla messa a punto di alcune delle proposte economiche del M5S, il collaboratore di Stiglitz alla Columbia University, Eamon Kircher-Allen, ha risposto che "Stiglitz non sta fornendo nessuna consulenza economica a Beppe Grillo".

Nella serata di ieri era arrivata da Bruxellese la smentita di Jean Paul Fitoussi, che aveva ribadito di "non essere consigliere economico di Beppe Grillo". Lunedi' scorso il quotidiano francese 'Les Echoes', ripreso in parte da alcuni organi di informazione italiani, aveva titolato: 'Fitoussi e Stiglitz stanno lavorando al programma economico di Beppe Grillo'.

E veniamo alle secche smentite di altri "professori" imbarcati "a loro insaputa" da Grillo e grillini da riporto, a sostegno di fantastiche teorie sull'uscita dell'Italia dall'Euro (dal post del Tafanus di ieri):

QUESTA LA POSIZIONE DEL PROF. MAURO GALLEGATI:

D. E andate d'accordo su tutto?
R. No. Sull'euro, per esempio, la mia posizione è opposta a quella di Bagnai che vorrebbe un'uscita immediata dalla moneta unica.
 

D. E lei?
R. Penso che sarebbe un disastro per il Paese. Per le banche, ma anche per i cittadini.
 

D. Riuscirà a convincere Grillo di questo?
R. Non devo convincere Grillo, ma la Rete. Ci sarà un dibattito, e ognuno porterà i suoi argomenti a favore o contro. Dopodiché, Grillo ha detto che indirà un referendum online.

PIU' DURA LA POSIZIONE DEL PROF. BAGNAI:

[...] Apprendo da un'intervista pubblicata dal suo giornale che io sarei uno degli economisti che ha «collaborato» al programma economico di Beppe Grillo. Penso di fare cosa utile segnalandole che questa informazione è falsa: non ho rapporti di alcun tipo né con Grillo, né con gli altri soggetti citati dall'intervista, che conosco solo dalla loro presenza nei media e con i quali quindi non posso aver collaborato.

In più, questa informazione lede la mia immagine, per almeno due motivi:

Il primo è che considero infondate molte proposte formulate in quel programma, e non intendo in alcun modo essere associato a esse.

Il secondo è che mi sono più volte espresso in modo critico verso i vertici del movimento per la loro ambiguità sui temi economici. Diffondendo la falsa informazione di una mia «collaborazione» con questi vertici, la vostra intervista mi attribuisce una doppiezza che non mi appartiene.

Peraltro, queste mie posizioni sono ampiamente note, per essere state espresse non solo sul mio blog, ma anche in sedi autorevoli (Repubblica.it, Radio Radicale, Il Fatto Quotidiano, Micromega, ecc.). Mi risulta quindi strano che il vostro collaboratore e soprattutto il mio collega intervistato non le conoscano. La pregherei pertanto di pubblicare questa mia rettifica nell'interesse di una corretta informazione

La "Vendetta di Montezuma" della Rete

Ciò che la "Casaleggio & G." sembra non aver capito della rete, e del suo enorme potenziale di produzione di "marketing virale", è che non è e non sarà mai - con tutta la buona volontà dei guru - un sistema "one-way". Nessuno, neanche Casaleggio, riuscirà MAI a controllare un sistema di sottilissimi e non tracciabili "capillari" come la rete.

Con la stessa rapidità con la quale "Casaleggio & G."  hanno montato - grazie alla rete - la minchiata di Stiglitz, Krugman, Fitoussi, Bagnai, Gallegati, endorsers, se non autori più o meno occulti di quelle tre/quattro paginette di minchiate che passano sotto il nome "Programma" del MòViMento a 5 stelle, ora si occupa di demolire la minchiata, con velocità, profondità, e ampiezza di diffusione ancora maggiori.

I "grillini da riporto" sono spiazzati. Fino a ieri si erano orgogliosamente dichiarati o mostrati tali anche appoggiandosi all'autorevolezza dei personaggi che Grillo aveva imbarcato a loro insaputa. Ora che la figura di merda dilaga, i poverini sono spiazzati, e a loro sono rimasti in mano solo oscuri "promotori finanziari" della levatura di tale "Bimbo Alieno"

Venghino, sior! Lo "sciò" sui prodigi della rete è appena iniziato. Tafanus


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