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sul riserbo e una poesia di Elizabeth Bishop

Creato il 06 luglio 2014 da Vivianascarinci

“Si capisce che le piace osservare spassionatamente quel che la circonda, non le piace abbellire alcunché a suon di metafore; vuole semmai raggiungere il paesaggio, o l’animale, o l’oggetto che ha di fronte, nel rispetto di una sola aura, quella del riserbo. Ma come si fa a toccare senza afferrare? A comprendere senza prendere? Lei lo sa fare. E’ la sua grandezza.” su Elizabeth Bishop di Nadia Fusini, Unica e sola, “La Repubblica”, 15 marzo 2006

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p. 27 Miracolo a colazione, Elizabeth Bishop, Adelphi, 2005 traduzioni di Damiano Abeni, Riccardo Duranti, Ottavio Fatica

“Forse la natura ha veramente orrore del vuoto, perché è lì, nel vuoto, che nascono per scongiurarlo i sistemi pletorici, ipertrofici, saturi – è sempre qualcosa di ridonante ciò che si installa dove non c’è più niente. La determinazione non lascia il posto all’indeterminazione, ma a un’iperdeterminazione – ridondanza della determinazione nel vuoto.” Jean Baudrillard, Le strategie fatali, SE, 2007 p. 15


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