piazza Duomo
panoramica di Ortigia
il foro Italico
La Pillirina
i resti delle Mura Dionigiane
Il bagno ebraico alla Graziella
La fabbrica di Eternit a Targia
Il museo del sale mai attivato alle riserva Ciane Saline
superficiale del territorio urbano come se pulizia e decoro cittadino non fossero l’ordinaria amministrazione. Strana città nella quale si continua a dissertare sulla resa più o meno condizionata di investimenti su quella parte di territorio come la Pillirina che ancora posseggono caratteristiche uniche di naturalità.Strana città nella quale,seppure si tratta di un amara constatazione, il mare è negato a gran parte dei suoi abitanti e consentito a quelle frange che sono piuttosto numerose (una base elettorale piuttosto solida) che hanno costruito e continuano a costruire sul demanio marittimo (una passeggiata sulla penisola Maddalena è piuttosto illuminante al riguardo).Strana città nella quale non si riesce a monetizzare quasi nulla dal suo indubbio patrimonio monumentale. Vedi per questo la diatriba per le biglietterie al parco monumentale, dove si accede per una cifra piuttosto irrisoria che include anche l’accesso al museo Paolo Orsi. Nulla si valorizza in Ortigia, anche in termini pecuniari, tranne quell’obolo che adesso viene richiesto per la visita alla Cattedrale mentre l’isola delle quaglie è disseminata di tesori che attendono ancora di essere valorizzati (Caravaggio, galleria civica,l’ex sede del museo nazionale, i rifugi antiaerei in piazza Duomo, chiese e quello che resta di antichi monasteri, il tempio ionico recentemente recuperato sotto palazzo Vermexio, la Giudecca) . Ci sono due teatri in Ortigia in via di attivazione che per una normale regola di buon senso, dovrebbero essere affidati per le gestione a personalità di indubbio spessore culturale senza essere tentati dalla voglia di improvvisarsi anche operatori culturali. Sono tre infine i punti focali da centrare perchè si possa attivamente monetizzare il turismo: assicurare la pulizia e il decoro della città anche nelle zone balneari, le poche rimaste, attivare sistemi di trasporto efficienti e puntuali, calendarizzare una serie di eventi che possano costituire un attrattiva permanente, considerate le caratteristiche climatiche di questa strana città.