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Tassa di soggiorno in Sicilia

Creato il 30 gennaio 2014 da Makinsud

In questi giorni si è tornato a parlare della tassa di soggiorno in Sicilia, argomento che tocca da vicino gli albergatori, i turisti e i comuni dell’isola, e che ha scatenato non poche polemiche. A partire dallo scorso 2013 i comuni dell’isola hanno imposto la tassa in questione a tutti i turisti che hanno scelto questa terra, come meta delle loro vacanze.

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Il regolamento dell’imposta da pagare, che presenta delle piccole variazioni a seconda del comune, mantiene tuttavia delle regole di base uguali per tutti, sostenute dal Tar. In modo particolare emerge la normativa in base alla quale questa tassa non viene applicata ad alcune categorie di soggetti come ad esempio i residenti, chi è in viaggio di lavoro, i minori, i disabili e gli accompagnatori turistici. Un altro aspetto importante è che l’imposta varia a seconda della tipologia di struttura alberghiera e in base alla durata del pernottamento, successivamente l’albergatore deve versare la somma di denaro al comune. Quello che il Tar si propone di ottenere attraverso la tassa di soggiorno è di raccogliere la somma di denaro sufficiente per finanziare tutti i servizi e le attività a sostegno del turismo e dei beni culturali dell’isola.

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Dall’altro lato infuria la polemica degli albergatori, i quali sostengono che in questo modo, invece di incentivare il turismo, lo si danneggia. Tali proteste sono tornate a galla in questi giorni soprattutto per il fatto che la tassa per turisti, destinata a rendere il più possibile fruibili e accoglienti, le città siciliane, non ha ancora prodotto tali cambiamenti. Numerosi albergatori hanno fatto ricorso, opponendosi a una norma del regolamento comunale, che prevede per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta, riscossa dalla struttura alberghiera, una sanzione del 30%, ottenendone così una riduzione.

La delicata questione fa emergere due aspetti fondamentali di questa situazione. Da un lato tale riduzione è stata resa possibile poiché è stato riconosciuto che la tassa in questione crea un rapporto tributario tra i turisti e i comuni, del quale gli albergatori non ne fanno parte. D’altra parte, il Tar sottolinea l’impossibilità di togliere la tassa di soggiorno, regolata dalle disposizioni legislative statali, in quanto in Sicilia manca una legislazione in materia di tributi locali. In definitiva gli albergatori si trovano in una sorta di circolo vizioso dal quale non possono uscire, nonostante sottolineano in continuazione il danno che la tassa di soggiorno provoca al turismo e quindi alle loro attività economiche.


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