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Tecologie; Le aziende temono Twitter

Da Maurizio Picinali @blogagenzie

le aziende più grandi e potenti del mondo, sono molto spaventati dai social media e ne temono l’esposizione mediatica, infatti, solo il 34% dei dirigenti di aziende incluse nella Fortune 500 è su Twitter.I motivi di questa ritrosia sono da ricercarsi non esclusivamente in esigenze di privacy e sicurezza, ma soprattutto dalla paura di compiere gaffe mediatiche. Negli ultimi anni Twitter ha dimostrato di essere un campo minato e che i messaggi (specie quelli sbagliati), tendono a propagarsi da un account ad un altro a forza di retweet. Dalla politica allo sport in questi ultimi mesi ne abbiamo viste delle belle anche qua in Italia. Alle ultime olimpiadi, a Londra, gli scandali su Twitter hanno messo in difficoltà e affossato le carriere di alcuni atleti.Tecologie; Le aziende temono Twitter
Gli esperti di comunicazione sostengono che Twitter ormai sia un passaggio obbligato. “Le persone vogliono Ceo reali”, spiega Bill George, docente di management ad Harvard. “Vogliono sapere cosa pensi, e Twitter è il modo più efficace e meno costoso per arrivare al pubblico”. I CEO, spiega Amy Jo Martin, agente di comunicazione sui social media “hanno paura di condividere troppo, non troppo poco. Io raccomando sempre di dare ai propri follower la possibilità di sbirciare nella loro vita privata, non di fare un tour guidato”.
I Ceo presenti, hanno pochi follower, molto meno della media di vip e politici americani, più portati all’esposizione mediatica. Questo fronte, per i dirigenti d’azienda è un altro motivo di imbarazzo. Come spiegare l’avere nelle mani i destini di migliaia di vite e i soldi degli investitori, quando in pochi sui social media giudicano interessanti le loro conversazioni? Naturalmente vi sono eccezioni come Rupert Murdoch che ha oltre 300mila follower.
La buona gestione delle conversazioni sui social media sarà materia di studio per i CEO del futuro; essere autorevoli, pacati ed essenziali nelle comunicazioni il loro mantra. La regola del contare fino a 10 secondi prima di postare un Tweet è sempre valida.tratto da Repubblica.it 10 ottobre 2012


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