Tai Chi e Corsa, arriva il Chi running

Creato il 12 maggio 2015 da Lifarnur @silvialazzerini

Arriva dall'America, dove il fitness sappiamo ha davvero infinite strade e sappiamo anche che gli Americani sono molto amanti della corsa. Ma in questo caso non si tratta della corsa classica bensì di un nuovo tipo, come descritto nel libro del pulrimaratoneta Danny Dreyer: si tratta del Chi running.

La filosofia del Chi running si basa sul fatto che per correre non servono gambe forti, ma è necessario saperle usare in maniera giusta. Si tratta in pratica della fusione dell'antica arte del Tai Chi con la corsa. Secondo il Tai Chi, l'energia deve scorrere liberamente attraverso il corpo con le meridiane che distribuiscono l'energia in maniera equilibrata. Perciò il Chi running si inserisce fra quelle tecniche olistiche che hanno molte affinità con lo yoga, il karate il Chi Kung e ovviamente il Tai Chi Chan. Serve non solo fisico ma anche concentrazione, spiritualità e consapevolezza per allenarsi in maniera corretta.
I principi sono quattro: concentrazione, percezione corporea, respirazione e rilassamento.

Fra le innovazioni che il Chi running porta cisono: cambio di passo, nuovo assetto posturale, controllo dell 'appoggio del piede e continua ricerca del massimo rilassamento del corpo durante la corsa. Fondamentali sono l'allineamento posturale e il rilassamento necessarie per svolgere una corsa efficace. Il corpo deve essere inclinato in avanti per consentire alle gambe un minore impatto e quindi un minore rischio di traumi. Questa postura in avanti parte dai piedi per cui tutto il movimento delle gambe deve avvenire dietro il tronco e le braccia offrono un valido contributo nell'azione di spinta. Non a caso è questo "l'assetto" di corsa dei più grandi maratoneti del Kenya e dell'Africa Orientale che sempre più si impongono durante le competizioni internazionali di più alto livello.


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