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Storie di ordinaria follia

Da Valepi
- Dottoressa, ma lei cosa ci fa qui? –
- Professore, sto seguendo le sue tesiste e le sue dottorande (implicito: dato che lei non si degna nemmeno di leggere i loro lavori)
- Si, vabbeh, ma lei deve decidere cosa vuole fare della sua vita, cosa vuole fare da grande, altrimenti così, un giorno si e un giorno no… allora ci viene a salutare a Natale e Pasqua e a noi va bene lo stesso
- Professore, lei lo sa, non mi posso permettere di spendere totalmente il mio tempo qui, perché ho necessità di lavorare (implicito: e quello che faccio qui oltre ad essere, stancante e sfinente, fisicamente e moralmente, manca dell’elemento essenziale di ogni lavoro: la retribuzione!) quindi ciò che posso garantire è la mia presenza saltuaria, ma costante rispetto agli impegni presi. Non lascio da un giorno all’altra le tesiste o gli altri progetti, se ho accettato la responsabilità di seguirli.
- Si, vabbeh, ma lei deve decidere cosa vuole fare della sua vita, cosa vuole fare da grande, se quest’anno si vuole occupare della didattica, ad esempio, (implicito: ed andare a fare lezione al posto mio) fra un po’ iniziano i corsi. Allora, cosa vuole fare?
- Professore, gliel’ho detto. Siccome devo lavorare e non so che impegni troverò, non posso prendermi a priori la responsabilità di seguire uno dei suoi corsi, se ha piacere posso organizzare alcuni seminari, ma se le dicessi che seguo il corso per intero rischierei di farle dei bidoni.
- Si, vabbeh, ma lei deve decidere cosa vuole fare della sua vita, cosa vuole fare da grande, un impegno di questo genere qui non è sufficiente né necessario. Allora, cosa vuole fare?
- Capisco professore, certo se di un corso fossi la titolare almeno potrei inserirlo nel curriculum e la cosa sarebbe diversa.
- Ah, ma allora lei cerca il suo tornaconto (!!!), e no, eh! Qui bisogna vedere il mio tornaconto, se lei vuole un insegnamento mi deve dare qualcosa in cambio (implicito: presenza H24, sangue, mente, pensieri). D’altronde se lei nella vita è alla ricerca solo dei piccioli, quelli avrà e non certo gloria e riconoscimenti. Lei deve decidere cosa vuole fare della sua vita, cosa vuole fare da grande. Allora cosa vuole fare?
- Professore, gliel’ho detto. Ho una famiglia e ho bisogno di lavorare. Non posso garantirle la dedizione (!!!!) di una dottoranda neolaureata.
- Guardi, allora, (implicito: se non è disposta a versare il suo sangue) non è necessario che ci venga a trovare.
- … … …
Ogni riferimento a persone cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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